R E C E N S I O N E
Recensione di Gaetano Lauritano
Smessi i panni dell’Hip Hop e dopo aver salutato un mondo totalmente differente, Giovanni Pellino, meglio conosciuto come Neffa, inizia un periodo musicale nuovo e più convenzionale, non senza qualche malumore, ma come lui stesso dichiara, più congeniale alla sua crescita professionale. Mai scelta fu più azzeccata: Neffa comincia a produrre nuova musica, pregiata e ricca di contaminazioni stilistiche, conquistando non solo classifiche e riconoscimenti mediatici, ma anche spessore artistico e considerazione da una platea più autorevole.
Alla fine della notte è il suo quinto album e ottiene un grandissimo riscontro di pubblico e critica: 13 brani che spaziano tra soul, pop, sperimentazione e musica d’autore. Finalmente, in occasione dei vent’anni, Nar International lo ristampa per la prima volta in doppio vinile colorato (anche in CD); potremo, così, riascoltare brani storici che ci hanno accompagnato in questi anni. Il Mondo Nuovo, brano fortunatissimo e apripista del disco che trae ispirazione dall’omonimo romanzo di Aldous Huxley, ma anche la bellissima e travolgente Passione, scritta per il bellissimo film di Ferzan Özpetek, Saturno Contro.

Il disco oscilla tra atmosfere intense e momenti nei quali è impossibile non fare ondeggiare la testa: si passa dall’ottimismo contagioso di Cambierà “Un’altra notte finisce / E un giorno nuovo sarà / Anna, non essere triste / Presto il sole sorgerà / Di questi tempi si vende / Qualsiasi cosa, anche la verità / Ma non sarà così sempre / Perché tutto cambierà” (non possiamo far altro che sperare che Giovanni abbia ragione) al jazz di La Notte, dove prima che tutto vada a picco emerge il desiderio di passare l’ultimo istante con chi si ama.
Alla fine della notte è probabilmente il manifesto musicale di Neffa, segna un punto di svolta nella sua carriera e ascoltarlo è un momento da dedicare a se stessi; ricordiamo che coccolarci con la buona musica fa sempre bene.
Con Blu le sonorità sono quelle dei Blur, un intreccio tra chitarra acustica e voce che crea un tappeto sonoro di grande effetto, forse uno dei brani che preferisco del disco. La maturità artistica di Neffa è notevole in brani come Venere, tra vocalizzi e interventi di tromba, ma anche in brani decisamente dal sapore rock come Luna Nuova. Un disco nel quale lo stesso cantante non ha disdegnato di suonare la batteria, suo principale strumento, e le tastiere, per non dimenticare le sue origini Hardcore degli anni ’90.
La possibilità di riascoltare questi brani è una sorta di ritorno a casa per chi aveva poco più di vent’anni e aveva un futuro da costruire mentre per chi si avvicina oggi è l’opportunità di conoscere un momento in cui in Italia c’era una proposta musicale giovane, innovativa e di qualità, carica di speranze e cultura. Un’Italia da conservare e far conoscere ai giovani che possono continuare su quella linea tracciata da Neffa.
Tracklist:
- Tanta luce
- Il mondo nuovo
- Senza ali
- La notte
- Blu
- Passione
- Tu non mi manchi
- Cambierà
- Vieni appena puoi
- Che sarà sarà
- Venere
- Luna nuova
- Tutto tu






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