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MUSICA

Federico Calcagno – Liquid Identities (Aut Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Mario Grella

Il primo giugno 2020 è uscito il nuovo lavoro discografico del valente clarinettista Federico Calcagno, dal titolo Liquid Identities. Chi mi legge sa che mi incuriosisce sempre molto il legame che esiste tra la musica e la parola e, in particolare tra i brani o gli album e i loro titoli. Un legame o un non-legame, non sempre felice e non sempre necessario. In questo caso, il riferimento alla “liquidità” baumaniana, esposta con diligenza nel comunicato stampa, sembra persino superflua poiché, ad un orecchio minimamente abituato all’ascolto del jazz, appare abbastanza evidente che la cifra musicale non possa che essere quella di una mescolanza. 

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Il Premio Tenco: cosa pensano i finalisti?

I N T E R V I S T A


Articolo di Iolanda Raffaele

Il Premio Tenco: un appuntamento musicale storico ed imperdibile. Categorie, artisti e riconoscimenti… ma cosa penseranno i finalisti?.

Parlare del Premio Tenco e degli artisti selezionati per le varie categorie in questa edizione 2020 è sicuramente emozionante e ha un sapore tutto particolare. Il passare del tempo, la musica oltre tanti ostacoli, la memoria di Luigi Tenco e di un pezzo di storia che è dentro e fuori i libri della vita. Il Coronavirus e le conseguenze disastrose della pandemia non hanno fermato la costanza e la voglia di rinnovare appuntamenti storici così ricchi di significato per tante generazioni. Le categorie sono sei e il Teatro Ariston di Sanremo sarà il luogo di consegna delle Targhe Tenco ai vincitori.

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Arancioni Meccanici – Zombie Jungle [download esclusivo]

D O W N L O A D   E S C L U S I V O


Articolo curato da Luci

Gli Arancioni Meccanici si formano nel 2005 a Milano. Il primo disco viene registrato nel 2008 e pubblicato nel 2010, il secondo risale al 2013. Partiti in totale amicizia da una semplice sala prova, negli anni lavorano con impegno crescente ad un progetto musicale grazie al quale intraprendono un percorso sia umano che artistico che li vede crescere e maturare. Sono un quartetto formato da: Gianfranco Fresi (voce), Andrea Mottadelli (chitarre, percussioni, tastiere, sintetizzatori, basso, programmazione), Massimo Di Marco (chitarre) e Stefano Penolazzi (basso). Vi presentiamo il nuovo singolo in download esclusivo.

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UAU, festival d’illustrazione e cose belle – edizione 2020

A N I M A Z I O N E – G R A P H I C  N O V E L


Articolo curato da Luci

Nel fine settimana che va dal 10 al 12 luglio, presso lo Spazio Giovani Edoné di Bergamo, ritorna UAU, il festival d’illustrazione e cose belle.
L’edizione 2020 prende le mosse dalle dichiarazioni di Jacques Derrida riguardanti il cosiddetto “effetto fantasma”, ossia il rapporto che unisce il visibile con l’invisibile, la luce con l’ombra, la presenza con l’assenza.
Per sviluppare questi concetti ai partecipanti saranno offerti, dietro pagamento di una quota di iscrizione (unici eventi non gratuiti) due intriganti workshop: il primo sarà curato da Francesca Zoboli, artista poliedrica capace di mescolare tecniche pittoriche e decorative, per l’occasione partendo dalle piante. A questo scopo verranno raccolti materiali vegetali della natura circostante da utilizzare insieme a immagini tratte da erbari. Attraverso il frottage, la monotipia e lo stencil, si arriverà così a trasfigurare le immagini di partenza ottenendo visioni inedite e poetiche della natura.

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Edda e Marok – Noio; volevam suonar. (Contempo Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cinzia D’Agostino

E chi lo fa un disco così sincero e genuino di questi tempi? Nessuna strana aspettativa, semplicemente Edda in tutta la sua originalità e il basso del grande Marok. Non state a cercare, il “discone” dell’anno, studiato e pensato a fondo, non fa parte delle loro corde né tantomeno di chi li apprezza e segue da sempre. Sì perchè se sei cresciuto con questi due intriganti musicisti che tanto hanno cavalcato la nostra cara musica italiana un po’ sotterranea, non puoi aspettarti altro che un meraviglioso tributo tra amici, un po’ schizofrenico, tutt’altro che ordinario, massima espressione di creatività e un po’ di follia, praticamente… un capolavoro.

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Norah Jones – Pick Me Up Off The Floor (Blue Note Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Roberto Bianchi

Ho avuto l’onore e la fortuna di ascoltare Norah Jones cinque anni fa al Teatro degli Arcimboldi di Milano (qui il live report https://wp.me/p46drT-1YE) poco dopo la pubblicazione di Day Breaks. Una serata emozionante, che ha confermato il talento e la classe della Jones. In questi ultimi anni Norah ha lavorato in un modo diverso, sperimentando nuove sonorità e organizzando brevi sessioni, alle quali hanno partecipato musicisti di differenti estrazioni, tra i quali segnalo Thomas Bartlett, Jeff Tweedy, Rodrigo Amarante e Mavis Staples. Alcuni brani, figli di queste collaborazioni, sono confluiti nell’album Begin Again, uscito lo scorso anno. L’Artista nel frattempo ha mantenuto vivo il progetto country al femminile Puss n Boots con Sasha Dobson e Catherine Popper, pubblicando Sister, secondo album del trio che include brani originali e cover di Tom Petty, Dolly Parton e Concrete Blonde. Pick Me Up Off The Floor è il disco che non ti aspetti, nato dai ruvidi mix registrati durante le citate sessioni. La Jones, passeggiando in totale relax con il proprio cane, ha riascoltato le composizioni archiviate nel proprio smartphone e, grazie al diverso contesto, le ha percepite con una nuova luce: “Mi sono resa conto del surreale filo conduttore che univa i brani come un sogno febbrile che si svolgeva tra Dio, il Diavolo, il Cuore, Il Paese, il Pianeta e me”.

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Gianni Maroccolo Senatore a vita – intervista a Edda e Marok

I N T E R V I S T A


Articolo di E. Joshin Galani

Il suono di Marok e le liriche di Edda: due imprinting molto riconoscibili, due talenti singolari che si sono uniti dando vita ad un album Noio; volevam suonar. Inarrestabile il fermento musicale di Gianni Maroccolo che anche questa volta sceglie l’amore per la condivisione. La sua sensibilità e genialità musicale è arte prolifica, che si snoda in percorsi musicali condivisi anche al di fuori del “disco perpetuo” Alone il cui quarto capitolo “Mente” è uscito da pochi giorni. Altrettanto inarrestabile il flusso compositivo di Edda, che emerge senza freni in totale libertà, un’esplosione senza alcun compromesso. Sempre emozionante nella voce, in alcune liriche particolarmente toccante. Gianni Maroccolo e Stefano Edda Rampoldi, in piena quarantena, creano uno spazio artistico completamente libero, preparano un disco e decidono di regalarlo. Un disco dove si spazia dai centri sociali, ai Matia Bazar, dai mantra a Claudio Rocchi, passando per Don Backy. Di questo loro dono parla questa intervista, buona lettura

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Cristiano Godano – Mi ero perso il cuore (Ala Bianca/Warner Music, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cinzia D’Agostino

Dopo una lunghissima carriera nei Marlene Kuntz, Cristiano Godano sente il bisogno di abbandonarsi ad una parentesi solista, un po’ come chiudersi in una stanza privata dove smontare pezzo per pezzo il proprio io, osservandone ogni aspetto per poi ricomporsi secondo canoni più slegati e trasparenti. Già durante il lockdown, seguendo le dirette facebook, avevo notato un cambiamento in lui, più voglia di esprimersi, di comunicare col suo pubblico con animo sincero. Probabilmente la grande ammirazione che il musicista e compositore piemontese nutre per il grande Nick Cave gli è stata di ispirazione nel suo rapporto con i fan, o forse più semplicemente ha intrapreso un percorso interiore molto sofferto che lo ha portato ad una nuova consapevolezza. Ricordavo Cristiano come un personaggio dall’apparenza “costruita”, il modo di proporsi trasmetteva la cognizione della sua straordinaria cultura e conoscenza quasi intimidendoti, contribuendo inconsapevolmente a porlo, insieme a Manuel Agnelli, tra i personaggi inscalfibili della scena detta “indipendente” italiana.

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Cristiano Godano: Dimenticatevi del cliché Godano e Marlene e provate ad ascoltare buona musica!

I N T E R V I S T A


Articolo di Joshin E. Galani

Cristiano Godano, artista poliedrico, è cantante, chitarrista, autore, attore e scrittore. Oltre a essere il cantante dei Marlene Kuntz, band che ha segnato la storia della musica italiana in 30 anni di carriera, è l’autore di tutti i testi (oltre 130) della band. Nel 2008 ha esordito come scrittore, con i sei racconti de I vivi (Rizzoli), dai quali ha tratto un reading che ha portato in tour in tutta Italia, nel 2019 ha pubblicato il racconto biografico in prima persona Nuotando nell’aria. Dietro 35 canzoni dei Marlene Kuntz (La Nave di Teseo). È docente all’Università Cattolica di Milano e tiene lezioni e workshop in ambito musicale e poetico. Lo abbiamo incontrato alla conferenza stampa (on line) per l’uscita del suo lavoro solista Mi ero perso il cuore. L’album si compone di 13 tracce curate nei testi e musica da Cristiano. È stato prodotto da Luca A. Rossi e Gianni Maroccolo con Cristiano Godano. Nell’album hanno suonato, oltre a Godano, Gianni Maroccolo, ed i due Üstmamò Luca A. Rossi e Simone Filippi. La versione in vinile contiene la bonus track “Per sempre mi avrai“.

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