Giulia Millanta – Moonbeam parade (Ugly Cat Music, 2016)

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Intervista, recensione ed immagini di Roberto Bianchi

Giulia Millanta ha pubblicato da poco il suo quinto album: Moonbeam Parade, che rappresenta un’importante svolta artistica. Le tracce del suo recente passato hanno solcato un terreno prevalentemente acustico, ma questo nuovo progetto la catapulta nell’universo del raffinato folk rock d’autore!
Nata e cresciuta a Firenze, con una laurea in medicina e chirurgia nel cassetto, oggi vive ad Austin. In questi ultimi anni la dolce ragazza ha sfoderato la grinta migliore, si è fatta apprezzare dal pubblico e dai colleghi texani per le proprie qualità vocali e compositive, e oggi ha realizzato un album di grande qualità. Nel disco suonano musicisti di alto livello, talenti del calibro di Charlie Sexton, Howe Gelb, Glenn Fukunaga, Michael Fracasso, Kimmie Rhodes, Gabriel Rhodes, Dony Wynn, David Pulkingham e il valido tastierista italiano Stefano Intellisano.

Ho conosciuto Giulia lo scorso anno in occasione del Festival Microcosmi di Comerio e ho avuto il piacere di ascoltarla in duo acustico con Lorenzo Bertocchini. Già si percepivano le qualità compositive, ma quando ho messo Moonbeam Parade nel lettore è stata una piacevole sorpresa, sono rimasto senza parole.

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Qualche mese dopo le ho scritto un messaggio di congratulazioni e ho colto l’occasione per farle qualche domanda, che condivido volentieri con i nostri lettori.

Ciao Giulia, complimenti per Moonbeam Parade, che bella sorpresa! Mi piace molto la svolta elettrica, e mi ha entusiasmato la profondità dei suoni, oltre che la qualità delle canzoni. Sei in giro per l’Europa e non voglio tediarti con troppe domande, mi limito ad approfondire qualche risvolto e a soddisfare alcune curiosità. Qual è la ragione che Ti ha condotta a questo cambiamento?
Mi è stata regalata una chitarra elettrica, me la sono trovata fra le mani per caso, ho iniziato a “farci amicizia” ed ho capito che avevo voglia di cambiare un po’ il mio suono. George Reiff (amico e co-produttore del disco) mi ha subito appoggiato al 200%, ha sostenuto la scelta, così ho finito per usare l’elettrica sulla maggior parte dei pezzi del disco.

Chi suona con te durante la tournée europea?
Le mie amiche immaginarie 🙂

Com’è il riscontro del pubblico del vecchio continente?
Nei confronti dello spettacolo vuoi dire? Per ora mi hanno accolto con molto entusiasmo!

Hai inserito una affascinante versione di R&R Suicide di David Bowie. E’ l’unico pezzo che canti in italiano. La tua splendida voce si alterna, e sovrappone, con quella di Howe Gelb (che canta in inglese). Potrebbe anche essere un doppio tributo in quanto musicalmente mi ricorda moltissimo le sonorità tipiche di Lou Reed. Quali sono le ragioni che ti hanno portato a questa particolare scelta?
La febbre e il delirio! Ho ricevuto una telefonata da Howe mentre avevo un febbrone, lui mi suggeriva di tradurre un pezzo di Bowie. Ho riattaccato il telefono e nel delirio della febbre mi sono cantata tutto il pezzo in Italiano. Non so come, ma ho trovato la forza di alzarmi e scriverlo, poi il giorno dopo l’ho registrato con un fil di voce e mandato a Howe e a George.

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Personalmente ritengo il tuo nuovo disco ricco di personalità. Ho letto su riviste specializzate, e su pagine web, di accostamenti importanti con figure del calibro di Norah Jones, Madaleine Peyroux, Edit Piaf, Marianne Faithfull. Sei onorata o infastidita dai paragoni?
Sinceramente non sono onorata, e nemmeno infastidita. Ognuno sente quello che vuole e interpreta la musica come preferisce. Non è affare mio entrare nella testa degli altri, lo dico nel senso buono: la musica non è mia! Io l’ho scritta, la suono, poi ognuno la riceve e interpreta secondo il proprio gusto e la propria sensibilità.

Quanto tempo hai dedicato a questo progetto?
I pezzi li ho scritti nell’arco di un anno, il disco è stato registrato in presa diretta, live al 99%, in quattro giorni.

Cosa Ti manca della Toscana?
Vino e prosciutto, i miei amici e i colori.

Quale disco non smetteresti mai di ascoltare?
Non lo so, vado a fasi…. Forse il Requiem di Mozart.

Grazie per la tua squisita collaborazione, aggiungo solo una parola. Brava!!!
Grazie!

Un abbraccio, unito alla speranza di poterti ascoltare dal vivo “full band”.
Un abbraccio a te!

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Il Disco:
Si comincia con la spumeggiante Shaky Legs, che mette in evidenza il suono morriconiano della chitarra di David Pulkingham, già collaboratore di Alejandro Escovedo; 4th & Vodka è un’altra vivace ballata molto coinvolgente. La voce di Giulia diventa più calda e profonda in Play With Fire, il brano è più delicato e l’accostamento con Norah Jones legittimo. Eve’s Song è molto evocativa, personale, ben riuscita. Le chitarre di Giulia e Gabriel Rhodes si rincorrono, disegnano suggestive armonie. Il tributo a David Bowie è una grande sorpresa: il particolare intreccio di lingue e voci è semplicemente ammaliante. Un altro gioiello è Motel Song, la bella voce della Millanta è sapientemente sostenuta dalle qualità chitarristiche di Charlie Sexton. Le strutture armoniche di Pieces sono di grande presa, è una composizione che cresce a ogni ascolto, così come la successiva There’s a Bridge, che ci regala grandi emozioni. Silvery Gown è un brano in costante divenire: chitarre, piano e sezione ritmica avvolgono sapientemente le parole. La dolce ballata Gun Shy ci regala un momento di luce notturna. If You Ask Me si distingue per il duetto vocale tra Giulia e Michael Fracasso oltre che per le qualità armoniche prodotte. The House Always Wins riporta in primo piano la chitarra di Charlie Sexton, che guida la soave voce di Giulia, sostenuta dagli altri musicisti coinvolti. L’ultimo brano, Not The Mirror è più intimo, riflessivo, delicato: piano e voce per chiudere un disco significativo, coinvolgente, dinamico, creativo.

Splendide canzoni, suonate con classe, trasporto e convincente passione. Un’ottima idea per un regalo di Natale!

Tracks List:
01. Shaky Legs
02. 4th & Vodka
03. Play Whit Fire
04. Eve’s Song
05. R&R Suicide
06. Motel Song
07. Pieces
08. There’s A Bridge
09. Silver Gown
10. Gun Shy
11. If You Ask Me
12. The House Always Wins
13. Not The Mirror

 

 

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