Arianna Antinori & The Turtle Blues @ Birreria Bavarese – Bellinzona, 5 Giugno 2015

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Articolo di Antonio e Giuseppe Spanò Greco Immagini sonore di Antonio Spanò Greco

Prima di passare la parola a mio fratello (all’esordio come recensore) che riferirà dell’episodio finale della rassegna primaverile delle Bellinzona Blues Sessions, voglio spendere due righe sulla Coopaso Music Events. Nel 2011 il Piazza Blues Festival di Bellinzona chiudeva i battenti: non parliamo di un festival qualunque, ma di una rassegna che per 22 anni di fila ha portato nella città ticinese fior fiore di artisti quali BB King, Willy DeVille e Gary Moore, solo per citarne i primi tre che mi sono venuti in mente. Nello stesso anno una ventina di amici, uniti dalla passione per la musica, decidono di fondare la Coopaso Music Events, società cooperativa non profit che propone musica dal vivo.

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Nel 2013 sono nate le Bellinzona Blues Sessions e attraverso i principali locali della zona, in primis la Birreria Bavarese, hanno ripreso a proporre musica blues nella città nota al mondo per i suoi tre magnifici castelli. Quest’anno, grazie anche all’aiuto di importanti sponsor, la Coopaso riprende la programmazione del blues in piazza rispolverando i fasti della passata rassegna: i tre giorni dal 25 al 27 giugno vedranno la partecipazione di importanti nomi della scena blues mondiale, europea, svizzera e italiana, tra cui Billy Branch con Luca Giordano, Ian Siegal con Mike Sponza, Sonny Rhodes, Paul Venturi, Bob Corritore & Dave Riley, Luke Winslow King con Roberto Luti e alcuni tra i migliori artisti ticinesi come Max Dega, Marco Lenher e One More Blues. Invito tutti gli amanti del blues e non solo, a fare un giro a Bellinzona, potrebbe essere un occasione per sentire ottima musica e per visitare le bellezze turistiche di questa splendida cittadina ticinese.

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THE BLUES IS BACK IN TOWN

Passiamo ora alla protagonista dell’ultima serata delle spring sessions, a quella Arianna Antinori accompagnata dai Turtle Blues che ovunque vada raccoglie consensi, che sprizza energia da ogni poro coinvolgendo chiunque si trovi davanti, una meravigliosa persona che le parole di Giuseppe sanno descrivere benissimo. Meritano una citazione i componenti della band che sanno rendere il sound vigoroso, preciso, martellante e incandescente: Joe De Roit e Davide Repele alle chitarre, Andrea Bevilacqua al basso e Alessandro Lupatin alla batteria.

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Ore 3. Spengo il motore e riaccendo la mente a ciò che è stato: una serata magica! Incontriamo Arianna davanti alla Birreria Bavarese di Bellinzona dove da lì a poco si esibirà. E’ bastato il saluto, uno sguardo, un sorriso e una domanda per iniziare a chiacchierare come se ci si conoscesse da sempre, per lo meno dal 2003 quando ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo della musica del diavolo o, che so, dal 2008 da quando cioè ha deciso che questo errare per locali, strade, teatri e vicoli cantando e ballando sulle note del blues è diventato anche il modo, il solo, per guadagnarsi il pane. Arianna si racconta per come è: tenera, schietta, decisa e grintosa. Anche se l’hanno avvicinata al mito Janis Joplin e nonostante i Big Brother & The Holding Company l’abbiano cercata e voluta come voce per tre anni nei loro tour europei, lei vuole essere se stessa. Ha lavorato sodo e non rinnega nulla e non rimpiange nulla. Anzi è orgogliosa, giustamente, di tutto ciò che ha fatto e vuole continuare a cantare il blues con l’anima, la passione e la dignità di sempre, consapevole dei propri mezzi e delle difficoltà che dovrà continuare ad affrontare. Intanto, oltre ai concerti, parteciperà al Pistoia Blues Festival e un nuovo album vedrà la luce nel 2016 per la K1 Records che dovrebbe garantirle un buon prodotto e una buona diffusione.

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Alle 22.00, sull’onda di un’energia decisamente esplosiva, inizia a cantare davanti ad un pubblico accaldato e non del tutto convinto. Quando intona Night time in right time, cavallo di battaglia dell’indimenticabile Etta James, dal brivido che mi percorre la schiena capisco subito che tutta quella gente che la guarda stupita non riuscirà a stare distante a lungo. Il blues e la sua musica si insinueranno pezzo dopo pezzo tra pieghe degli abiti, sotto i muscoli più statici, tra i nervi più tesi, giù fino all’ultima cellula dell’anima, pezzo dopo pezzo. Il gruppo sfodera un energico sound che sfonda ogni barriera inibitoria e le contorsioni, non solo canore, della nostra “Double A” cominciano a penetrare dolcemente ma insistentemente tra le mani, le braccia, lo stomaco e le gambe del centinaio di affamati di blues e rock presenti in sala. Alla fine nessuno resterà seduto e l’alternanza dei brani di Janis Joplin con quelli propri o con quelli dei Jefferson Airplane e dei Led Zeppelin, senza tralasciare Hightway to hell degli AC/DC, ridurrà tutti, e dico tutti, ad uno stato di quasi ipnosi collettiva, immersi in un’orgia di suoni, urla, sudore e batter di mani senza soluzione di continuità. Il concerto non poteva chiudersi senza il tributo per eccellenza a Janis. E allora musici in silenzio, mani a ritmo e la voce di Arianna che intona, canta, recita e urla “Oh Lord, won’t to buy me a Mercedes Benz?…”. Il concerto si chiude, ma nei nostri cuori non è mai finito.

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