Dadamatto – Rococò (La Tempesta, 2014)

Postato il

Dadamatto

Articolo di Sabrina Tolve.

I Dadamatto mi fanno un regalo di compleanno – l’album edito da La Tempesta è uscito il quattro novembre, giorno della mia virtuosissima nascita (virtuosissima è per scherzare, ovviamente) – e io li ho ascoltati solo oggi.
E mi sono chiesta: se ti avessero regalato questo album, come l’avresti presa?

Beh.
Si sa che sono morbida quando si parla di musica, perché non mi sento mai all’altezza di andare giù duro. Però, signori…
Sono convinta d’una cosa: quest’album si odia o si ama.
O si apprezza visceralmente la presenza del pop elettronico, sfumato in più parti da venature prog e multiformi poliritmìe, o si entra nel mondo dei testi giocosi e non-sense, oppure quest’album non arriva.
Ahimè, io sono nel gruppo dei secondi, di quelli cui quest’album non è arrivato da nessuna parte.
Credo che ormai i Dadamatto potessero fare di più: dieci anni di musica alle spalle non sono uno scherzetto, e se piace il primo lavoro, reduce di una tradizione punk-hc del tutto apprezzabile (sto parlando di Ti tolgo la vita), e se piace la rabbiosità di Anima e core, di Rococò lasceranno interdette parecchie cose.
Innanzitutto la confusione e l’incoerenza dell’intero album.
È come se il trio abbia voluto dire troppe cose insieme, senza poi trovare una linea coerente per esprimere il proprio messaggio (che poi, qual è? Mostrare quanto siano bravi e poetici? Credo l’avessero già dimostrato, e anche meglio).
Cosa vogliamo fare? Applaudire alla loro bravura tecnica? Sì, ci sono molti, moltissimi stili e stimoli musicali, ma è come se fossero chiusi e spezzettati e nessuno abbia ampio respiro, davvero.
I testi che si appendono a poeticità d’altri tempi rischiano di diventare leziosi e pesanti, mettendo da parte l’ironia che a me sembra presente in modo forzato.
Non so. Mi sembra che quest’album lasci il tempo che trova.
È un disco d’intrattenimento, anche se tenta di diventare addirittura politico con America.
Si poteva fare meglio?
Sicuramente.
Anche perché approdare così a La Tempesta, fa un po’ arricciare il naso.
Insomma.
Li preferivo prima. Si può dire?
L’ho detto.

Tracklist

01.  Prologo
02.  Marina
03.  Pluridimensionalità
04.  A due passi dal mare
05.  Orte
06.  America
07.  Arrivederci
08.  I cinque dell’Ave Maria
09.  Insieme
10.  Epilogo

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...