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Emidio clementi

Massimo Volume @ Auditorium di Milano – 14 marzo 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo di Luca Franceschini, immagini sonore di Ambrogio Brambilla

Sei anni senza Massimo Volume sono lunghi da passare. Sarà per questo che il loro ritorno dal vivo, dopo così tanto tempo dall’ultima volta, ha generato un livello di entusiasmo che non ci sembrava di aver notato nel precedente tour. Il pubblico è accorso numeroso sia nella loro Bologna, sia a Roma, che è andata sold out; a Pisa la data è stata addirittura raddoppiata, a Rivoli è già tutto esaurito e anche Milano, indiscussa capitale musicale del paese, ha risposto benissimo, tanto che l’Auditorium Fondazione Cariplo, sede del concerto, è praticamente pieno.

La scelta di iniziare dai teatri è particolare, bisogna ammetterlo. Il concept sonoro del gruppo è da sempre più adatto ai piccoli club e semmai in teatro vi avremmo visto un disco come “Cattive abitudini”, più distensivo e raccolto. Fatto sta che, sarà per la voglia di provare qualcosa di nuovo, ma stasera siamo tutti qui seduti nelle nostre poltrone. Che da un certo punto di vista è anche positivo (la vecchiaia avanza e ogni tanto è anche bello godersi un concerto da seduti, potendo oltretutto stare attenti anche alle più piccole sfumature), dall’altra un po’ meno, perché quando hai davanti un gruppo come i Massimo Volume, stare fermi e composti può davvero assumere le fattezze di una tortura.

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Massimo Volume: Siamo antichi, siamo contemporanei [l’intervista]

I N T E R V I S T A


Articolo di Luca Franceschini

Il nuotatore, uscito a febbraio, a sei anni di distanza da Aspettando i barbari, è il più bel disco dei Massimo Volume? Può darsi, nella misura in cui il gruppo bolognese ha sempre seguito un percorso di avvicinamento progressivo al cuore del proprio messaggio, alla perfetta sintesi tra urgenza comunicativa e padronanza dei propri mezzi espressivi. Soprattutto la lunga pausa che si sono presi all’indomani del controverso (quello sì) Club Privé, pare aver giovato parecchio. Nel momento della reunion, che ormai risale a dieci anni fa, il gruppo si è ritrovato coeso e affamato, senza nessuna intenzione di rievocare nostalgicamente il passato ma con una voglia pazza di scrivere un nuovo capitolo della propria storia.

La conseguenza è che i dischi prodotti dal 2010 in avanti, fatto salvo lo status che ha ormai assunto il trittico d’esordio composto da Stanze, Lungo i bordi e Da qui, possono essere tranquillamente considerati come i più maturi e consapevoli della loro carriera. Materiale per cui l’espressione “uno più bello dell’altro” andrebbe davvero presa alla lettera. Non fa eccezione Il nuotatore, che colma un vuoto che stava ormai durando troppo a lungo, che li vede ritornare in formazione a tre, dopo l’abbandono del secondo chitarrista Stefano Pilia, e che segna il loro ingresso nel roster della 42Records (Cosmo, Colapesce, Any Other) dopo che i due precedenti lavori erano usciti per La Tempesta.

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Massimo Volume – Il Nuotatore (42 Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Cinzia D’Agostino

Mi è capitato di chiedermi come mai, quando esce un disco dei Massimo Volume, tutti indistintamente si trovano d’accordo, esprimendo giudizi entusiastici, di pura meraviglia e stima. Eppure sono gli unici che non hanno mai fatto una svolta di stile, nessun cambio di orizzonte, e sono gli unici nella scena del sottosuolo italiano che non vengono criticati per questo. Mantenere la propria integrità, fedeli a se stessi e, ciononostante, non sbagliare un colpo, mai.

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Emidio Clementi – L’amante imperfetto, T.S.Eliot e i Massimo Volume… [intervista]

Intervista di Luca Franceschini

Emidio Clementi è tornato al romanzo: otto anni dopo “Matilde e i suoi tre padri”, opera per certi versi interessante ma che aveva in parte deluso il suo pubblico storico, “L’amante imperfetto” ci restituisce il narratore che avevamo imparato ad amare con “L’ultimo dio”. È una storia d’amore atipica, cupa e a tratti dissociata, dove la relazione tra i due personaggi principali deve essere ripensata e costruita su nuove basi, dopo che le insicurezze del protagonista riemergono improvvisamente a seguito di un episodio insignificante.

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Quattro Quartetti @ Tambourine, Seregno (Mb) – 8 Aprile 2017

Articolo di Luca Franceschini

Con il loro “Quattro QuartettiEmidio Clementi e Corrado Nuccini hanno davvero realizzato qualcosa di grande e importante. Dare voce ad un poeta come Eliot e ad una delle sue opere fondamentali, rileggere quel manifesto sul tempo, la memoria e la speranza, con l’aiuto di soluzioni musicali così distanti dallo spirito originario del testo e dal clima culturale che lo ha generato, ma allo stesso tempo così in grado di valorizzarne l’intima essenza.
Vederlo dal vivo era un’esperienza praticamente obbligata, per me che amo loro e che sono stato conquistato dal fascino di questo progetto.
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Emidio Clementi Corrado Nuccini – Quattro quartetti (42 Records, 2017) – guida all’ascolto dei testi di T.S. Eliot

Articolo di Luca Franceschini.

Questa volta Emidio Clementi l’ha fatta grossa. La passione del bassista e voce dei Massimo Volume per la letteratura è cosa nota: dopotutto lui stesso è scrittore e insegna da tempo al DAMS di Bologna, dove tutt’ora vive. Ma finché si era trattato di Emmanuel Carnevali, nessun problema: “Notturno Americano”, il suo precedente spettacolo di reading musicale, parlava di un poeta sconosciuto ai più ma se non altro accessibile, legato a doppio filo alla vicenda biografica dello stesso Clementi, che ne aveva già ricavato una canzone della sua band e un libro, che è tutt’ora il più celebre della sua produzione.
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Sorge @ Serraglio, Milano – 8 dicembre 2016

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Articolo di Luca Franceschini, ritratti dal vivo di Andrea Spinelli

Emidio Clementi non pare abbia voglia di fermarsi, in questo periodo. Siamo in attesa che veda la luce su cd il suo nuovo spettacolo di reading sui “Quattro Quartetti” di Eliot (ancora una volta realizzato assieme al fido Corrado Nuccini), che proprio in questi mesi ha iniziato timidamente a girare l’Italia. Il suo nuovo romanzo è atteso per la primavera, mentre per il nuovo album dei Massimo Volume bisognerà pazientare ancora un po’, ma comunque anche questo è programmato prima della fine del 2017.
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Sorge: la spia sovietica che piace ai giornalisti – intervista a Emidio Clementi

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Intervista di Luca Franceschini

Emidio Clementi è uno dei più grandi personaggi del mondo musicale italiano, anche perché non è possibile ridurlo unicamente alla sua figura di artista. Scrive cose meravigliose, certo, e coi suoi Massimo Volume ha scritto e sta scrivendo una pagina importantissima nella storia del rock della nostra penisola.
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Sorge – La guerra di domani (La tempesta, 2016)

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Articolo di Luca Franceschini.

Emidio Clementi è la voce e l’anima letteraria dietro ai Massimo Volume ma è anche molto di più di questo. Si era già impegnato in alcuni progetti paralleli negli anni immediatamente successivi allo scioglimento della sua band (vedi “Stanza 218” di El Muniria) ma anche adesso, tornati in pista da ormai cinque anni con due dischi meravigliosi, probabilmente per non rischiare di inflazionare troppo la loro presenza sulle scene, il bassista e paroliere marchigiano sta mettendo la creatività al servizio di altre idee.

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