La radio come strumento di inclusione sociale – intervista a Marcello Giangualano

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ProssimaMente

Articolo di Eleonora Montesanti

Abbiamo intervistato Marcello Giangualano, uno degli organizzatori del festival ProssimaMente, il primo evento – unico in Italia – che riunisce le “Radio della Salute della Mente” presenti nel nostro Paese e appartenenti al network Larghe Vedute. Il festival si terrà a Chieri dall’8 al 10 luglio e, in quei giorni, la città si animerà con dirette radiofoniche aperte al pubblico. Il motto di ProssimaMente è “La radio come strumento di inclusione sociale”: le radio della salute mentale, infatti, attraverso le proprie frequenze coinvolgono all’interno dei propri palinsesti persone affette da disturbi psichici, al fine di favorirne l’integrazione, divulgando una cultura basata sulla restituzione della dignità e dei diritti ed opponendosi agli stereotipi che circondano il disagio psichico.
Abbiamo voluto saperne di più:

Partiamo proprio dall’inizio per chi, come me, si approccia a questo mondo per la prima volta: che cos’è una radio della salute della mente?
Si definiscono radio della mente quei programmi, laboratori, esperimenti radiofonici ideati e prodotti da tutti i cittadini che a vario titolo hanno a che fare con il mondo della psichiatria. Quindi mi riferisco a chi soffre di disturbi psichiatrici, ma anche agli operatori del settore, ai volontari delle associazioni e a tutti coloro che entrano in contatto con questo mondo. Le radio della mente nascono nel 1991 grazie all’intuizione dello psicologo argentino Alfredo Olivera che creò Radio La Colifata. Negli anni osservò come “il fare radio” producesse effetti positivi nei pazienti di El Borda (il manicomio) di Bueons Aires e di quanto fosse per loro vitale ed importante poter parlare ad un microfono, avendo così la possibilità di avere del tempo e dello spazio per dar voce alle emozioni, ai racconti e ai deliri. La particolarità e la forza di questo tipo di radio risiede nel setting in cui tutto questo processo prende forma. Gli speaker non sono dentro ad uno studio, ma nel cortile del manicomio, luogo di incontro libero tra le persone.

Il sottotitolo di ProssimaMente è “La radio come strumento di inclusione sociale”. Ciò evidenzia un obiettivo molto chiaro e molto nobile: eliminare i preconcetti, gli stereotipi e la paura dei disturbi psichici. In concreto, quel che personalmente trovo più interessante è il coinvolgimento diretto di persone affette da disagi psichici, che hanno la possibilità di raccontarsi. Insomma, sembra che la radio della salute mentale abbia un doppio scopo: è terapeutico per chi la fa e uno stimolo a cambiare prospettiva per chi ascolta…
La comunicazione è fatta da una persona che parla e una che ascolta. Oggi come oggi siamo troppo spesso abituati a parlare senza lasciare spazio ad un vero e proprio momento di confronto fatto di ascolto reciproco. Parlare al microfono restituisce dignità alle persone e produce uno o più effetti in chi ascolta.
Alcune radio della mente come Radio Senza Muri di Jesi e RadioOhm di Torino (nello specifico con il programma Pro Loco) riprendono il setting di Radio La Colifata, tecnicamente chiamato dispositivo radiofonico aperto, e portano avanti con le dovute differenze e le buoni dosi di umiltà questo lavoro. Il dispositivo dà forza alle parole, accoglie, include, contiene e rende sensato ciò che in altro modo non lo sarebbe. Il racconto e gli input di ogni speaker diventano così patrimonio del gruppo e stimolo per altri interventi.

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Un’altra cosa molto bella che ho scoperto ascoltando uno dei podcast di Larghe Vedute, è che in queste trasmissioni si parla di tutto, non solo di medicina: musica, attualità, educazione, scienza, salute, letteratura, … Cosa meglio della normalità per questo processo di inclusione sociale?
Penso che questa sia la caratteristica principale del network Larghe Vedute: ogni radio può far parte di un grande movimento mantenendo la propria inclinazione e attitudine.
In questi anni stiamo dimostrando che si può parlare di salute mentale (e produrla) con inchieste giornalistiche, con la musica, giocando e senza prendersi troppo sul serio, insomma, in un sacco di modi.
Larghe vedute è un progetto che ha l’obiettivo di favorire un “andare oltre” il microcosmo dei Dipartimenti di Salute Mentale, diventando così  innanzitutto un fattore di promozione della salute mentale, in un’ottica non tanto e non solo di cura di una patologia, ma di incremento e mantenimento di un benessere altrimenti costantemente a rischio, attraverso l’espansione della propria rete di relazioni.

Come è avvenuto il vostro incontro con lo psicologo Alfredo Olivera che, nel 1991 ha creato il primo meccanismo di questo tipo, Radio La Colifata, nell’ospedale di Buenos Aires e che sarà ospite di ProssimaMente?
Questa domanda mi porta indietro di molti anni. Ho iniziato a fare radio grazie alla passione per la musica (così definita) indipendente con il caro amico Gianpaolo Carlino detto Zampa nel 2007, stesso anno in cui ho iniziato a lavorare come educatore professionale presso un Centro Diurno per persone disabili di Chieri.
Nel 2008 mi sono lanciato, coadiuvato dal collega Marco Delvento, nella creazione di un programma radiofonico con gli utenti disabili del Centro in cui lavoravo e tuttora lavoro.
Questo tipo di radio vive di collaborazioni e della voglia di contaminarsi, e quindi non abbiamo perso tempo nel prendere contatti con il neonato Caffè Basaglia di via Mantova 34 di Torino. Al primo incontro con Gianfranco Crua e Ugo Zamburru venni a conoscenza di Radio La Colifata. Fui folgorato da questa scoperta. Alfredo Olivera diventò così la nostra stella polare fino a quando potemmo partecipare nel 2012 a Jesi al corso di formazione in cui lui era docente. Un corso di formazione con l’obiettivo di creare Radio Senza Muri.
Negli anni successivi siamo rimasti in contatto, ma solo ultimamente abbiamo approfondito la conoscenza. Questa è la storia che porterà Alfredo Olivera a partecipare attivamente a ProssimaMente – il primo festival della radio di Larghe Vedute. La sua partecipazione – di cui siamo molto onorati – non ha precedenti in Italia, perché sarà accompagnato dagli speaker di Radio Sin Nombre, la radio della mente di Parigi che lui stesso ha creato in questi ultimi anni.

“Lo scopo di ProssimaMente, il festival organizzato da Larghe Vedute, network che comprende tutte le radio della salute mentale nazionali, è anche quello di far incontrare queste realtà tra loro. A Chieri, tra l’8 e il 10 luglio, si incontreranno radio, volontari, addetti ai lavori, pazienti e cittadini. Cosa pensate si potrebbe ottenere da questo confronto?
E’ fondamentale trovare del tempo da trascorrere insieme per fare radio, per confrontarsi e per pensare al futuro del network e in più generale del mondo della salute mentale. Siamo sicuri che questi tre giorni fatti da dirette condivise nelle piazze e da momenti di incontro studiati ad hoc per delineare le prospettive del network saranno il coronamento di una stagione radiofonica intensa che ci ha visti protagonisti in molte campagne di sensibilizzazione e saranno un buon punto di partenza per il futuro.

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