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Manuel Gala

Fontaines D.C. – A Hero’s Death (Partisan Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Avete presente quando nei reality il pubblico decide la sorte di una gara? Ecco, a questo giro dico io stop al televoto… nel senso che non ce n’è proprio bisogno. Il titolo di miglior rivelazione dell’anno è stato assegnato senza avversari.
I ragazzi irlandesi con la passione per la poesia ed il cinema (prendono il nome dal personaggio Johnny Fontane tratto dal film Il Padrino), aggiungono la sigla Dublin City e coniano il loro nome Fontaines DC.

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Bush – The Kingdom (BMG, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Ad essere sinceri non sembrano passati 26 anni dal fortunato debutto di Sixteen Stone. Il tempo sembra essersi fermato davanti allo Sheperd’s Bush (storico club di Londra da cui prende il nome la band) in attesa che il gruppo salisse su quel palco. Eppure non deve essere stato facile per Gavin Rossdale tirare su una band da sempre sottoposta a continue critiche, travolti da etichette come copia poco originale dei Nirvana.

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DMA’S – The Glow (Infectious Music, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

E se potessimo trasportare un genere musicale da un continente all’altro e per un momento sognare? Poter prendere per mano il britpop e fare il giro del mondo (e un discreto salto in avanti nel tempo) per arrivare in Australia e scoprire che le origini possono rivivere pur non rimanendo entro i confini. Succede che James Cook (esploratore inglese) ci aveva visto giusto nel navigare fino a vedere le terre del continente oceanico in tutto il suo splendore e, centinaia di anni dopo, la storia si ripete a livello musicale.

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Green Day – Father of All Motherfuckers – (Reprise, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Ancora mi chiedo come un album intitolato letteralmente “Cacca” (Dookie) sia riuscito a vendere oltre 15 milioni di copie nel mondo. Potere del rock e di quei 3 istrionici furbacchioni dalla carica esplosiva che pochi esseri umani possono vantare.
E fu così che Billie Joe Armstrong, Mike Dirnt e Tré Cool diedero inizio alla favola punk rock americana dei Green Day, piantando la bandierina sul pianeta Terra in segno di conquista. E non poteva essere altrimenti con un frontman dal cognome che ha fatto storia.

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Sunset Sons – Blood Rush Déjà Vu (Bad Influence, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Il primo ascolto è un po’ come il primo bacio; non si scorda mai! Ed è impossibile non ricordarsi delle prime note di Superman, brano di apertura del nuovo album dei Sunset Sons, dal titolo che sembra un mix tra futurismo e Sci-Fi, Blood Rush Déjà Vu.
Già, le prime note potrebbero far pensare ad un ritorno dei Kings of Leon in grande stile; le sonorità simili e la voce a dir poco uguale al cantante Caleb Followill, fanno da preludio ad un bel lavoro in studio, senza però intaccare il loro spirito ribelle e unico.

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Hozier – Wasteland, Baby! (Rubyworks, Island Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Un album assolutamente da avere nel proprio bagaglio culturale, nel proprio bagaglio fisico, pronti per una destinazione ignota al genere umano. Stavolta inizierò a ritroso, come nel film Il curioso caso di Benjamin Button, perché è ciò che farete anche voi tutti, ascoltando questo indimenticabile capolavoro di Hozier. Il seguito dell’omonimo lavoro uscito nel 2014 si rivela un turbinio di emozioni pronte a sconvolgere l’animo dell’ascoltatore.

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Badflower – Ok, I’m Sick (Big Machine, John Varvatos, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Sembra di stare in un vortice di emozioni controverse, di roteare senza freni mentre un uragano ti porta via. Potremmo ritrovarci poi tutti in uno squallido bar, seduti al bancone, tenendo ferma la bottiglia di whisky lasciata dal proprietario in gentile concessione, mentre continuiamo a riempire il piccolo bicchiere della vita, nella speranza di ritrovarla.

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The S.L.P. – The S.L.P. (Columbia records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Frugando fra i vari ricordi, mi viene alla mente una strofa del grande De Gregori che recitava proprio così “e andiamo a Genova coi suoi spiriti musicali/a Genova coi suoi svincoli musicali”.
Parte proprio dalla città ligure la storia di Sergio Lorenzo Pizzorno, in arte Serge, col nonno paterno che da Genova parte per raggiungere Leicester e stabilirsi in Inghilterra. La passione per il calcio e per il Genoa inculcata dallo zio, ha portato il musicista ad avere sempre un occhio di riguardo per il bel paese.

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Liam Gallagher – Why Me? Why Not (Warner Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Dove eravamo rimasti?
Ah si, As you were di Liam batte Who built the moon? degli High flying birds di Noel 1 a 0 e palla al centro, come direbbero i 2 fratelloni tifosi del Manchester City.
Ma se è la fede calcistica ad unirli, non si può dire lo stesso del sangue… Tante le diatribe familiari e troppe le rivalità, sfociate in quel maledetto 29 agosto 2009 a Parigi, quando la chitarra che aveva accompagnato Noel durante tutti i live intorno al mondo (All around the world) si infranse in mille pezzi sul suolo francese, scagliata con una tale violenza da Liam che quel gesto segnò il punto di non ritorno.

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