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Roberto Bianchi

Thom Chacon @ Castello Visconti, Somma Lombardo (Va) – 10 luglio 2021

L I V E – R E P O R T


Articolo di Roberto Bianchi

Nel suggestivo cortile d’onore del Castello Visconti di Somma Lombardo ho avuto il piacere di ascoltare un’artista di qualità, accompagnato dal leggendario Tony Garnier al contrabbasso e dall’ottimo Paolo Ercoli al dobro e alla pedal steel guitar. Thom Chacon arriva da Durango e ha recentemente pubblicato il suo terzo disco Marigolds And Ghosts: il cantautore scrive molto bene e avvolge le convincenti storie con ispirate melodie; il tutto è impreziosito da una voce profonda, calda e coinvolgente. Gli ingressi sono contingentati, solo su prenotazione, credo ci siano un centinaio di persone, e i fortunati possono accomodarsi a debita distanza, d’altra parte non è una partita di calcio: qui le regole si rispettano!

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Michele Anelli – Sotto il cielo di Memphis (Delta Records & Promotion, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Roberto Bianchi

Michele Anelli non è un pivello, suona e scrive da più di trent’anni, è stato la voce dei Groovers oltre che il fondatore degli Stolen Cars; aggiungo che è soprattutto una persona splendida, con una sensibilità fuori dal comune. Il suo quarto disco solista, Sotto il Cielo Di Memphis, è un perfetto connubio tra apparenza e sostanza. Apparenza perché il packaging è sopraffino: Il prodotto, a tiratura limitata, contiene il disco in Vinile con copertina pieghevole, un 45 giri registrato al Fame Recording Studio di Muscle Shoal in Alabama e un CD, arricchito da cinque tracce aggiuntive. La grafica è curata e accattivante, un gioiello tutto da gustare. Sostanza per il semplice fatto che Mick è molto bravo a scrivere canzoni, coniugando melodie accattivanti con parole intelligenti; se questo non bastasse con lui hanno lavorato musicisti di classe cristallina che hanno avvolto le canzoni con un sound intenso e molto diretto.

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Don Antonio – La bella stagione (Santeria / Audioglobe, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Roberto Bianchi

Antonio Gramentieri è un apprezzato chitarrista, oltre che giornalista, scrittore, produttore e compositore. È stato il fulcro dei Sacri Cuori, gruppo prevalentemente strumentale con influenze blues, folk e psichedeliche. Ha collaborato con moltissimi artisti di valore come Dan Stuart, Alejandro Escovedo, Hugo Race, Robyn Hitchcock, Richard Buckner, Marc Ribot, Steve Wynn, Nada, Massimiliano Larocca, Giulio Casale e i Pan Del Diavolo.
Con il nome d’arte Don Antonio nel 2017 ha completato il suo primo disco solista, miscelando la musica mediterranea con sonorità magrebine e ritmi caraibici; ha poi rafforzato il sodalizio con il musicista texano Alejandro Escovedo pubblicando l’ottimo The Crossing.
Dopo tre anni di apparente calma il camaleontico Artista ci sorprende con La Bella Stagione, un disco di canzoni, farcite di belle parole e suoni inaspettati. Questa volta Don Antonio è tornato nella sua Romagna, descrivendoci il suo mondo, le proprie radici: ci ha messo la faccia, e anche la voce!
Se questo non bastasse Don Antonio ha scritto in contemporanea un libro omonimo di brevi racconti; due operazioni non cumulative ma legate da un sottile filo conduttore: il legame con il passato, che segna il nostro cammino e inevitabilmente ritorna, quando meno te lo aspetti. L’interessante libro merita un dedicato approfondimento, che potrete leggere a breve sulle nostre pagine.

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Piers Faccini – Shapes Of The Fall (Nø Førmat!/Beating Drum, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Roberto Bianchi

Piers Faccini, nato in Inghilterra e cresciuto in Francia, ha pubblicato da pochi giorni il suo settimo disco, Shapes Of Fall. Il nuovo lavoro aggiunge un importante tassello al connubio tra Folk, Blues, sonorità Nord Africane e tradizioni Mediterranee. L’interessante percorso di ricerca dell’Artista, iniziato con il precedente I Dreamed An Island del 2016, si è affinato evolvendosi fino a creare un equilibrio di grande fascino. “Le Forme dell’Autunno” rappresentano secondo l’autore la caduta di quello che stiamo vivendo, il collasso di quanto ci circonda. L’album è stato concepito nella casa di Piers, un luogo bucolico circondato dalla natura del Parco Nazionale delle Cavenne, vicino al massiccio centrale francese.  
La narrativa e l’impianto musicale sono cresciuti gradualmente, Faccini ha modulato la propria voce mettendola in sintonia con tutti gli elementi della natura: il grido di dolore degli alberi, degli animali, delle radici, delle foglie e dei minerali è stato ascoltato con sensibile attenzione ed elaborato come il Canto della Terra.

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Amerigo Verardi – Un sogno di Maila (The Prisoner Records – Audioglobe / The Orchard, 2021)

R E C E N S I O N E


Articolo di Roberto Bianchi

Sono passati cinque anni da Hippie Dixit (qui la recensione), raffinato disco di elevata qualità, ed ecco che Amerigo Verardi rinnova la capacità di sorprenderci pubblicando l’opera Un Sogno Di Maila, album tematico che conferma la limpida creatività dell’Autore.
Il Cd e il Doppio Vinile si presentano in una confezione molto curata, che include un piccolo libro abbellito dai disegni di Rocco Caloro, impaginati ed elaborati da Anastasia Luceri ideatrice di un percorso simile a un diario di viaggio, la composizione grafica è stata realizzata da Giuseppe Schirone. Il prodotto finale è molto affascinante. 
Le parole e i suoni avvolgono il divenire di Maila, figura onirica cullata dai Sacri Mantra e giunta sulla terra con un fardello di reminiscenze, accumulate da altre vite vissute.

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Stefano Barotti – Il grande temporale (La Stanza Nascosta Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Roberto Bianchi

Nei primi mesi del 2018 ho incontrato Stefano Barotti davanti a un buon bicchiere di vino, ascoltando con interesse e leggerezza Settembre, album tematico dedicato alla Vigna e ai Vini naturali (qui la recensione). Dopo qualche mese il nostro imprevedibile Pianeta ci ha regalato incredibili e spiacevoli sorprese, costringendoci a un drastico cambio di abitudini, e relegandoci a un difficile isolamento sociale. Stefano però non si è fermato e lo scorso ottobre ci ha regalato un nuovo intrigante lavoro, Il Grande Temporale, che solidifica la crescita musicale del Cantautore della Riviera Apuana, esaltandone l’originalità compositiva.

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Norah Jones – Pick Me Up Off The Floor (Blue Note Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Recensione di Roberto Bianchi

Ho avuto l’onore e la fortuna di ascoltare Norah Jones cinque anni fa al Teatro degli Arcimboldi di Milano (qui il live report https://wp.me/p46drT-1YE) poco dopo la pubblicazione di Day Breaks. Una serata emozionante, che ha confermato il talento e la classe della Jones. In questi ultimi anni Norah ha lavorato in un modo diverso, sperimentando nuove sonorità e organizzando brevi sessioni, alle quali hanno partecipato musicisti di differenti estrazioni, tra i quali segnalo Thomas Bartlett, Jeff Tweedy, Rodrigo Amarante e Mavis Staples. Alcuni brani, figli di queste collaborazioni, sono confluiti nell’album Begin Again, uscito lo scorso anno. L’Artista nel frattempo ha mantenuto vivo il progetto country al femminile Puss n Boots con Sasha Dobson e Catherine Popper, pubblicando Sister, secondo album del trio che include brani originali e cover di Tom Petty, Dolly Parton e Concrete Blonde. Pick Me Up Off The Floor è il disco che non ti aspetti, nato dai ruvidi mix registrati durante le citate sessioni. La Jones, passeggiando in totale relax con il proprio cane, ha riascoltato le composizioni archiviate nel proprio smartphone e, grazie al diverso contesto, le ha percepite con una nuova luce: “Mi sono resa conto del surreale filo conduttore che univa i brani come un sogno febbrile che si svolgeva tra Dio, il Diavolo, il Cuore, Il Paese, il Pianeta e me”.

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Massimiliano Larocca live @ Germi (MI) – 24 ottobre 2019

L I V E – R E P O R T


Articolo e immagini di Roberto Bianchi

Stimolato dall’ascolto di Exit |Enfer (recensione qui) ho colto l’occasione per assistere alla presentazione live del nuovo disco di Massimiliano Larocca.
La location è piccola, ma molto accogliente: uno spazio libero dove leggere, parlare, ascoltare e lasciarsi trasportare (germildc).

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Alberto De Gara – Still In Time (Autoproduzione, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Roberto Bianchi

Alberto De Gara, al secolo Alberto Cusa, suona da più di venticinque anni, durante i quali si è divertito con diversi gruppi, spaziando tra rock, blues elettrico e country. Forte delle esperienze acquisite, ha intrapreso un nuovo percorso da songwriter che nel 2017 lo ha portato ad incidere il suo primo interessante cd, Deeper.

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