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Articolo di Manuel Gala

“I’m your lover, I’m your zero”

William Patrick Corgan (Billy per noi mortali) ci prova a ripartire da zero, dalle origini. Lo fa tentando di rimettere in piedi la sua creazione nata nei locali underground di Chicago nel lontano 1988, riassemblando i cocci e i frammenti di una vita.
Sì signori…ladies and gentlemen…che la vera reunion degli SMASHING PUMPKINS abbia inizio!

Preceduto da un mega tour che ha toccato anche il nostro paese, Billy e soci hanno dato alla luce “Shiny and oh so Bright, vol.1 No past, no future, no sun”.
Un messaggio per tutti insomma: siamo tornati, siamo qui ora, senza pensare a cosa eravamo e tanto meno a cosa saremo.

Il recente passato non fa presagire nulla di buono fra progetti ambiziosi naufragati (Zwan e Teargarden by Kaleidoscope), dischi solisti parzialmente riusciti (The future embrace e Ogilala) e pseudo reunion che hanno, di fatto, dato alla luce album non proprio rimasti nei cuori dei fan (Zeitgeist, Oceania e Monuments to an Elegy).

Con piacere raccolgo la sfida dell’ascolto domandandomi:

“Cosa avrà mai regalato a noi orfani di Bullet with butterfly wings e Everlasting gaze? Un ottimo album o solo infinite sadness”?.

Il disco contiene 8 tracce e viene aperto da Knights of Malta, ballad dal sapore e retrogusto che sa molto di Adore 2.0 con in sottofondo violini stile Verve nel loro pezzo celebre History del 1995.
Non propriamente l’entrata potente che ci si aspettava, ma chi ha ascoltato l’ultimo Corgan si è definitivamente reso conto che i tempi cupi di The world is a vampire, sono un lontano ricordo. Il pezzo è pervaso da una vena malinconica e mistica con un coro in sottofondo che fa della canzone uno dei pezzi più belli dell’album.

Il nuovo Billy è più maturo, meno diretto e meno rivoluzionario. È diventato un cantautore, capace ancora di far emozionare con la sua voce inconfondibile (Travels, Alienation, With sympathy) e di far riaffiorare a tratti, la sua rabbia nascosta (Marchin’ on, Seek and you shall destroy) con quel rock che cercavamo, ma che solo a tratti ormai viene espresso dalle sue corde vocali affaticate da anni di duro lavoro; fatica mista a passione nel cantare le sue creature, figlie della penna e del disagio sociale.

Solara è un concentrato di riff belli cattivi come ai vecchi tempi, quando l’anima dark e silenziosa di James Iha, li dipingeva sulle corde della sua chitarra e Billy sfoderava, con le sue urla e la sua voce tagliente, tutto il suo carisma e la sua essenza come pennellate profonde. Crea in me sinceramente un po’ di nostalgia ripensando ai fasti del passato.
I’m here to stay” recita un verso del brano; la voglia di esserci e di far capire che la band ha ritrovato la sua strada, e lui, la vena artistica.

Silvery Sometimes (Ghosts), secondo singolo estratto, è subito di impatto. La ascolti i primi 10 secondi e non puoi non esclamare: “ma questa è 1979”! Sembra veramente la versione alternativa del celebre singolo estratto da Mellon Collie del 1995. Si presenta molto orecchiabile e semplice, in sostanza un singolo da far girare nelle radio che rimane facilmente in testa. “Vengono i regni nel mio regno” è la strofa ad effetto del brano; la band si sente ancora padrona del palco e del panorama musicale.

Il signor Corgan, sì lui, Billy, ha parzialmente vinto la sua personale sfida.

Non sarà probabilmente il disco della rinascita, ma lui ha decisamente voglia ancora una volta di farci volare con la mente chissà dove, magari ancora sulla luna, su quella luna che grazie al video di Tonight Tonight li ha portati ancora più su, nell’Olimpo dei maledetti del rock.

Tracklist:
01. Knights of Malta
02. Silver Sometimes (Ghosts)
03. Travels
04. Solara
05. Alienation
06. Marchin’On
07. With Sympathy
08. Seek and You Shall Destroy