Gabriele Dodero – Stories For A Friend (Autoprodotto, 2017)

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Articolo di Andrea Furlan

Uscita sotto l’autorevole ala protettiva di Blues Made in Italy, l’associazione culturale diretta dall’infaticabile Lorenz Zadro, Stories for a friend è l’opera prima di Gabriele Dodero, musicista padovano, classe 1978, che giunto alla soglia dei quarant’anni ripensa il suo percorso musicale alla ricerca di uno stile più personale e vicino al suo particolare vissuto.

Il primo amore è la chitarra acustica che lo seguirà sempre anche quando la curiosità lo spingerà all’esplorazione di altri territori, dalla classica al jazz fino all’amato blues. Nei suoi studi non solo chitarra ma anche tromba e pianoforte, corsi e masterclass con artisti di fama internazionale e un curriculum ricco di esibizioni con orchestre classiche e formazioni jazz. È però il blues il genere che lo ispira maggiormente, da cui la sua partecipazione ad alcuni dei più importanti festival di settore, avvenuta per lo più in veste elettrica.

La svolta avviene nel 2016 quando matura l’esigenza di approfondire il linguaggio dei padri fondatori e si avvicina alle radici di blues, country e folk tornando al primo amore, mai dimenticato, la chitarra acustica. Lo stimolo più grande alla realizzazione di questo disco viene da un amico, grande appassionato di musica, che con la sua presenza, i suoi preziosi consigli e la profonda conoscenza di un vastissimo repertorio musicale spinge Gabriele a riflettere su sé stesso, a coltivare una vena artistica personale e lo aiuta così a individuare gli autori che con più facilità entrano in sintonia con la sua sensibilità. Tutto ciò sfocia in Stories for a friend, dedicato proprio all’amico, purtroppo ormai scomparso, e ai sognatori e a coloro che non si arrendo mai.

Il risultato di questo lavoro su di sé è un disco che mi ha affascinato con grazia sottile. Le sue note infondono calma e pacatezza fin dalla copertina che ispira un caldo tepore familiare, virata su toni marroni, una morbida atmosfera che accompagna tutti e tredici i brani. Registrato in perfetta solitudine, solo chitarra e voce, è un ottimo biglietto da visita e la prova del talento di Dodero che sfoggia una tecnica notevole alla sei corde e una padronanza stilistica che gli permette di spaziare con naturalezza dal fingerpicking di Doc Watson alla spiritualità del gospel, dal mood jazzy di Nina Simone al songwriting di Guy Clark.

Gabriele ha scelto di raccontarsi tramite una significativa raccolta di brani che, pur nella loro eterogeneità, compongono un insieme uniforme il cui trait d’union è dato proprio dalla sua interpretazione intima e coinvolgente, attenta anche ai minimi particolari, esaltata in una avvolgente dimensione acustica che li restituisce con grande autenticità e rispetto. A questo va aggiunta la pregevole qualità della registrazione, pulita ed equilibrata nella resa sonora, un tocco di classe ed eleganza che dimostra tutto l’amore messo nella produzione. La gamma espressiva varia dall’inquietudine della murder ballad Stagger Lee, ripresa repertorio di Mississippi John Hurt, al folk blues di Hard Time Killin’ Floor di Skip James, dall’efficacissima Deep River Blues di Doc Watson (maestro indiscusso del fingerpicking con cui Dodero si confronta con grande bravura) a Saturday Night Shuffle di Merle Travis e Windy And Warm di John D. Loudermilk, due strumentali brillanti e incisivi resi senza alcuna sbavatura, dal country blues Trouble In Mind (famosa la cover di Lightin’ Hopkins) alla cowboy song Coyotes di Don Edwards. Cito intenzionalmente per ultime le mie preferite del disco, The Cape e El Coyote, provenienti dalla penna dell’ultimo Guy Clark, entrambe di emozionante intensità, gli spiritual I Want Jesus e I Shall Not Be Moved per finire con la toccante Feelin’ Good che conserva i tratti della famosa interpretazione di Nina Simone.

Dodero affronta un repertorio decisamente impegnativo e ne esce a testa alta senza sfigurare al confronto di artisti che fanno letteralmente tremare i polsi. Stories for a friend è perciò un esordio maturo, ben ponderato, riuscito e convincente. Se questo è l’inizio, auguro a Dodero tutto il meglio e di continuare su questa strada perché avrà sicuramente grandi soddisfazioni. Lo aspetto al prossimo disco e alle sue composizioni originali che di sicuro sono in preparazione. Per il momento va bene così e, come si dice, se sono rose fioriranno!

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