Articolo di Giacomo Starace

Il genere folk ha pochi ingredienti, ma devono essere di ottima qualità per funzionare, una volta messi insieme. La giovane Aurora D’Amico ci ha presentato un lavoro che, continuando il paragone culinario, è da stella Michelin. Ha già all’attivo un EP, Barefoot (2016), un tour negli USA e partnership con Fender e G7h Capo. So Many Things è frutto di un anno di lavoro (Febbraio – Agosto 2017) negli studi Indigo di Palermo, città dell’artista, con la collaborazione di altri musicisti siciliani.

In un’intervista al TGR Rai Sicilia, Aurora ha raccontato che ogni artista ha aggiunto qualcosa di proprio ai brani, con il risultato che “le canzoni, che nascono tutte alla chitarra, hanno forme nuove, hanno vita nuova”. La scelta di cantare in inglese deriva dall’educazione musicale della palermitana: aver ascoltato molta musica in tale lingua le ha reso naturale usarla nella scrittura dei suoi pezzi. Inoltre, convinto che ogni genere musicale abbia la sua lingua, in base alle sonorità intrinseche di ognuna (ad esempio, l’italiano è molto più cantabile sulle vocali, mentre l’inglese permette anche un discreto utilizzo delle consonanti, con conseguenti risultati in ambito ritmico), la scelta di cantare folk in inglese rende più apprezzabile e più familiare l’album nel suo insieme (tralasciando l’immediato carattere internazionale di questo idioma). So Many Things si sviluppa su melodie immediate e semplici (il che non vuol dire siano semplicistiche), che veicolano storie, ricordi, esperienze, “così tante cose (So Many Things) che si muovono a velocità diverse, ma che caratterizzano la vita di ognuno di noi allo stesso modo”.

L’uscita del disco è stata anticipata dal singolo Oceans Between Us, brano ben strutturato, dal ritmo incalzante, tenuto vivo da un vivace strumming di chitarra acustica, arricchito da batteria, basso e chitarre elettriche, che però non sovrastano la voce di Aurora, matura e sicura, che colpisce per energia ed espressività. Un’altra traccia di cui voglio parlarvi è Human Being, dolce ballad acustica che racconta in maniera molto diretta ciò che si prova essendo semplicemente umani. Il ritornello dice: “Sono soltanto un fragile essere umano, avrei voluto essere forte, un giorno. Le domande sul futuro mi spaventano ma scelgo di vivere comunque”. Credo sia qualcosa che tutti possono vedere in se stessi. Gli altri pezzi non sono da meno, vi invito a scoprirli uno a uno, gustandovi questo disco. È un insieme di storie che accompagnano, riempiono, fanno riflettere. Si dice che una canzone funzioni se a un certo punto la ascolti e ti sembra perfetta per il luogo in cui sei, per cosa stai facendo, per le persone che vedi. Provate anche voi, il mio consiglio è: prendete le vostre cuffie, uscite di notte per la vostra città e camminate mentre lo ascoltate. Non rimarrete delusi.
Complimenti ad Aurora, sintonizzatevi sui suoi canali social per scoprire le date del tour di presentazione e per conoscerla meglio.

Tracklist
01. In the Landscape
02. Oceans Between Us
03. Human Being
04. The One Who Fell Instead
05. Rhythm and Sound
06. A Way for Me
07. Changing for You
08. What You Knew Before
09. My Heart, My Mind, My Hand
10. So Many Things