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MUSICA

Tersø – Fuori dalla Giungla (Vulcano Produzioni, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

Il nuovo disco dei Tersø, per chi li conosceva da un po’, era molto atteso: non era solo il primo disco ma anche la possibile conferma dopo l’ottimo Ep pubblicato nel 2017. Fuori dalla Giungla arriva dopo due singoli e si presenta con una copertina affascinante. Ammetto che ciò che sto per dire sia abbastanza triste ma per un millennial come me queste cose contano più di quanto dovrebbero effettivamente pesare. Questo è uno di quei casi in cui il lavoro grafico è davvero bello: riesce a riassumere il contenuto del disco, a farti vedere l’anima di questo progetto. La copertina, come il disco, è abbastanza minimale nonostante entrambi siano curati in ogni dettaglio; potrei guardare la copertina per ore, come sto spendendo molte ore all’ascolto di questo piccolo capolavoro.

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Diabolik sono io: al cinema un docufilm sul re del fumetto nero italiano

C I N E M A


Articolo di Eleonora Montesanti

E’ nelle sale italiane proprio in questi giorni il documentario Diabolik sono io – il mistero che avvolge le origini del mito, diretto da Giancarlo Soldi e prodotto da Anthos Produzioni, Rai Cinema e da Astorina (la storica casa editrice di Diabolik).

Diabolik sono io ricostruisce a metà tra realtà e finzione la misteriosa vicenda della scomparsa del disegnatore del primo albo di Diabolik, Angelo Zircone. Soprannominato “il tedesco” per la carnagione chiara, i capelli biondi e l’insolita usanza di indossare i calzini con i sandali, di lui si sa soltanto che dopo aver consegnato alla redazione le tavole de Il Re del Terrore, il primo numero di Diabolik pubblicato nel novembre del 1962, sparì senza lasciare recapiti. Sembrava essersi volatilizzato.

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Wild Nothing @ Santeria Social Club, Milano – 7 marzo 2019 [opening Old Fashion Lover Boy]

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Stefania D’Egidio

Era passato un po’ in sordina Indigo, quarto disco dei Wild Nothing. Un po’ perché era uscito ad agosto, un po’ perché forse, almeno secondo la vulgata, a Nocturne, il capitolo della consacrazione, non era seguito qualcosa di altrettanto immediato e roboante. Eppure non ci voleva molto ad accorgersi che Life of Pause era di fatto anni luce avanti in quanto a varietà stilistica e perizia compositiva, mostrando Jack Tatum padroneggiare più che mai i mezzi della propria scrittura, oltre che rifiutarsi di ripetere fino all’eccesso la formula vincente del suo Jangle Pop velato di atmosfere Dream.

Il quarto capitolo della saga dell’artista di Blacksburg, Virginia, di fatto unico depositario dell’universo creativo Wild Nothing, è un ideale compendio di tutto quanto espresso in passato, più diretto di Life Of Pause ma allo stesso tempo sempre indulgente ad un certo gusto retromaniaco, tra Synth pomposi ed avvolgenti e atmosfere smaccatamente New Romantic. Un disco che forse non contiene hit sfolgoranti, capaci da sole di fare la differenza, ma che nel complesso raggiunge un livello medio più che discreto, testimonianza ideale di un gruppo che, non sarà più sulla bocca di tutti gli appassionati come 7-8 anni fa, ma è ancora più che mai degno di rimanere nel novero di quelli che contano.

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Tersø: Cosa vuol dire uscire dalla giungla?

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Se esiste una formula creativa del Pop italiano che lasci da parte per una volta divertenti ma un po’ triviali giochi di parole, facili ironie e superficialità ostentata, quasi come chi pensa che non ci sia nulla per cui ormai valga la pena impegnarsi, allora i Tersø potrebbero averla trovata. Fuori dalla giungla, che arriva dopo le buone impressioni suscitate dall’ep L’altra parte, è sostanzialmente un disco Synth Pop ma ha tutta la serietà e la profondità di chi sa leggere il proprio tempo e soprattutto ritiene che valga ancora la pena impegnarsi per davvero, per essere presenti a se stessi e costruire il proprio pezzetto di mondo. Un po’ come hanno fatto i Rincorsa, autori di un esordio fulminante alla fine dello scorso anno, i bolognesi Tersø provano a mostrare che il linguaggio dell’elettronica, per quanto declinato in maniera accessibile e niente affatto innovativo, è ancora in grado di mettere in piedi percorsi interessanti. Ce lo ha spiegato Marta Moretti, voce del gruppo, che ho raggiunto al telefono proprio il giorno prima dell’uscita di un disco che nelle ultime settimane ho davvero fatto fatica a togliere dallo stereo…

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Lali Puna – Being Water (Morr Music, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Claudia Losini

Perché parlare d’amore è così importante oggi? Valerie Trebeljahr spiega questo e molto altro, nell’ep Being Water. È l’empatia, il riscoprirsi buoni verso l’altro, il tema centrale di questi brani. Being Water è una citazione dell’opera di Hito Steyerl (tra l’altro in mostra al Castello di Rivoli) Liquidity Inc., un’installazione che racconta come, di fronte alla liquidità dell’informazione, dei mercati e delle immagini noi siamo costretti a “diventare come l’acqua”, trasformarci, modellarci secondo i continui cambiamenti, per non affogare.

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Stefano Corbetta: dalla dimensione istintiva delle note alla misura delle parole

I N T E R V I S T A


Articolo di Enrica Bardetti 

Incontro Stefano Corbetta ai Diari di Bordo, una piccola libreria situata nel centro storico di Parma. Gestita da Alice Pisu e Antonello Saiz, librai preparati e abili divulgatori che con costanza e fervore animano il panorama culturale cittadino, la libreria propone incontri con autori di case editrici indipendenti. Oggi è la volta della marchigiana Hacca, fondata da Francesca Chiappa e di Sonno Bianco, l’ultimo lavoro di Stefano Corbetta, appunto.

Stefano Corbetta, nome relativamente nuovo nel panorama letterario (è al suo secondo romanzo), è invece piuttosto noto per la sua abilità con le bacchette, grazie alle quali gli appassionati di jazz lo hanno conosciuto negli anni scorsi. Sonno bianco è la storia di due gemelle identiche, Emma e Bianca, inseparabili finché un terribile incidente le divide e costringe Bianca in un letto di ospedale, dentro una bolla fatta di silenzio e attesa. Emma è allora costretta a crescere, intrappolata nel sonno della sorella, in un’esistenza fatta di sensi di colpa con accanto una madre, annientata dal dolore e chiusa nella solitudine della sua stanza per proteggere un segreto, e un padre che a fatica prova a preservare i fragili equilibri rimasti.

Stefano Corbetta ai Diari di Bordo con Alice Pisu e Antonello Saiz

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Bastasse il Cielo, ritorna Pacifico: l’ispirazione parigina e l’orchestra sparpagliata

C O N F E R E N Z E

Articolo di E. Joshin Galani Esce l’8 marzo Bastasse il cielo ultimo lavoro Luigi De Crescenzo, Gino per gli amici ed in arte Pacifico. E’ il primo disco di inediti, dopo sette anni dall’ultimo album di duetti Una voce non basta del 2012.

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Umberto Maria Giardini – Forma Mentis (Ala Bianca, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Eleonora Montesanti

Forma mentis: struttura mentale, soprattutto con riguardo al modo di considerare e intendere la realtà. E’ questa la definizione enciclopedica della locuzione che Umberto Maria Giardini ha scelto come titolo del suo nuovo disco, il quarto col suo nome proprio. Ed è importante partire da qui poiché è proprio il suo particolare senso di realtà il motore e la chiave di lettura della sua identità artistica.

UMG è intenso, duro, lacerante, ma soprattutto psichedelico. Ci sbatte nel suo universo senza troppa delicatezza, ci scuote e ci disorienta facendoci oscillare continuamente fra luce e oscurità. Il suo desiderio di intimità passa attraverso un labirinto di atmosfere musicali a tratti calme, a tratti furiose, dove chi ascolta viene invitato a perdersi e ritrovarsi un’innumerevole quantità di volte.

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Eugenio in Via di Gioia – esce “Natura Viva”, disco realizzato in un contesto urbano

C O N F E R E N Z E


Articolo di E. Joshin Galani La tenerezza di vedere quattro ragazzi crescere, dalla spontaneità alla ”gigioneria” dei palchi. Alla loro prima conferenza stampa qui a Milano, si presentano con un misto di gioia ed emozione. Sono gli Eugenio in Via di Gioia il nome è dato dai primi componenti della band (il cantante Eugenio Casaro, il fisarmonicista Emanuele Via e il batterista Paolo Di Gioia), a cui si è aggiunto 4 mesi dopo Lorenzo Federici a nome della band già definito, conosciuto a Londra, in Piccadilly Circus, mentre suonava il contrabbasso. Per par condicio, hanno dato il titolo Lorenzo Federici al loro album d’esordio del 2014. Esce nel 2017 Tutti Su Per Terra per arrivare al 2019 con Natura Viva, pubblicato da Virgin Records (Universal Musica Italia), anticipato dai singoli Altrove, Cerchi e Camera mia.

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