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Paolo Benvegnù

Paolo Benvegnù @ Parco Tittoni – Desio (Mb), 23 giugno 2021

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Lino Brunetti

Non mi ricordo quando è stata l’ultima volta che ho visto dal vivo Paolo Benvegnù. Avevo parlato con lui al momento dell’uscita del suo ultimo disco, Dell’odio dell’innocenza ed erano i giorni in cui il mondo si fermava ed il suo tour previsto di lì a poche settimane era già stato posticipato. Non sarebbe stato recuperato più: l’estate scorsa, quando timidamente si è ricominciato a suonare, c’è stato qualche concerto in solitaria ma se vi ricordate a Milano e dintorni ci erano venuti in pochi, probabilmente ancora vittime di una situazione che dalle nostre parti era stata molto peggiore che altrove.
Ero riuscito a vederlo solo a Bassano del Grappa, in compagnia di Marco Parente, ma mi mancava molto un concerto che fosse davvero suo e soprattutto mi mancava sentire dal vivo le canzoni nuove.
Il Parco Tittoni era stato il luogo da dove la mia attività concertistica era ripresa la scorsa estate; quest’anno di show ne ho già visti un po’ ma è sempre bello tornare in questo luogo, immerso nel verde e con l’elegante edificio di Villa CusaniTittoni Traversi a creare una cornice affascinante.
Rispetto allo scorso anno, la capienza è stata se non vado errato leggermente allargata (ci sono 400 posti) e se pure la presenza di tavoli e sedie rende il tutto particolarmente fastidioso, bisogna ammettere che il palco di fortuna improvvisato davanti agli scalini della villa offre un colpo d’occhio interessante.

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Paolo Benvegnù – Riflessioni di un profeta misconosciuto

I N T E R V I S T A


Articolo di Cinzia D’Agostino

È una fresca domenica di inizio Marzo, siamo a pochi passi dal Golfo di Salò, Lago di Garda, nella nostra casa. In una situazione normale noi e Paolo Benvegnù saremmo forse stati seduti insieme a contemplare il lago, ma riusciamo comunque a creare l’atmosfera nella nostra stanza della musica, poster, scalette, biglietti di concerti appesi e una videochiamata con Paolo, che ci risponde dallo Studio di registrazione di Gabriele Berioli a Magione (PG). Il 14 febbraio è uscito per Black Candy il suo ultimo disco, in solo ed in acustico, intitolato Delle inutili premonizioni vol. 1 – venti anni di misconosciuto tascabile, 12 tracce che ripercorrono la carriera dell’artista gardesano in un contesto raccolto, intimo ed estremamente coinvolgente. Abbiamo avuto l’onore ed il piacere di poter fare una chiacchierata in amicizia con lui, che ci ha un’altra volta illuminato della sua saggezza, scaldato con il suo affetto e la sua grandissima sensibilità.

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Paolo Benvegnù – Delle Inutili Premonizioni Vol. 1 (Black Candy Produzioni, 2021)

R E C E N S I O N E


Articolo di Luca Franceschini

È stato un anno difficile, per Paolo Benvegnù. Difficile per tutti, ovviamente, ma è chiaro che lo è stato parecchio di più per i musicisti, soprattutto per quelli con meno visibilità e numeri, considerata la cronica mancanza di concerti. Nel suo caso poi, le tempistiche sono state ancora più crudeli: ci eravamo sentiti a inizio pandemia, quando ancora il lockdown nazionale non era stato decretato, e tra di noi si rideva, sapevamo già che il tour sarebbe stato annullato ma c’era ancora ottimismo e ricordo che ci augurammo entrambi di poterci rivedere per l’autunno.
Sappiamo che non è andata così. E siamo al punto che le canzoni di Dell’odio dell’innocenza non le ho ancora sentite dal vivo. Qualche data è riuscita a farla, quest’estate ma non ce l’ho fatta ad esserci. L’ho visto assieme a Marco Parente nello spettacolo Lettere dal mondo ed è stato bellissimo anche così, sono tempi in cui molto più di prima stiamo imparando a vedere tutto come un regalo.
E dunque Paolo riparte da qui, da un anno di incertezze e inquietudini, un anno senza concerti e con un disco che ha già compiuto il primo giro di boa ma che, da un certo punto di vista, è come se non fosse mai uscito. Delle inutili premonizioni – venti anni di misconosciuto tascabile vol. 1 è un Greatest Hits innovativo, sempre che voglia essere un Greatest Hits.

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Paolo Benvegnù e Marco Parente // Lettere al mondo @ Villa Angaran San Giuseppe, Bassano del Grappa (Vi) – 18 luglio 2020

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini

Bello finalmente tornare ai concerti. Certo, ci sono le limitazioni, gli artisti che suonano sono esclusivamente italiani e di cosiddetti “grandi eventi” non ce ne saranno per chissà quanto. Al netto del pur comprensibile ottimismo dei promoter, che continuano ad annunciare date per il 2021 quando di evidenze che si tornerà alla normalità non ce ne sono, le poche e piccole cose a cui stiamo assistendo in queste settimane sono l’unico dato di realtà che al momento abbiamo recuperato. È poco? È tanto? È quello che c’è. Prendiamolo e cerchiamo di godercelo. 
Marco Parente e Paolo Benvegnù avrebbero dovuto suonare a Bassano del Grappa a maggio nell’ambito del loro Lettere dal mondo ma sappiamo purtroppo com’è andata. Lo recuperano ora, mentre nelle singole carriere dei due artisti sono sopraggiunte alcune novità: per Benvegnù l’uscita del nuovo Dell’odio dell’innocenza, che sta iniziando timidamente a portare in giro in queste settimane, per Parente il progetto Poe3 Is Not Dead, una trilogia sotto lo pseudonimo di Buly Pank, inaugurata proprio in questi giorni con l’uscita del disco-metraggio American Buffet

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Il Premio Tenco: cosa pensano i finalisti?

I N T E R V I S T A


Articolo di Iolanda Raffaele

Il Premio Tenco: un appuntamento musicale storico ed imperdibile. Categorie, artisti e riconoscimenti… ma cosa penseranno i finalisti?.

Parlare del Premio Tenco e degli artisti selezionati per le varie categorie in questa edizione 2020 è sicuramente emozionante e ha un sapore tutto particolare. Il passare del tempo, la musica oltre tanti ostacoli, la memoria di Luigi Tenco e di un pezzo di storia che è dentro e fuori i libri della vita. Il Coronavirus e le conseguenze disastrose della pandemia non hanno fermato la costanza e la voglia di rinnovare appuntamenti storici così ricchi di significato per tante generazioni. Le categorie sono sei e il Teatro Ariston di Sanremo sarà il luogo di consegna delle Targhe Tenco ai vincitori.

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Paolo Benvegnù – Dell’odio dell’innocenza (Black Candy Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cinzia D’Agostino

Se l’album Hermann era ispirato ad un manoscritto di Fulgenzio Innocenzi, ingegnere di Lucignano che una bambina donò a Paolo, questo Dell’odio dell’innocenza è invece un cd trovato dentro a una busta anonima a lui indirizzata contenente le undici tracce, chitarra e voce.
C’è sempre un alone di mistero giocoso dietro ai dischi del cantautore gardesano che danno un significato ancora più profetico alle sue creazioni, tendendo con un pizzico di ludibrio a mantenere una certa distanza.
Qualsiasi interpretazione più vi piaccia, non cambierà il fatto che questo sesto album è tra i più profondi ed incantevoli di Paolo Benvegnù.
Ad essere sincera, un primo ascolto distratto, in sottofondo, mi aveva condotta ad assimilarlo per sonorità ad una naturale prosecuzione dei lavori precedenti, senza sentire un rinnovamento determinante.

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Paolo Benvegnù: Come Don Chisciotte e Sancho Panza

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

“Ma non è fantastico che gli uomini non riescano a controllarla, questa cosa? Ovviamente mi dispiace per le vittime, però un po’ sono contento che finalmente stiamo capendo che non si può controllare nulla! La vita in fondo è questo, no? Non mi ricordo un panico del genere dai tempi dell’Austerity!”. Il caos da Coronavirus è ormai giunto alla fine della sua prima settimana, l’incertezza sulla ripresa della normalità e quindi anche dei nostri tanto amati concerti è ancora una costante ed è inevitabile che, quando lo raggiungo al telefono nel primo pomeriggio, le prime battute che ci scambiamo siano dedicate alla particolare situazione che stiamo vivendo. E se è vero che, come tutti i grandi narratori delle pestilenze del passato, da Tucidide a Manzoni, passando per Boccaccio e per il meno conosciuto Procopio di Cesarea, le condizioni estreme rivelano ciò che ogni uomo, nel suo piccolo, è e desidera veramente, allora anche questo nuovo disco di Paolo Benvegnù può configurarsi come una sorta di profezia dell’umano che verrà. Dell’odio dell’innocenza è il sesto capitolo della discografia solista dell’ex Scisma ma, come ci ha tenuto a precisare lui stesso, di fatto si tratta di un unico percorso, portato avanti senza soluzione di continuità nel corso del tempo. Arrivato a tre anni da H3+, che chiudeva un’ideale trilogia iniziata con Hermann (2011) e proseguita con Earth Hotel (2014), questo nuovo lavoro prosegue quella ricerca incessante del bello e del vero che l’artista milanese, da tempo trapiantato in Umbria, porta avanti orgogliosamente, senza troppo preoccuparsi di quante persone riuscirà effettivamente a raggiungere. Un disco che, come tutti gli altri, chiede tempo per essere compreso e meditato. Un disco che parla ancora una volta di uomini, in bilico tra la commozione per i moti grandi dell’animo e la rabbia per le bassezze e le atrocità che riescono a commettere. E siccome non stiamo parlando di un artista comune, anche questa volta intervistarlo è stata un’esperienza arricchente. 

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Paolo Benvegnù e Nicholas Ciuferri: i racconti delle nebbie – genesi e sviluppo

I N T E R V I S T A


Articolo di Cinzia D’agostino

Stanno portando in giro per l’Italia da circa un anno un meraviglioso spettacolo fatto di musica e narrazione, una rappresentazione teatrale e magica, ironica e onirica (ne abbiamo parlato qui). Paolo Benvegnù con la sua chitarra e la sua voce intensa accompagna le parole di Nicholas Ciuferri che danno un’anima ancora più profonda ai personaggi dei Racconti delle Nebbie. A Marzo questo progetto è stato pubblicato per Woodworm in formato cd audio, accompagnato da un libro di 44 pagine nelle quali i racconti di Nicholas si alternano ai suggestivi disegni di Alessio Avallone. In occasione dell’uscita di questo originale lavoro, abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda ai due artisti.

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Paolo Benvegnù e Nicholas Ciuferri – i racconti delle nebbie @ Tambourine, Seregno (Mb), 14 febbraio 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Cinzia D’Agostino, immagini di Giacomo Ghidinelli

Siamo al Tambourine di Seregno, è il 14 Febbraio ed è anche il compleanno di Paolo Benvegnù che tra poco festeggerà salendo sul palco con la sua chitarra e la sua voce penetrante insieme allo scrittore e narratore Nicholas Ciuferri mettendo in scena I Racconti delle Nebbie. Non so che aspettarmi, è la prima data a cui riesco a partecipare sebbene siano mesi che il progetto va avanti e mi immagino di assistere a una sorta di reading con accompagnamento musicale. Non sarà proprio così…

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