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Manuel Gala

Jaded Hearts Club – You’ve Been Always Here (Infectious, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

”Venghino signori, lo spettacolo sta per cominciare e sarà unico, sensazionale, un super gruppo rock senza precedenti che vi lascerà a bocca aperta”.
Onestamente ci speravo ma non credevo potesse accadere realmente: una band composta nell’ordine da Miles Kane (Last Shadow Puppets), Matt Bellamy (Muse), Nic Cester (Jet), Graham Coxon (Blur), Jamie Davies e Sean Payne (The Zutons). Un progetto nato nel più classico dei modi, una mega festa a Los Angeles nel 2018, per riportare in vita i classici soul degli anni 60 e per celebrare l’album più eclettico dei Fab Four (Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band) da cui prende il nome il gruppo.

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Blues Pills – Holy Moly! (Nuclear Blast, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

C’era una volta il blues che arrivava dritto dall’oltreoceano, coi suoi lamenti e le sue note struggenti, per far calare un velo di tristezza e di senso di colpa sui cuori musicali degli estimatori del genere. D’altronde il genere nasce dall’espressione “to have the blue devils”, che significa essere agitati, depressi e tristi, ed in qualche modo ricalca lo stato d’animo dei pionieri del blues, gli schiavi afroamericani del sud degli Stati Uniti.

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Biffy Clyro – A Celebration Of Endings (Warner Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Non so se ci sia un gruppo che abbia fatto più gavetta degli scozzesi Biffy Clyro, ma di certo loro ne hanno fatta in abbondanza. Hanno aperto concerti per chiunque (Muse, Red Hot Chili Peppers, Rolling Stones, Linkin Park e Bon Jovi), hanno sfoderato album uno dopo l’altro arrivando al successo in modo graduale, senza particolari exploit del caso, ma guadagnandosi pubblico e critica sul campo. Ma andiamo con ordine…

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Fontaines D.C. – A Hero’s Death (Partisan Records, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Avete presente quando nei reality il pubblico decide la sorte di una gara? Ecco, a questo giro dico io stop al televoto… nel senso che non ce n’è proprio bisogno. Il titolo di miglior rivelazione dell’anno è stato assegnato senza avversari.
I ragazzi irlandesi con la passione per la poesia ed il cinema (prendono il nome dal personaggio Johnny Fontane tratto dal film Il Padrino), aggiungono la sigla Dublin City e coniano il loro nome Fontaines DC.

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Bush – The Kingdom (BMG, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Ad essere sinceri non sembrano passati 26 anni dal fortunato debutto di Sixteen Stone. Il tempo sembra essersi fermato davanti allo Sheperd’s Bush (storico club di Londra da cui prende il nome la band) in attesa che il gruppo salisse su quel palco. Eppure non deve essere stato facile per Gavin Rossdale tirare su una band da sempre sottoposta a continue critiche, travolti da etichette come copia poco originale dei Nirvana.

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DMA’S – The Glow (Infectious Music, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

E se potessimo trasportare un genere musicale da un continente all’altro e per un momento sognare? Poter prendere per mano il britpop e fare il giro del mondo (e un discreto salto in avanti nel tempo) per arrivare in Australia e scoprire che le origini possono rivivere pur non rimanendo entro i confini. Succede che James Cook (esploratore inglese) ci aveva visto giusto nel navigare fino a vedere le terre del continente oceanico in tutto il suo splendore e, centinaia di anni dopo, la storia si ripete a livello musicale.

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Green Day – Father of All Motherfuckers – (Reprise, 2020)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Ancora mi chiedo come un album intitolato letteralmente “Cacca” (Dookie) sia riuscito a vendere oltre 15 milioni di copie nel mondo. Potere del rock e di quei 3 istrionici furbacchioni dalla carica esplosiva che pochi esseri umani possono vantare.
E fu così che Billie Joe Armstrong, Mike Dirnt e Tré Cool diedero inizio alla favola punk rock americana dei Green Day, piantando la bandierina sul pianeta Terra in segno di conquista. E non poteva essere altrimenti con un frontman dal cognome che ha fatto storia.

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Sunset Sons – Blood Rush Déjà Vu (Bad Influence, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Il primo ascolto è un po’ come il primo bacio; non si scorda mai! Ed è impossibile non ricordarsi delle prime note di Superman, brano di apertura del nuovo album dei Sunset Sons, dal titolo che sembra un mix tra futurismo e Sci-Fi, Blood Rush Déjà Vu.
Già, le prime note potrebbero far pensare ad un ritorno dei Kings of Leon in grande stile; le sonorità simili e la voce a dir poco uguale al cantante Caleb Followill, fanno da preludio ad un bel lavoro in studio, senza però intaccare il loro spirito ribelle e unico.

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Hozier – Wasteland, Baby! (Rubyworks, Island Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Un album assolutamente da avere nel proprio bagaglio culturale, nel proprio bagaglio fisico, pronti per una destinazione ignota al genere umano. Stavolta inizierò a ritroso, come nel film Il curioso caso di Benjamin Button, perché è ciò che farete anche voi tutti, ascoltando questo indimenticabile capolavoro di Hozier. Il seguito dell’omonimo lavoro uscito nel 2014 si rivela un turbinio di emozioni pronte a sconvolgere l’animo dell’ascoltatore.

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