Ressel Brothers – To milk a duck (Autoproduzione, 2015)

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Articolo di Antonio Spanò Greco

Esordio discografico per il power trio triestino nato dalle ceneri del complesso Tex Mex. I Ressel Brothers sono un blues combo composto da Frank Get (voce, basso, chitarra acustica, mandolino e organo), Sandro Bencich (batteria e percussioni) e Joe Thomas (chitarra elettrica, ukulele e voci). Frank e Sandro sono sulla scena rock triestina da diversi anni ed hanno fatto parte di diverse band sia italiane che straniere, Joe invece è un giovanissimo ventenne dal talento emergente. Il nome della band è dedicato a Joseph Ressell, vissuto nella prima metà dell’ottocento, inventore dell’elica, dei cuscinetti a sfera, della posta pneumatica e il fautore del progetto di riforestazione del Carso, l’altopiano che circonda Trieste.

Ressel Brothers photo by Massimo Goina

I brani di questo lavoro sono stati incisi durante i primi mesi del 2014, ma vedono la luce solo ora; la presentazione ufficiale è avvenuta il 31 gennaio a Trieste. Nel frattempo Frank e soci hanno suonato i brani di To milk a duck nel corso dei vari concerti tenuti in Italia tra cui segnaliamo l’apparizione al Buscadero Day di Pusiano (Co) e al Blues Made in Italy di Cerea riscuotendo ovunque unanimi consensi. Suono poderoso, ispirato al rock americano, sentori di southern blues, ma anche atmosfere country e ballad cantautorali tanto care al nostro Frank, che non rinnega il suo passato di fan del grande Bruce Springsteen! Ora le canzoni vengono ampliate e si da libero sfogo all’improvvisazione che dal vivo sfocia in lunghe jam che mettono in risalto la creatività e la capacita interpretativa della band. Rock, hard rock, rock blues, rock jam, ma sempre rock potente registrato per scelta in presa diretta volendo dare al lavoro la stessa atmosfera che si respira a un loro live. Il sound ha diverse sfumature: a volte pischedeliche alla Grateful Dead, a volte blues alla Allman Brothers Band, a volte funkeggianti e soul quando ricorda Prince o hard come gli ZZ Top. Non stanca sentirlo, anzi ascolto dopo ascolto si apprezza l’ottima amalgama raggiunta dai tre e la capacità di trovare sempre soluzioni intriganti per lo svolgimento dei brani, soprattutto in quelli lenti e nelle tipiche ballate americane quando la voce di Frank assume un inaspettato calore interpretativo. Trieste riesce sempre a offrire ottima musica, si veda il chitarrista Mike Sponza e il suo blues personalissimo aperto anche a influenze balcaniche ed europee e i W.I.N.D. altro power trio da anni sulla scena e una fama consolidata non solo in ambito italiano. Con questo lavoro i Ressel Brothers si piazzano a ridosso di questi due mostri sacri e offrono una personalissima visione del rock americano da loro tanto amato: portano alla luce un sound vigoroso e accattivante che sicuramente non deluderà gli amanti del genere. I nove brani più uno che compongono To milk a duck sono stati tutti composti dal gruppo tranne i tre usciti dalla penna di Frank: il brano d’apertura No man’s land, ballata country rock anni ’70 alla Flying Burrito Brothers, quello di chiusura Broken dreams, brano lento e intimistico che non sfigurerebbe come colonna sonora in un film sulla frontiera americana, e la terza traccia No way out, rock funkeggiante con una parte centrale che ricorda gli ZZ Top. Quest’ultimo brano, insieme alla seconda traccia, è tra i miei preferiti! Just before you’re sinkin’ down, song di oltre otto minuti, lascia affiorare, nella parte improvvisata, l’influenza dei fratelli Allman. Never say goodbye, brano ad ampio respiro, parte come una ballata lenta, chiude in crescendo e beneficia dei suoni cari ai Gov’t Mule e ai grandi Creedence Clearwater Revival. Blue Roots alza i ritmi, i tre si divertono a confezionare un brano in cui riff assoli si rincorrono e gli Steppenwolf e Easy Rider non sono tanto distanti. Propeller blues è un altro brano potente in cui vengono a galla i riff chitarristici di Alvin Lee e il sound energico dei Cream. Is gonna be all right è un altro dei pezzi che prediligo, quello che più si avvicina ai suoni a me cari del rock sudista di stampo Lynyrd Skynyrd e Marshall Tucker Band. Never give up, da cui è tratto il video che ha anticipato l’uscita del disco, è un brano rock’n’soul (ospite la sezioni fiati della S.I.P. Band) ben costruito e ben registrato, forse il più radiofonico dell’intero lavoro, ma non il più rappresentativo.

Ressel Brothers photo by Massimo Goina

Al termine fate attenzione perché c’è la ghots track Good times cui il gruppo è particolarmente legato: è l’ultimo brano registrato dal vivo insieme a Dario “Doppio” Vatovac, batterista dei Tex Mex scomparso nel gennaio 2012, ed è quello che ritengono rispecchi al meglio il passaggio del testimone dai Tex Mex ai Ressel Brothers. In conclusione mi fa piacere ricordare la recente partecipazione di Frank Get al Light of Day, la serata benefica tenutasi lo scorso 16 gennaio ad Asbury Park, NJ che lo ha visto salire sul palco insieme a Daniele Tenca, Cesare Carugi, Caterino Washboard Riccardi e i suoi Fireplaces, e i numerosi artisti americani tra cui Bruce Springsteen, Willie Nile e James Maddock. Il mio giudizio, dopo aver assisitito anche dal vivo alla presentazione di questi brani, non può non essere che positivo. Trieste, l’Italia e il nord Europa hanno un’altra ottima band che scalderà i cuori degli amanti della musica rock americana! Frank, Sandro e Joe ci sanno fare, creano ottime atmosfere impreziosite da variazioni di tema e ritmo mai banali. To milk a duck è un’ottima opera prima, ascolto dopo ascolto fa scoprire nuove sensazioni e convince sempre più che la nuova strada intrapresa dai tre è quella buona.

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