Brian Jones – Morituri te salutant

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brian jones

Articolo e illustrazione di Mauro Savino

Fondò i Rolling Stones. Polistrumentista. Artista dello stile e della vita. Morì a 27 anni in circostanze poco chiare. Quando si pensa a Brian Jones tutti gli epitaffi sono buoni e nessuno lo è. Perché la storia di questo ragazzo di provincia e di buona famiglia esplose come il resto del mondo intorno a lui con una promessa di talento e creatività che avrebbe potuto rivoluzionare il rock più di quanto non ebbe modo di fare. Ma. Nella storia del rock e in quella di milioni di individui anonimi ci sono sempre dei ma. Alcuni grandi altri piccoli.

Quelli che irrompono nella vita di personaggi come Brian Jones non possono essere piccoli per forza di cose. Che cosa è successo? Che cosa si è ‘voluto’ far succedere? Che cosa si è voluto ‘far credere’ che fosse successo? Gli altri Stones hanno sempre mostrato un certo imbarazzo parlando di Jones. La sua fine è circondata da un certo mistero. Morto in piscina, assassinato…Ma non è stata questa la morte di Jones comunque sia avvenuta e anche se fosse stata ‘commissionata’, come pure è stato detto. Jones ha cominciato a morire quando la vita da rock ‘n roll star mostrò il suo lato torbido, affaristico e legato al mondo come volontà e rappresentazione. L’amicizia con Mick e Keith, quelli che all’inizio lo consideravano una specie di dio e che vivevano ancora con mamma e papà mentre Jones aveva già due figli, quelli che dormirono nel suo stesso letto quando non c’era un soldo, si incrinò per ragioni legate al futuro musicale, e non solo, della band e forse perché Jones era quello più carismatico dei tre, come subito emerse nei primi giorni degli Stones. Keith Richards ha sempre parlato più di un uomo problematico che di un amico (a cui aveva fregato la donna, peraltro). Altro mistero. Stavolta umano. Un’amicizia che muore. Non sapremo mai quanto e come queste vicende influirono sul destino di Jones. Quello che abbiamo è solo un grosso Ma. Un uomo piuttosto bello e intelligente, che suonava strumenti con la facilità con cui si suona al citofono, di riconosciuto stile, innovatore, creativo di prim’ordine, che inventò i Rolling Stones, se ne andò un giorno di luglio del 1969. Divorato da un mondo meno bello, intelligente e stiloso di lui. Le promesse non poterono essere mantenute. Come altri, Jones lasciò il suo pubblico inappagato e mentre delle nostre vite comuni come delle nostre morti nessuno si ricorderà, per Jones varrà sempre ciò che disse di lui Alexis Korner, che nel 1961 lo ospitò a casa sua offrendogli come letto il pavimento, ma che ebbe a dire: “Non ho mai dimenticato la prima volta che vidi Brian. Ma per quanto mi sforzi, proprio non riesco a ricordare quando fu che incontrai per la prima volta Mick”. Appunto.

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