Fionn Regan – The meetings of the waters (常に愛 Tsuneni Ai – Abbey Records / Goodfellas, 2017)

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Il ritorno di Fionn Regan – Articolo di Giacomo Starace

Il 14 aprile uscirà il quinto album in studio di Fionn Regan, cantautore irlandese considerato la risposta della sua generazione a Bob Dylan. L’ampio utilizzo dell’elettronica insieme a strumenti acustici lo avvicina a Bon Iver, che ha campionato “Abacus”, dal disco d’esordio di Regan “The End of History” del 2006, per il brano “00000 Million” presente sul suo ultimo celebratissimo album “22, A Million”

Regan e Justin ‘Bon Iver’ Vernon hanno collaborato anche per il recente Michelberger Music Event di Berlino, uno degli scenari che ha visto l’artista all’opera in varie parti del mondo, dall’Irlanda all’Australia, passando per gli USA. Nella sua carriera ha avuto la possibilità di condividere il palco con vere e proprie icone della musica irlandese, come Shane MacGowan (The Pogues) e Liam Clancy (The Clancy Brothers, fautori della rinascita dell’Irish Folk degli anni ’60). A questi si aggiungono, nel background di Regan, Neil Young e Bob Dylan. Con quest’ultimo condivide una caratteristica non di poco conto: la capacità di abbattere le differenze fra letteratura e musica, al punto da essere nominato membro onorario della Trinity College Literature Society.

Il disco è interessante, si nota l’ascendente di Bon Iver per quanto riguarda il tappeto sonoro elettronico che accompagna gli strumenti acustici e la voce, le liriche sono ben strutturate (questo conferma i riconoscimenti avuti fino ad ora) ed evocative già a partire dai titoli dei brani, che sono caratterizzati da melodie e ritmi rilassati e rilassanti, seppur con delle eccezioni, come “Cape of Diamonds”, contraddistinta da un ampio uso delle percussioni e della chitarra elettrica. Regan prova anche a sperimentare: “Babushka – yay ya” riprende elementi di musica etnica, melodie in primis; oppure inserisce brani strumentali legati all’elettronica come “Ai” e “Tsuneni Ai”, che puntano all’evocazione di sensazioni, sviluppando lo stesso tema (elemento che si può notare già nei due titoli). Nel complesso è un’opera coerente e coesa, si muove sulla stessa strada senza troppi stravolgimenti, presentando una musica quasi d’ambiente. Per quanto possa sembrare semplice all’ascolto, la sfida da cogliere è proprio fare i conti con un artista di alto livello, “guardare negli angoli” di ogni pezzo, per gustare fino in fondo un’opera raffinata e veramente ben fatta. Che questo genere sia la nuova frontiera del Folk contemporaneo è un’ipotesi da considerare.
“Ai posteri l’ardua sentenza”.

Tracklist
01. The Meetings of the Waters
02. Cormorant Bird
03. Turn the Skies of Blue On
04. Cape of Diamonds
05. Book of the Moon
06. Babushka -Yai Ya
07. 愛 Ai
08. Wall of Silver
09. Euphoria
10. Up Into the Rafters
11. 常に愛 Tsuneni Ai

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