Carmen Consoli al Teatro Politeama di Catanzaro: la magia non va in vacanza

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Articolo di Iolanda Raffaele

Quando la Sicilia e la Calabria si incontrano è sempre una combinazione magica e mai scontata.
Così il Teatro Politeama di Catanzaro il 23 dicembre nell’ambito della rassegna “A Farla Amare Comincia Tu”, diretta da Antonio Pascuzzo ha aperto le braccia a lei: la Cantantessa, la straordinaria Carmen Consoli.

Tante emozioni e suggestioni forti, quelle che solo la musica dal vivo crea e suggerisce, quelle che nella semplicità degli strumenti, la cantante catanese ha saputo regalare insieme al chitarrista Massimo Roccaforte.
“Blunotte” è la canzone apripista, un’irruzione solitaria sulla scena dell’artista in un look casual ed accomodante, seguita dalla malinconica “Mandaci una cartolina”, dedicata al padre Giuseppe, e dalla didascalica“Pioggia di aprile”.

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“L’abitudine di tornare”, ottavo album in studio del 2015, risuona nelle contraddizioni di “Sintonia imperfetta”, in “Ottobre” “il mese più dolce, i baci e le carezze sotto l’albero di limone”, e in “Questa piccola magia” “in cui c’è tutta la felicità che abbraccia questa vita”.
Tutto il fascino del cinema e il ricordo dell’omonimo film incanta nelle parole e nelle note de “L’ultimo bacio”, mentre la disillusione e la delusione emergono in “L’eccezione”.
Cori del pubblico emozionato e partecipe si sollevano nelle indimenticate “Parole di burro” e “Amore di plastica”, tutta la grinta e “il buon senso di mettersi in discussione” incontrano invece gli accordi di “Venere”.

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Senza soste e in un unicum variegato di stati d’animo, Carmen Consoli, come da un cilindro, trae dall’album “Eva contro Eva” “Il pendio dell’abbandono”, canzone scritta e diretta da lei e da Goran Bregovic, e ricorda la madre e le alterne incomprensioni con “In bianco e in nero”.
Non si risparmia per nulla la catanese, neanche quando simpaticamente si destreggia nel suo dialetto siculo come appare in “A finestra” e si congeda con “Confusa e felice” tra gli applausi, i ringraziamenti, il calore e l’idea che la buona musica quando è tale e originale resta per sempre.

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Photo credit: Antonio Capria

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