ManzOni – Si aspetta l’inverno (autoproduzione, 2014)

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Articolo di ElleBi

E’ davvero una sensazione forte quella che mi è rimasta addosso dopo l’ascolto di “Si aspetta l’inverno”, terzo album della band veneta dei ManzOni, pubblicato il 18 dicembre, a due anni di distanza da “Cucina povera”. Protagonista una voce, quella di Gigi Tenca, che cantata-parlata, a tratti visceralmente gridata, scandisce testi tanto intimi, quanto diretti. Un “contorno” fatto di chitarre, fra l’elettrico e l’acustico, un mandolino, innesti di batteria e loop vocali: il tutto teso a creare un corpo unico, la “canzone”, che si muove in perfetta sintonia fra parole e musica.

C’è un cuore grande che batte ad un ritmo claustrofobico e incalzante, ma a tratti anche delicato e struggente, ci sono emozioni senza filtri, dentro ognuna delle nove canzoni. Il tema affrontato è di quelli scomodi, che però non stupisce in un gruppo che si autodefinisce “borderline” come i Manzoni: il trascorrere del tempo, l’attesa di una stagione, l’inverno, in cui le nostre paure più temute (della solitudine, della malattia, della morte) si acuiscono, diventano protagoniste di un quotidiano, raccontato nelle sue “miserie” e ipocrisie, ma anche nelle sue dolci fragilità.

Si comincia con “Lento”, in cui una chitarra “grattata”, crea un lieve mantra ossessivo, quasi ad aprire le porte di “un passato che diventa più lungo”. Si prosegue con le immagini claustrofobiche, psichedeliche e rock di “Manca il ritorno”, in cui si arriva ad invocare Dio perché, di fronte alla morte, non ci lasci altra alternativa se non quella di andare avanti, incontro ad una sorte inesorabilmente segnata. Si ascolta, con cuore infranto e occhio lucido, la storia di “Vittorio”, un uomo avanti negli anni a cui figli, amici e nipoti non bastano per colmare il vuoto immenso lasciato dalla perdita della sua sposa. Chitarre distorte in primo piano ci avvolgono nell’atmosfera cupa e sgraziata di “Com’è” in cui il dramma quotidiano degli “effetti collaterali” legati alla vecchiaia viene gridato nella sua cruda verità (“una bombola d’ossigeno come compagnia ad ogni andata e ritorno un’aspirata e così sia”). “Un bel discorso”, è forse il testo più coraggioso, perfetto nel meccanismo con cui lucido e impietoso smonta “l’ipocrisia da funerale” (“oggi è morto Ettore, quel che dice il prete non è vero, io lo ricordo così: fascista, infedele, nervoso, tradiva sua moglie, mi ha licenziato”).
“La festa”, dopo un delicato inizio acustico vira fino a diventare un’incalzante marcia funebre in cui vivi e morti, carne e ricordi, s’incontrano, si fondono tutti a far festa nella testa del protagonista, che li invoca a gran voce.
Si potrebbe rischiare di arrivare emotivamente stremati dopo l’ascolto di un concept così intenso se non ci fosse, in chiusura, una traccia liberatoria come “Inverno”. Dolcissima ballata elettrica strumentale, arriva dopo che tutte le parole necessarie sono state dette. Ora è tempo di rigenerarsi, di provare a guardare ad un futuro possibile, ma per farlo bisogna compiere l’atto fondamentale che da sempre unisce la vita alla morte e viceversa: il respiro. Con ritmo lento e costante, al quale la melodia si adegua in perfetta sincronia, si inspira energia, si espirano dolori e lamenti, fino a creare un nuovo circolo vitale.

Gigi Tenca dalla sua pagina facebook si e ci chiede di aiutarlo a capire perché si senta l’esigenza di scrivere un testo, di fissarlo in un disco: dopo che con la massima naturalezza ogni parola ed ogni nota di questo lavoro sono diventate anche mie, dico che la risposta è a portata di mano: perché l’anima dell’artista, quando è autentica, coglie sensazioni che per la loro universalità sono destinate ad essere condivise…

ManzOni:
Fiorenzo Fuolega (batteria, chitarra elettrica, chitarra acustica)
Luigi Tenca (voce)
Carlo Trevisan (chitarra elettrica, batteria)
Emilio Veronese (chitarra elettrica, chitarra acustica, mandolino, loop vocali)

Tracklist:
01. Lento
02. 12/11/1994
03. Manca il ritorno
04. Vittorio
05. Il suono di un bacio
06. Com’è
07. Un bel discorso
08. La festa
09. (inverno)

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