L I V E – R E P O R T


Articolo e immagini sonore di Andrea Furlan

In tanti anni di concerti non mi era ancora capitato di vedere suonare un’ascia. È successo domenica sera al Black Inside di Lonate Ceppino, dove la Reverend Peyton’s Big Damn Band ha aperto la nuova stagione con uno spettacolare concerto. C’era molta curiosità e attesa per la band di Brown County, Indiana, che si presenta come la più grande front-porch blues band al mondo. Appellativo piuttosto ambizioso, è vero, ma, provare per credere, ogni dubbio eventuale è stato fugato sin dai primissimi minuti di un live act entusiasmante. Il combo è formato dal Reverend Peyton che, oltre all’ascia opportunamente dotata di tre corde e microfoni, suona ogni tipo di chitarra, dall’acustica alla resofonica, dal cigar-box alla slide, dalla moglie Washboard Breezy Peyton, che, indovinate, suona la “tavola da lavare” e da Jacob “The Snakob” Powell alla batteria. Questa è stata l’unica data italiana di un tour che gira in lungo e in largo l’Europa, una data fortemente voluta da Fabio Baietti e Paolo Zangara (i deus ex machina del Black), in collaborazione con Barley Arts, fortunatamente per i presenti che hanno goduto di uno spettacolo di alto livello.

L’eccellente tecnica fingerstyle del leader ha condotto uno show frenetico e irresistibile all’insegna di un country blues tiratissimo, interpretato con spirito quasi punk tanta l’energia grezza generata dal trio tramite un sound genuino, viscerale, passionale e materico. Manca un bassista, certo, come scherzosamente fatto presente da Peyton, ma la sua presenza è inutile, ci pensa il pollice del Reverendo a segnare con forza il tempo insieme al dinamismo e alla precisione dell’accoppiata asse da lavare batteria. Il fantasma di Charlie Patton aleggia in sala, celebrato da una superba esecuzione di Banty Rooster, registrata nel 1929 dal leggendario bluesman dell’Indiana, così come quello di Robert Johnson evocato da If I Had Possession Over Judgement Day. Questa “dannata band” ci ha trasportato a Clarksdale, Mississippi, calandoci in piena atmosfera Delta Blues, e ci ha fatto rivivere il leggendario blues prebellico che tanta parte ha avuto nella musica del Novecento. Ma attenzione, nessun revivalismo smunto e didascalico, solo musica vera e trascinante che si incarna ogni volta con spirito nuovo, un viaggio alle radici della musica americana che dimostra quanto essa può dare anche ai nostri tempi. A ciò aggiungiamo una gran dose di divertimento contagioso e chiudiamo il cerchio di un set vibrante e adrenalinico che il vocione del barbuto chitarrista ha tinto di gospel, sferzato da riff incandescenti e una washboard indiavolata.

La stagione 2026/2027 del Black Inside è cominciata, come si suol dire, col botto! Chi ben comincia è a metà dell’opera, non resta quindi che segnalare i prossimi appuntamenti che si preannunciano decisamente intriganti: il 10/10 La Rosa Tatuta, il 24/10 i Mandolin’ Brothers, il 07/11 i Miami & The Groovers, il 21/11 la Carlo Ozzella Band e infine il 05/12 la Ellen River Band. Segnatevi le date perché tutte le band presenteranno i loro nuovi album in uscita.

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