R E C E N S I O N E
Recensione di Monica Gullini
Niccolò Fabi è un fuoriclasse della musica italiana, e Libertà negli occhi ne è l’ennesima riprova. È un viaggio intimo e collettivo quello che il cantautore ha intrapreso insieme a Roberto Angelini, Alberto Bianco, Filippo Cornaglia, Cesare Augusto Giorgini ed Emma Nolde. Il disco è il frutto della loro residenza artistica in Trentino e proprio nei luoghi in cui hanno registrato si terrà il primo concerto del tour. “Sapevo che probabilmente questa cosa avrebbe eccitato tutta la nostra parte giocosa, anche il fatto di poter avere tanti strumenti, tanti giocattoli per noi. E questa vitalità, giocosità speravo che completasse, potesse essere un contrafforte su cui appoggiare le mie divagazioni un po’ più intimo malinconiche che così sarebbero diventate, spero, meno soporifere e più vitali.”

Obiettivo centrato, dunque. Ognuno ha portato in dote una sensibilità diversa, una consapevolezza e una percezione dell’esistenza illuminate dall’amore sincero. Libertà negli occhi è un lavoro cantautorale profondo, incentrato su di un uomo maturo che dialoga con il suo io di qualche decennio fa, in un alternarsi di canzoni d’innocenza e di esperienza. Penso ad Alba, scritta di getto dall’autore e diventata la sua preferita, a quella pausa che c’è tra capire e cambiare, al momento che intercorre tra sogno e realtà, simile al sonno e alla veglia. È come guardare fuori dal finestrino di un treno e vedere il paesaggio scorrere, soltanto che qui a comparire non sono solo montagne e il verde accecante, ma la vita stessa che sfreccia a una fermata da lì. La meravigliosa trama di L’amore capita cristallizza in una perfetta istantanea peripezie, incomprensioni, gioie e dolori di una relazione. L’apertura quasi folk declina dubbi, insicurezze, titubanze di chi affronta una storia buttandosi dietro le spalle le leggerezze della giovinezza e procede incespicando. “L’amore capita e decapita perderei la testa adesso fosse in me/ ma tra le conseguenze dell’età/ c’è che si improvvisa meno e si ricapitola/e si ricapitola/ Fermi e stiamo fermi nelle nostre posizioni Nei nostri automatismi/ per una mole di ricordi/ che ci curvano le spalle e ci bloccano le mani”.
Il brano nel finale vira verso l’elettrico a sottolineare quanto siano deleteri atteggiamenti che fanno perdere il treno sempre atteso. Il tema portante dell’album è il ponte tra passato e futuro, il dialogo tra vecchio e nuovo, tra analogico ed elettronico. Al centro sempre l’uomo con gli occhiali che con la chitarra canta la sua vita, come in Acqua che scorre, biblica al pari di Love Is Talking del compianto Paolo Benvegnù; uno dei momenti più alti del disco è Nessuna battaglia, incorniciato da leggeri accordi di chitarra e da un piano che apre lento e inesorabile. Uno sguardo alla campagna è quello che permette al protagonista di giungere a una ferma consapevolezza, come fosse la destinazione finale di un viaggio, come se il pezzo fosse esso stesso il vagone di un treno chiamato esistenza. La tenerezza sprigionata dalle corde di Casa di Gemma svela due caratteri opposti, uno serio e l’altro più inconsapevole, concentrandosi sulla leggiadria della donna. Di nuovo il tema della maturità dell’uomo con gli occhiali della gioventù, che disserta di cardioaspirina, case e cose che cambiano. L’unica scelta possibile è viverle, confessa, abbandonandosi a cori e tocchi delicati. Cambiano le epoche, gli stati d’animo e così via gli argomenti di conversazione, per poi tornare a fare capolino sogni mai realizzati: avreste mai immaginato il musicista romano in sella a un vespone, attraversare l’Europa con diversi anni di ritardo? La bellezza di Libertà negli occhi è anche questo, ricreare momenti mai avvenuti in gioventù con la consapevolezza e lo stupore della maturità.
Chi mi conosce meglio di te, meravigliosa ballata incentrata sull’amore in cui Fabi duetta con l’amico di sempre Angelini, gioca sui tempi pari di una batteria che incornicia a perfezione la pazza idea di voler l’amata ancora accanto, appellata come mia signora, in modo reverenziale e grato. Il sentimento è un foglio bianco non vergato di inchiostro, canta Angelini elevando la voce e fondendosi con Niccolò a ricordare come suona bene la parola che fa rima con cuore. Custodi del fuoco va ascoltata tutta d’un fiato senza perderne di vista il senso, avere cura della parte attiva di noi che ci rende curiosi verso il mondo, anche quando coviamo dentro un briciolo di rassegnazione. “Non è detto che nuovo vuole dire che è buono non è detto che vecchio vuole dire che è secco / oscilliamo da sempre tra gli inutili estremi tra i modernisti e i nostalgici tristi”, chiosa Fabi muovendosi con destrezza tra gli accordi di una chitarra sicura. La tracklist si muove serena in una atmosfera rarefatta, mentre intorno risuona potente il messaggio di quanto sia importante ritagliarsi il proprio futuro. A discapito del cammino umano che è un foglio bianco su cui scrivere capitoli su capitoli, siamo noi gli artefici della nostra fortuna. La vita va dove va il tuo sguardo, canta Nicc con voce appassionata mentre le corde si perdono in mezzo a suoni elettronici. Al cuore gentile, dal respiro harrisoniano, è una riduzione che omaggia l’omonimo componimento di Guido Guinizelli. Fabi ha studiato per cinque anni il Dolce Stile Novo e quello che è, appunto, uno dei suoi massimi esponenti. La canzone narra l’amore in tutte le sue declinazioni, specie durante la gioventù, fase dell’esistenza in cui si formano le categorie mentali ed emotive alla base delle interazioni sociali. Siamo giunti alla conclusione del decimo album del cantautore romano, una profonda riflessione su passato, presente e futuro impreziosita dal contributo di talentuosi artisti che con Niccolò condividono sensibilità e immenso talento. Ogni nota, ogni parola, ogni accordo suonato sono accurati come la ricerca di quella pace che il Lago dei Caprioli ha regalato e impresso su disco.
Libertà negli occhi è un lavoro intimo che vuole immortalare un momento di felicità in cui la libertà si cristallizza come negli occhi dei bambini. Ripensiamo a la vita va dove va il tuo sguardo, un’altra delle frasi preferite dell’autore: cosa c’è di più bello ed essenziale dell’andare a cercare il senso di questo esistere nel nostro quotidiano, mettendo vicine maturità e giovinezza e cogliendone gli immensi punti di forza?
Non resta che attendere la partenza del tour.
Sarà un viaggio meraviglioso.
Tracklist:
01. Alba
02. L’amore capita
03. Acqua che scorre
04. Nessuna battaglia
05. Casa di Gemma
06. Chi mi conosce meglio di te
07. Custodi del fuoco
08. Libertà negli occhi
09. Al cuore gentile
Photo © Arash Radpour




![Sonia Spinello con Sonia Candellone – Time don’t move [anteprima video + intervista]](https://offtopicmagazine.net/wp-content/uploads/2026/04/Spinello_Candellone_ETEREA-©Riccardo-Botta.jpg)

Rispondi