23 and Beyond the Infinite – Faces From The Ancient Gallery (La Concertini di Musica Brutta, autoproduzione 2014)

Postato il Aggiornato il

23

Articolo di Sabrina Tolve.

Ammetto che non li conoscevo. Ammetto poi di essermi maledetta più e più volte, ma ho tirato un sospiro di sollievo quando ho scoperto che questa bomba è solo l’album di debutto dei 23 and Beyond the Infinite.
Il nome dell’album mi ha riportata direttamente ai Doors, e non m’importa se qualcuno di voi storce il naso. Checché se ne dica, i Doors hanno anche loro incarnato lo spirito psichedelico degli anni ’70. E il verso, preso direttamente da The end, penso sia abbastanza lapalissiano.


Ma associazioni a parte, i 23 and Beyond the Infinite non mi sembra abbiano da imparare da nessuno: se la psichedelia è, di fatto, l’aspetto centrale dell’album, non mancano sfumature, distorsioni, dilatazioni armoniche che rendono l’album certamente originale e mai banale.
Dumbo gets drunk è il cattivo brano d’inizio e circa un anno fa ha dato il nome al primo EP.
Percussioni incisive, ritmi in levare e incalzanti, e cori che si fanno identità ricche e piene, riescono a essere così coinvolgenti da darci subito un’immagine netta dell’album che appare comunque piuttosto omogeneo e compatto, privo di sbavature. Melodie graffianti diventono sensuali e morbose con Dancing in the Light, che ci scaraventa in ambienti dalle luci artificiali e oscure: un’oscurità e un buio che avvolgono pienamente, e senza pietà alcuna, in Child Sad Eyes.
La sensazione è che queste tenebre siano capaci di avvolgere come un bozzolo caldo e morbido.
Rochi, cupi e sofisticati, tecnicamente ineccepibili e raffinati – a parer mio, sia chiaro -, i 23 and Beyond the Infinite sono una presenza preziosa nella sfera musicale italiana. O almeno è quello che mi viene da pensare, vista questa bellissima opera prima del gruppo beneventano.
Se la voglia è di farsi un viaggio che permetta d’incidersi nella testa dinamiche acide tanto quanto insistenti e permanenti, mi permetto di dire che questo album è perfetto: ha la capacità di farti sentire all’interno di un bad trip in cui godere ugualmente.
Bravi(ssimi).

Tracklist

01.  Dumbo gets drunk
02.  Days of Dirty Mirrors
03.  Nobody’s in the River
04.  It isn’t over
05.  Dancing in the Light
06.  Talkin’ with
07.  Ariel and the Rejected Angels
08.  Child Sad Eyes
09.  Sons of Cornucopia

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