Gli Scordati di Joe – Vol. 23

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Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Articolo di Giovanni Carfì

Sarah Walk

Pianista e cantautrice di Minneapolis, arriva finalmente al grande pubblico con il primo album. Un esordio lungo e anticipato da ben cinque singoli, ma l’attesa è ripagata appieno fin dalle prime note; arrangiamenti piacevoli e diretti, senza troppe complicazioni e aggiunte. Una voce che racconta e interpreta il proprio sentire, in un susseguirsi di melodie dallo spirito rock e da momenti più delicati.

 

Chiara White

Origini fiorentine ed un cognome preso in prestito dalla madre, scienziata di giorno e musicista di notte. Ambivalente, come il titolo scelto, due parole fuse insieme per esprimere ciò che raccoglie nei suoi viaggi. Sensazioni lineari e verticali, narrate ispirandosi ad un cantautorato italiano, ma con approccio e ispirazioni diverse, e sostenuta da arrangiamenti ricchi e suonati con gusto, incorniciando il tutto in una cartolina.

 

Cumino

Loro sono Luca Vicenzi (chitarrista e sperimentatore sonoro, scrittore) e Davide Cappelletti (polistrumentista e producer di musica elettronica). Fin qui è semplice, poi le cose si complicano, aggiungono suoni, chitarre, synth, ispirazioni evocative e cinematografiche, ma fortunatamente tutto in armonia. Un viaggio dove poter trovare e sentire tutto e l’opposto, in un equilibrio musicale che rapisce.

 

Erica Mou

Nuovo lavoro per quest’artista che ha già avuto modo di dare e ricevere meriti. Una scrittura piacevole e diretta, dove l’ironia conduce e accompagna l’ascoltatore in un viaggio narrazione, dove (come dice l’autrice) la prima parte è il viaggio d’andata, dove cerca di “mettere ordine”, per poi arrivare “sulla luna”, per trovar così leggerezza e un punto di vista inusuale; la musica ne è lo specchio, leggera e solare.

 

 

 

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