Rusty Blues Propellers – The Brand New Dawn (Seahorse Recordings, 2015)

Postato il

rusty blues propellers - the brand new dawn

Articolo di Antonio Greco Spanò

Primo lavoro per questa band viareggina formata da quattro elementi, preceduto da un EP con tre brani nel 2014. Impatto devastante, sonorità altamente rock, Jack White e Josh Homme riecheggiano nei solchi di questo lavoro, The Black Keys e Foo Fighters ammiccano in parecchi brani ma, nonostante i riferimenti musicali dei quattro componenti di questa band toscana siano evidenti fin dal primo ascolto, quello che colpisce è la potenza del suono, la costruzione dei brani mai banale e le soluzioni stilistiche che riescono a creare diversificando il lavoro in sfaccettature sonore mai scontate.

Dieci canzoni originali piene di energia e passione che faranno sicuramente proseliti tra gli amanti del genere. Credo veramente che i Rusty Blues Propellers siano un buon gruppo: primo perché propongono brani di loro creazione, secondo perché, nonostante le influenze, cercano di metterci del proprio arrangiando i brani che compongono il loro esordio discografico in maniera corpulenta, decisa, vigorosa, insomma personale e mai lasciata al caso. Sonorità propriamente rock, di ispirazione blues con i riferimenti moderni accennati prima, il tutto ben centrifugato, amalgamato e sciorinato in queste dieci tracce potenti e autorevoli. Si passa dai primi due brani Everybody cheats on me e The brand new dawn crudi, rockeggianti e potenti a brani come Pure e The story that should never be told, ballad rock dall’incedere impetuoso e malinconico. I Rusty Blues Propellers nascono nel dicembre del 2012 dall’incontro di Matteo Saponati (chitarra), Alessandro Frosini (batteria) e Eugenio Bucci (voce). Il progetto prende forma nella sala prove della band viareggina The Red Carpet, dove i tre si raccolgono e scrivono musica in modo schietto ed incisivo “like three guys playing in a room”. La figura del bassista rimane incerta ed altalenante fino al settembre 2014, periodo in cui Enrico Cini entra a pieno titolo nella line-up della band. Completano l’album brani come Piece of shit nella lezione di Jack White o You’ll never pass my door di zeppeliana memoria, songs come Hide yourself in a shell stile Red Hot Chili Peppers e Foo Fighters o Norah dove Homme strizza l’occhilino; per chiudere con il punk Really nice goodbye e il funky Your Business. Un plauso ai quattro ragazzi e un augurio per il loro futuro.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...