The Raveonettes – Pe’ahi (The Beat Dies – 2014)

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TheRaveonettes-Pe'ahi

Articolo di Giovanni Lepori

I The Raveonettes sono un perfetto esempio di una band che sarebbe potuta già essere una realtà affermata nel panorama shoegaze/noise pop ma che in realtà non è mai riuscita a scrollarsi di dosso l’etichetta di gruppo rivelazione, alternando dischi di pregevole fattura come Lust, Lust, Lust (2007) a lavori più anonimi e confusionari.

I’m sick of writing entire albums, because I just don’t see a point to it anymore.I have no interest in making 12 songs that fit together.” Cosí si era espresso il chitarrista della band Sune Rose Wagner ad un’intervista rilasciata a inizio anno per The 405.com, lasciando intuire il desiderio di rompere la schematicità del processo di incisione di un disco a favore di un mix di canzoni più diretto ma al tempo stesso sofisticato. Pe’ahi, l’ultimo LP della band, rilasciato senza alcun preavviso nel mese di Luglio, è il risultato della necessità di sperimentare nuove sonorità unitamente a liriche più mature. L’album, dal nome di un noto spot per surfisti sull’isola hawaiana di Maui, è anche sinonimo di trauma: Wagner ha perso il padre alla fine dello scorso anno e questa tragedia si è riflessa in una profonda riflessione sulla morte e fugacità della vita: “Ho sabbia nei miei panni, e la morte nella mia mente” (Sleeper Endless).

Retrò, appariscente, afoso, leggiadro, e violento. Con questi 5 aggettivi ho cercato di racchiudere le atmosfere e le situazioni evocate dall’ascolto di Pe’ahi, album multisensoriale che sarebbe stato sminuito da una pura analisi uditiva.

Retrò. In Pe’ahi c’è una sensazione vecchia scuola che non appartiene ad un’epoca in particolare. Le distorsioni di sottofondo unite al riverbero avvolgente della batteria mi portano a fare riflessioni sui giorni passati, facendomi sentire vecchio e giovane allo stesso tempo. Mi sento come una versione di me cresciuta negli Stati Uniti anni ‘80: liceale innamorato dell’idea di strappare un bacio alla ragazza della porta accanto danzando sulle note di Z-Boys durante il ballo della scuola.

Appariscente. Endless Sleeper, Killer In The Streets, Z-Boys e Kill! sembrano risuonare da un club underground di San Francisco con insegna a led ed entrata delimitata da una corda di velluto rossa. Passata questa corda camminiamo su viscidi tappeti color tabacco, insudiciati dagli sputi e dagli spruzzi di lacca dei finti hipster vestiti con camice oversized. Questi ragazzi, incurvati dalle tracolle ricolme di classici beat di Borroughs e Ginsberg, incarnano l’eleganza dei nostri tempi: specchio della classe over-priveledged e annoiata, diventano allo stesso tempo intriganti e interessanti grazie all’inconsapevole e sotteso senso di degrade da loro emanato.

Afoso. Canzoni come When Night Is Almost Done, Summer Ends  e The Rains of May rallentano il ritmo, riscaldando l’atmosfera generale come in una tipica giornata estiva. Avete presente la scena di The Big Lebowsky quando il Drugo arriva alla festa in spiaggia del signor Threehorn? The Rains of May dovrebbe essere il sottosfondo di quell’incontro, perfetto esempio dell’atmosfera afosa di Pe’ahi.

Leggiadro. La bellezza che risiede all’interno dell’esperienza catartica in canzoni come Wake Me Up e Summer Ends incarna appieno il significato di questo aggettivo, caratterizzandolo con gli elementi di oscurità propri dei Raveonettes.

Violento. È una violenza sottile e viscerale che lascia cicatrici invisibili percepite solamente da un orecchio esperto. Le grida melodiche della chitarra combinate ai testi deprimenti ci lasciano intorpiditi e vogliosi di ascoltare nuovamente questo disco, ormai assuefatti da questo gioco masochistico e tenebroso.

Lo scetticismo che avevo su questo album si è dissolto al primo ascolto grazie alla capacità della band di farmi riscoprire il lato oscuro e la bellezza sempre in agguato sotto di esso.

“I hate your delicate smile like a thief in the night. With the coming of spring I jump-start my trip. A trip to behold. A trip I should skip” (Killer in the streetsPe’ahi).

Tracklist:

01.     Endless sleeper
02.     Sisters
03.     Killer in the streets
04.     Wake me up
05.     Z-boys
06.     A hell below
07.     The rains of may
08.     Kill!
09.     When night is almost done
10.     Summer ends

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