Articolo e immagini sonore di Stefania D’Egidio

Giovedì 3 maggio il Santeria Social Club si è tirato a lucido per accogliere il bravissimo pianista di origini napoletane Remo Anzovino; una veste insolita per il locale, con sedie e luci soffuse, abituata a vederlo gremito di giovani che sgomitano per arrivare alla prima fila o che pogano selvaggiamente ai concerti rock.

Entro nella sala quasi con timore reverenziale, c’è un silenzio inusuale e il pubblico stranamente “disciplinato”, mi posiziono in prima fila, sul palco solo il pianoforte e un microfono. Puntualissimo Anzovino fa il suo ingresso in sala e si posiziona davanti allo strumento. Inizia il concerto e subito veniamo rapiti dalle note che scorrono veloci sotto le sue dita, ho quasi paura a scattare fotografie per non rovinare con il click della mia Canon l’atmosfera che si è creata, così mi allontano dalla prima fila per guadagnare le retrovie. La bellezza delle melodie è tale che sembra di essere trascinati all’interno di un film in cui ognuno di noi può interpretare la parte che vuole, senza timore di essere giudicati, percorrendo tutti insieme un viaggio dalla notte al giorno in cui le note si mescolano alle luci e, all’improvviso, sembra quasi di non essere più all’interno di un locale milanese, ma sotto un cielo stellato a contemplare la bellezza della vita, in tutte le sue contraddizioni, e della natura.

Tra una canzone e l’altra Anzovino ci racconta come sia importante questa serata per lui e  come lo sia stata Milano, la città in cui ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza e in cui ha fatto il suo primo concerto importante, come sono nate le canzoni, spesso frutto di una riflessione sulle condizioni e sui rapporti umani, che derivano anche dalla sua professione di avvocato penalista.

Via via ripropone i brani più significativi dell’album Nocturne del 2017, tra cui la bellissima Halleluja, una sorta di preghiera laica che, come ci ha raccontato l’autore, è venuta fuori da sé una mattina come se fosse stata sempre dentro di lui e così è stata incisa, senza alcuna modifica.

Una scaletta ricchissima quella proposta da Anzovino con ben 12 canzoni tratte da Nocturne, 3 da L’alba dei tram del 2015, Igloo e No smile del 2013, e poi le quattro colonne sonore realizzate per i documentari Canto alla Durata – Omaggio a Peter Handke, Fight for Freedom – Tribute to Muhammad Ali, Van Gogh – tra il grano e il cielo e Hitler contro Picasso e gli altri, frutto della sua collaborazione con la Nexo Digital.

La serata si conclude con The Stars, un inno non alle stelle del cielo, ma bensì a quelle persone che entrano dentro di noi e, nel bene o nel male, vi continuano a brillare per sempre, Metropolitan e Tabù, con un finale in cui il pubblico finalmente si scioglie accompagnando il ritmo della musica con il battere delle mani.

Una serata ricca di emozioni quella di giovedì sera e da profana del genere sono rimasta molto colpita, non solo dalla bravura e dal talento indiscutibili di Anzovino, ma soprattutto dalla sua umanità e dalla capacità di abbattere la distanza che c’è di solito tra artista e pubblico, concedendosi al termine del concerto ai suoi fans per una stretta di mano e qualche chiacchiera.

Questa la setlist completa:
Manhattan 5 AM
Canto alla Durata
Estasi
Nocturne in Tokyo
Cammino nella notte
Galilei
Miss you
Storm
Empty house
Igloo
Halleluja
Universi
I’m not leaving
Instanbul
Vincent
The Innocents
No smile
Still raining
The stars
Metropolitan
Tabù