L E T T U R E


Articolo di Enrica Bardetti 

«Bene, è deciso dunque», disse, mettendosi comodo in una poltrona e accendendosi un sigaro. «Ognuno racconterà la storia del suo primo amore. Cominciate voi, Sergej Nikolaevič»
                                  Ivan Turgevev, Primo amore, 1860

Acqua di mare di Charles Simmons è un romanzo universale, se per universale intendiamo quel tipo di narrazione che parla a tutti, nella quale tutti si riconoscono. E’ una definizione che può sembrare un tantino esagerata se mettiamo questo di Simmons al cospetto di titoli come Madame Bovary di Gustave Flaubert o Il Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald tanto per citarne due a caso, ma già leggendo l’esergo, che ce ne anticipa l’argomento, abbiamo la prima conferma: chi non ha avuto un primo amore? L’amore è un tema universale, il primo amore lo è per eccellenza.

“Era l’estate del 1963 mi innamorai e mio padre annegò”

L’incipit ci dà la seconda conferma: chi non è stato travolto per la prima volta proprio in estate da un amore che gli ha cambiato la vita? C’è un momento nella vita di ogni adolescente che segna il passaggio dalla fanciullezza all’età adulta, un evento che ci cambia, dopo il quale non siamo più gli stessi, e il più delle volte questo coincide con il primo innamoramento.
Siamo in America, durante l’ultimo periodo di prosperità dell’era Kennediana. E’ estate e come ogni estate il quindicenne Michael trascorre le vacanze con i genitori nella casa di famiglia a Bone Point sulle rive dell’Atlantico.

“La veranda aveva un lato esposto al sole e uno in ombra, un lato sottovento e uno sopravvento, un lato asciutto e uno umido. Era il posto ideale per leggere, sonnecchiare o dare una festa”.

Non abbiamo o abbiamo avuto tutti una casa di famiglia dove ogni anno passare un tempo vacanziero fatto di noia da riempire intrattenendo amici con cene all’aperto e un angolo dove leggere o sonnecchiare? E non c’è, anche tra i nostri ricordi, un anno in cui qualcosa disturbò il solito tran tran e cambiò le carte in tavola?
Quell’anno anche il tranquillo ménage famigliare a Bone Point venne destabilizzato dalle due donne, madre e figlia avvenenti e disinibite, che presero in affitto la dépendance della casa.

“Ero ancora seduto in veranda quando in cima alla duna apparve Zina insieme al suo cane. Indossava un accappatoio di colore acceso ed era davvero bella, con i lucenti capelli castani, corti e folti, (…) e poi quei grandi occhi castani, seri anche quando sorrideva, gli zigomi alti e il bianco assoluto dei denti. Aveva inoltre un modo di guardarti che pareva dire: se piaci a me sei davvero speciale”.

Non è così che ci sentiamo quando lo sguardo dell’amato/a si posa su di noi? Alzi la mano a chi non è capitato di essere seduto sulla panchina in un parco, dietro ad un tavolino di un bar in piazza, sulla sdraio in spiaggia e di restare estasiato davanti alla bellezza di lui/lei che inaspettatamente compare all’orizzonte. E non vi siete sentiti forse l’essere più speciale della terra anche voi,quando vi ha guardato in “quel” modo?

Quella di Simmons non è infatti la storia di un primo amore, ma di come l’ossessione che scambiamo per primo amore o anche per amore soltanto porti finalmente con sé il sapore salato dell’Acqua di mare, di una fine già nota, quella di sentirci ancora bambini quando avremo l’età dei nostri genitori e, come bambini, pretenderemo di riascoltare allo sfinimento la stessa storia, di leggere e rileggere libri come questo, ben sapendo che non c’è sale più dolce per le nostre ferite e i primi amori mancati. (conclude così la postfazione Tommaso Pincio, traduttore del libro e autore a sua volta di numerosi romanzi).

Acqua di mare di Charles Simmons, definito dal New York Times «un piccolo capolavoro» parla di questo e di molto altro: del momento in cui il nostro sguardo di ammirazione e adulazione cambia ed iniziamo a vedere i nostri genitori come semplici esseri umani, capaci di cadere in errore al pari di tutti gli altri; dei diversi modi in cui l’amore viene coniugato; di come ognuno di noi nasconda una zona d’ombra pronta ad uscire allo scoperto non appena ci sentiamo calpestati. Acqua di mare di Charles Simmons, è una commedia delicata e commovente che parla di tutti noi, capaci di grandi amori e profonde cattiverie.