Note di merito per album passati distrattamente in secondo piano, ma meritevoli di un loro piccolo spazio. Nell’impossibilità di raccontare tutto ciò che viene prodotto, una selezione di dischi con confronti senza vincitori, né punteggi; ma con la presunzione di restituire una sensazione il più immediata possibile, attraverso un’analisi che va oltre le solite stellette.

Articolo di Giovanni Carfì

TheNecks 1

The Necks

Loro arrivano dall’Australia e non sono proprio dei novellini; hanno all’attivo 20 album tra studio e live. Eccoli con il nuovo lavoro composto da un unico brano, completamente strumentale e d’impatto, della durata di quasi un’ora. Sperimentale, Jazz, Alternative e improvvisazione/ossessione, in un crescendo lungo e stretto come un corridoio, dove il tintinnio dei piatti vi accompagnerà per tutto il tempo.

 

JohnMalKovitch! 2

John Malkovitch!

Quattro tracce, registrate dal vivo e frutto di lunghe jam session. Un lavoro che non risulta allegrissimo, ma probabilmente non ne ha l’intenzione. Gli strumenti si fondono in un vento sonoro, fatto di chitarre distorte e non, che insieme a basso e batteria corrono parallele tra loro, fino a prendersi piccoli momenti di respiro, aggiungendo melodie cadenzate e sospese.

 

AneBrun 3

Ane Brun

Nuovo lavoro live della cantante e autrice Ane Brun. In collaborazione con “The Swedish Radio Symphony Orchestra”, produce un disco molto ricco, dove interpreta numerosi brani dal sapore etnico, con atmosfere teatrali ed evocative. Il tutto grazie alla sua voce sottile, ma incisiva al tempo stesso, che ben si adatta di volta in volta alle varie tracce.

 

Hailu 4

Hailu Mergia

Dall’Etiopia alle strade di Washington DC, anzi per l’esattezza dentro ad un taxi. Scappato negli anni 80 da un paese difficile, approda con la sua band negli Stati Uniti. Aveva già pubblicato altri lavori, ma questo arriva sulla lunga distanza, con all’interno sensazioni e ricordi contrastanti. Ottimo musicista e compositore, per sei tracce Jazz, dove il calore della sua terra è sempre in primo piano.

 

Analisi 5