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Matinée – Event horizon (Neon Tetra Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Stefania D’Egidio

È con un pizzico di orgoglio che recensisco l’ultimo lavoro dei Matinée, band con cui condivido le origini, essendo abruzzesi come me, e l’amore per il sound made in England.
Il quartetto è composto da Luigi Tiberio, alla voce, chitarra e synth, Alfredo Ioannone alla voce e al basso, Giuseppe Cantoli alla chitarra e Alessio Palizzi alla batteria; una lunga gavetta nell’East-London a suonare nei principali club per giovani band, devono il loro nome al brano The Dark Side of the Matinée, dal primo album dei Franz Ferdinand, di cui hanno suonato cover per anni, fino ad essere notati dal manager di Kapranos e soci, scelti come tribute band ufficiale e chiamati ad aprire i loro live in Italia.

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Boomtown Rats – Citizens Of Boomtown (BMG, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Stefania D’Egidio

Ad esser sincera, a parte I Don’t like Monday, credo di non conoscere nessuna passata canzone dei The Boomtown Rats. Non tra i gruppi più blasonati dell’era postpunk e new wave, nonostante sia stato il primo gruppo irlandese a raggiungere la vetta delle classifiche in Gran Bretagna, ne ho sempre sentito parlare più per le vicende umane e professionali del suo leader, il cantante Bob Geldof, che per la loro produzione.
Un artista poliedrico, che si è sempre diviso tra musica, cinema ed attivismo politico, con una vita costellata di gravi lutti familiari. Artefice del più grande evento musicale del secolo scorso, quel Live Aid che nel 1985 portò sul palco i migliori musicisti del mondo per raccogliere fondi a favore dell’Africa, aveva già capito l’anno precedente con Do They Know The Christmas? che l’arte non dev’essere fine a se stessa e che può dare un grande contributo ad importanti battaglie sociali.

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Morrissey – I Am Not A Dog On A Chain (Bmg, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Luca Franceschini

Non calcolo mai neppure di striscio tutti coloro che ci ammorbano con paternali stucchevoli sulle presunte opinioni politiche di Morrissey. Il soggetto in questione è sempre stato scomodo, sia come essere umano, sia come personaggio. Però chissà perché quando augurava alla Thatcher di essere ghigliottinata raccoglieva quantità indescrivibili di elogi, mentre ora che manifesta sostegno a Nigel Farage e al suo Ukip, viene considerato alla stregua di un genio del male. Stessa cosa per quanto riguarda il suo veganismo oltranzista (iniziato peraltro molto prima che divenisse una moda ammantata di neopaganesimo) che, al di là di divertenti prese in giro, ha sempre raccolto il rispetto e la stima dell’opinione pubblica. 
Perché diciamolo chiaramente: nel XXI secolo ci sono cose che si possono dire e altre no. Chi pensa che viviamo in un’epoca di libera opinione si sbaglia di grosso. Fascismo e razzismo, in particolare, sono due concetti talmente abusati che forse, per non essere accusati dell’uno o dell’altro, bisognerebbe semplicemente fingere di essere morti. 
Tutto questo per chiarire che al sottoscritto, delle opinioni di Morrissey non frega assolutamente nulla. Che poi basterebbe un brano non certo recente come “Bengali in Platforms” per capire che su certe cose ci ha sempre giocato. E men che meno mi interessa del suo orientamento sessuale, altro oggetto di dibattiti e speculazioni da almeno tre decenni (peraltro alimentate in modo perfido e geniale dal diretto interessato) o dei suoi gusti alimentari. 

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The Charlatans – Modern nature (BMG, 2015)

The-Charlatans-Modern-Nature

Articolo di Luca Franceschini.

Tim Burgess è senza dubbio un personaggio affascinante, anche se non certo tra i più “mainstream” del mondo del rock. Sempre a stretto contatto coi fans, con i quali chatta spesso e volentieri attraverso canali dedicati, nel 2008 fu tra i primi, assieme ai Radiohead, a rendere disponibile un disco della sua band in free download, andando a provocare sensibilmente il mercato e anticipando una tendenza che di lì a poco avrebbe preso piede, soprattutto nei circuiti più piccoli.
Ha gestito e gestisce tuttora un etichetta, con la quale è alla continua ricerca di nuovi artisti da lanciare.
Negli anni, ha rinunciato a proposte vantaggiose di colossi come Sanctuary e BMG, in nome della libertà di poter curare sempre e comunque i propri interessi.
Oggi, evidentemente, deve aver cambiato idea, dato che il nuovo lavoro dei suoi Charlatans esce proprio per BMG, ma credo che nessuno potrebbe bollarlo come traditore per questo.

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