Nicolò Carnesi @ Circolo Ohibò, Milano – 2 dicembre 2017

Postato il

IL LATO MIGLIORE DI UN UOMO SEMPLICE

Articolo di Giacomo Starace, immagini sonore di Anna Monguzzi

Nel panorama indie italiano si trova di tutto, ci sono i disturbatori della quiete pubblica per i quali non va spesa una singola parola (come i due in apertura del concerto in questione), ma anche quelli bravi. Grazie al cielo anche quelli bravi. Nicolò Carnesi rientra in questa seconda categoria.

Il cantautore siciliano si è presentato sul palco del Circolo Ohibò di Milano con una semplicità e una simpatia immediate, raccontando aneddoti, storie della sua carriera musicale, che lo ha portato dal paese alla grande città. Nel corso della serata ha eseguito brani da ognuno dei suoi lavori, dall’ultimo singolo Motel San Pietro, un brano morbido ed elaborato, a Mi sono perso a Zanzibar, dal primo album Gli eroi non escono il sabato del 2012. La semplicità di Carnesi è stata amplificata anche dall’atmosfera intima legata al fatto di suonare da solo, dividendosi fra il pianoforte e la chitarra. Il modo di fare e di presentarsi ricorda molto Brunori S.A.S., mentre spiega le sue canzoni, creando un dialogo diretto col pubblico, partecipe e numeroso nonostante le dimensioni ridotte della sala.

Fra galassie nell’armadio e intelligenze artificiali spuntano brani introspettivi e personali come Il lato migliore. Nei modi fini e gentili e nell’elaborazione dei suoi testi si nasconde una persona semplice come chiunque, che ha seguito fino in fondo il sogno di diventare musicista, passando dalle prime grida nel bar del paese d’origine, al cercare di attirare le ragazze (dai chi non ha mai pensato che suonare la chitarra serva principalmente a tale scopo?), fino a scoprire che alla fine scrivere canzoni è raccontare di sé, la propria storia o le proprie impressioni sul mondo circostante.

Questo speciale modo di raccontarsi in musica non è unicamente legato alle proprie canzoni, ma anche alle proprie origini: Carnesi, infatti, ha anche regalato una brillante versione di Segnali di vita di Franco Battiato, un omaggio al grande compositore siciliano. Nel panorama eterogeneo e, onestamente, confuso dell’indie italiano, una figura come Carnesi, che non canta luoghi comuni, quanto faccia schifo la vita o che non punta a essere showman pseudo-ribelle, è estremamente positiva, perché, nell’incedente commercialità dei gusti dell’ascoltatore comune, ci si sta rapidamente dimenticando dell’importanza del FARE musica con intelligenza, fuori dalle dinamiche dei testini pop o falsamente punk che ci invadono da ogni canale (riferimenti a X Factor, The giornalisti et similia sono del tutto casuali).

L’attenzione alla forma, sia a livello lirico che musicale, è un segnale importante di interesse e cura verso la propria arte, così come la tecnica, elemento spesso visto come accessorio snob. Artisti con un tale atteggiamento, come Nicolò Carnesi, vanno tenuti stretti, perché sono gli unici che riescono a dire qualcosa di nuovo, in un modo nuovo, con quel linguaggio profondamente nostro che è il cantautorato.

SET LIST:
Motel San Pietro
Numeri
Segnali di vita (F. Battiato)
Ricalcolo
Mi sono perso a Zanzibar
Lo scherzo infinito
Bellissima Noia
Fotografia
Penelope, spara!
Levati
Una galassia nell’armadio
La rotazione
Il lato migliore
Moleskine
M.I.A.
Il colpo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...