Ibrido_xN + Mug – Le Mura, Roma. 3 ottobre 2014

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mug

Articolo di Mauro Savino.

Gli Ibrido_xN e i Mug hanno presentato qualche sera fa, al “Le Mura” alcuni brani dei loro ultimi lavori. Rispettivamente, “Stupidi umani” e “Lost Transmission”.
Nel cuore della casba sanlorenzina romana questi esponenti dell’Indie made in Italy hanno coinvolto la gioventù e la vecchiaia birraiola più o meno smarrita e colta del venerdì sera nel loro concerto a base di rock, progressive, wave e dichiarazioni sullo stato delle cose.
La musica degli Ibrido_xN è d’impatto e condita tecnologicamente quanto basta. Si fanno notare anche per la presenza scenica stilosa e bislacca come molta produzione artistica attuale.
Si fermano ogni tanto e il cantante dice cose sull’oggi dall’alto della sua considerevole statura.
Il centro del loro discorso in quest’album è la paura, come dichiarano. La paura è quella di una generazione infratrentenne sconvolta e perduta. Una generazione fottuta. È inutile caricarsi di speranze, perché il dopoguerra attuale ricalca solo l’impronta della speranza. Un prodotto letterario di cui le perduta gente d’oggi non sa cosa fare.
Il segno dell’oggi è la definitività di una certa condizione del vivere. La maggior parte dei presenti e degli assenti non ha un lavoro, si arrangia, fa marchette. O si mette in fila per i talent. Ma al quarantenne molte di queste cose sono precluse. Nei suoi giorni piove, piove di continuo. La beat generation rifiutava il mondo dei compromessi e delle regole del vivere comune. È finita male. I fottuti di oggi lo vorrebbero quel vivere comune, ma gli viene negato. Finiranno anche peggio. La ribellione nasce dalla scelta di poter essere anche come gli altri. Qui da scegliere non c’è niente.
IbridoXN
I Mug rispondono con un viaggio strumentale che riporta ad atmosfere tanto rarefatte quanto robuste.
Non ci sono dichiarazioni nella loro performance, ma il pubblico viene traghettato in quell’altrove dove ognuno sfilaccia come può i propri fantasmi e si perde.
In ogni caso la nenia psichedelica avvolge l’umano, troppo umano di oggi. La cupola sonora è una delle ultime apertura al mondo che il mondo ha sommerso.
I Mug sembrano rispondere al dolore con lo smarrimento e i piani sovrapposti del voler esserci e del suo dramma.
Al calco negativo della speranza sostituiscono una gioia musicale articolata e sentita.
I sentimenti contrapposti che suscita la loro musica sono quelli che agitano una generazione incenerita.
I fottuti, nonostante la tecnologia, o forse proprio a causa di essa, riconoscono la terribilità dell’umano.
Con le parole, con la musica, con il presagio dei duri giorni a venire.
Meglio capitolare nella consapevolezza che arruolare la stupidità.
Perché, in un modo o nell’altro, la musica degli Ibrido_xN e dei Mug è colta, voluta.
Il concerto è stato organizzato per la costruzione di una casa delle donne in Senegal.
L’impegno contraddistingue molte forme d’arte oggi.
Ma rimane la solitudine di chi torna a casa indeciso se spararsi in testa, sparare a qualcuno, spararsi nelle vene o spararsi la musica.
Molti scelgono ancora l’ultima possibilità. Si spareranno un’altra volta.

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