cabrera

Articolo di Sabrina Tolve.

Da qui si vede tutto è l’album d’esordio dei Cabrera, band modenese post-hardcore e post-rock, dalle fortissime influenze emo. Certo, detto così sembra che questa band sia simile alle altre dello stesso ambiente, ma oltre a seguire le orme dei Gazebo Penguins e dei Fine before you came, per fare qualche esempio, questo quartetto mostra tutta la sua personalità nei testi brevi e nelle melodie: frasi ripetute in maniera ossessiva, urlate con rabbia e dolore in uno squisitissimo screamo, malinconia, angoscia, vuoto estrinsecato da belle chitarre, da sonorità che sanno essere anche molto delicate e prive di tensioni. Un equilibrio perfetto.
Il tutto vissuto un po’ come sull’orlo di un dirupo – tanto per citare il titolo del terzo pezzo -, poiché è da lì che si vede tutto: distanze, assenze, parole non dette, il vuoto così vicino da raggiungere.
Con immagini nette, stralci di quotidianità accompagnati da metafore visive, i Cabrera riescono a portare nel disco una forza emotiva senza pari. Ogni pezzo è una ferita leggera, ma fastidiosa, una piccola cicatrice resistente ai medicamenti casuali della vita.

cabrera by francesco boni

Se “Sipario” è il pezzo introduttivo che ci porta nei meandri di questo teatro abbandonato, in un giro nelle quinte buie, “Una parola” e “Il dirupo” sono le prese di coscienza delle cadute e dei fallimenti, che seguono senza sosta in “Fantasmi nel frigorifero” (già presente, tra l’altro, nell’ep “Nessun rimorso”) fino a divenire richieste di tacito aiuto, ricordi che si smantellano poco a poco, dolori che si rincorrono nella vita di tutti i giorni, crisi e incapacità d’azione fino a “Fuori piove”, il cui testo, maggiormente intessuto e pienamente evocativo, è la chiusa finale che fa male e porta a guardarsi dentro con maggiore obiettività.
Bellissimo album d’esordio, in linea con la tradizione dell’emo non solo italiano.
Quaranta minuti per farsi divorare letteralmente, e per rinascere da zero. Perché poi la vita è così: continue cadute e continue rimettersi in piedi, col tempo che serve, piano piano, anche se ricoperti di lividi.

Tracklist:

01. Sipario
02. Una parola
03. Il dirupo
04. Fantasmi nel frigorifero
05. Automobilisti della domenica
06. Vengo dal buio
07. Costellazioni
08. Tentacoli
09. Via Volturno
10. Fuori Piove

[foto di Francesco Boni]