Litfiba – tetralogia degli elementi @ Carroponte, Sesto San Giovanni. 17 Luglio 2015

Postato il Aggiornato il

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Articolo di Roberto Basilico

Il concerto dei Litfiba, tenutosi al Carroponte di Sesto San Giovanni, è stato uno spettacolo della natura. Mi riferisco sia agli elementi che appartengono ai quattro album su cui era basato il live e che sono, rispettivamente: fuoco (El Diablo) terra (Terremoto) Aria (Spirito) acqua (Mondi sommersi), che alla sinergia del gruppo sul palco. Autentico trascinatore, Piero Pelù con la sua voce ci ha trasportarti nei suoni degli anni 90, carichi di ribellione come in “Resisti”, inno contro questo mondo, voce di chi non ci sta e vuole reagire. Il tutto scandito dai suoni della chitarra del virtuoso Ghigo Renzulli, in grande forma col suo cuore che batteva Rock, cappellino nero ed il ghigno di chi si diverte a suonare come se il tempo non passasse e si fosse fermato agli anni 90. Come nella canzone “Africa”, in cui Piero, maglietta e pantaloni in pelle, ha portato tra le mani un mappamondo con l’Africa… in Europa.

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Le canzoni si sono confermate molto attuali, Piero non ha risparmiato nessuno (“Dimmi il nome”), non si è fermato davanti a niente, come un vulcano (“Sotto il vulcano”) pronto ad eruttare il suo male contro questa società che sta portando il paese alla deriva.
Pelù, sul palco, è stato un autentico di “Animale di zona” capace di giocare con la voce e in grado di catturare l’attenzione di tutti noi come in “Lo spettacolo”, brano in cui il pubblico si è mosso, ha cantato con i visi trasformati in maschere di sudore che si sono alzate al cielo nella speranza di un’”Ora d’aria” fresca.
Il concerto ha visto protagonista anche l’anticristo (“El diablo”) di casa all’Expo. Il messaggio di Piero è stato quello di aprire gli occhi, combattere e resistere, come nella struggente “Ragazzo” dedicata a chi non avendo un lavoro e una vita dignitosa, viene sommerso dalla marea che lo trascina sempre più verso il basso.

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Piero è riuscito spesso a cambiare tono e a condividere l’energia scaturita da canzoni come “Sparami”, “Fata Morgana” e “Spirito”, autentiche bombe rock pronte ad esplodere nei cuori dei presenti.
Non sono mancati poi i riferimenti alle donne e al loro universo, cosi difficile da decifrare, come in “Regina di cuori” o in “Gioconda”, con un Pelù in versione sacerdote. Ha dimostrato tutto il suo carisma e la grande capacità di trasformazione, per la gioia del pubblico ormai in delirio, ballando “Ritmo 2” e “Lacio drom” in questo viaggio negli elementi della natura, provando a sorprendere tutti come un ragazzaccio e chiudendo il concerto con “Cangaceiro” al grido: viva el bandido Litfiba!!!!!

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