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Voci fuori dal coro

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Manuel Gala

Badflower – Ok, I’m Sick (Big Machine, John Varvatos, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Sembra di stare in un vortice di emozioni controverse, di roteare senza freni mentre un uragano ti porta via. Potremmo ritrovarci poi tutti in uno squallido bar, seduti al bancone, tenendo ferma la bottiglia di whisky lasciata dal proprietario in gentile concessione, mentre continuiamo a riempire il piccolo bicchiere della vita, nella speranza di ritrovarla.

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The S.L.P. – The S.L.P. (Columbia records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Frugando fra i vari ricordi, mi viene alla mente una strofa del grande De Gregori che recitava proprio così “e andiamo a Genova coi suoi spiriti musicali/a Genova coi suoi svincoli musicali”.
Parte proprio dalla città ligure la storia di Sergio Lorenzo Pizzorno, in arte Serge, col nonno paterno che da Genova parte per raggiungere Leicester e stabilirsi in Inghilterra. La passione per il calcio e per il Genoa inculcata dallo zio, ha portato il musicista ad avere sempre un occhio di riguardo per il bel paese.

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Liam Gallagher – Why Me? Why Not (Warner Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Dove eravamo rimasti?
Ah si, As you were di Liam batte Who built the moon? degli High flying birds di Noel 1 a 0 e palla al centro, come direbbero i 2 fratelloni tifosi del Manchester City.
Ma se è la fede calcistica ad unirli, non si può dire lo stesso del sangue… Tante le diatribe familiari e troppe le rivalità, sfociate in quel maledetto 29 agosto 2009 a Parigi, quando la chitarra che aveva accompagnato Noel durante tutti i live intorno al mondo (All around the world) si infranse in mille pezzi sul suolo francese, scagliata con una tale violenza da Liam che quel gesto segnò il punto di non ritorno.

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The Black Keys – Let’s Rock (Nonesuch Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Una storia pura, semplice, di quelle classiche da film.
Due amici, una cantina e un registratore a far da cornice a Dan Auerbach e Patrick Carney, nati e cresciuti nella cittadina di Akron, uniti dal destino quasi per caso. Nel 2001 Dan prenota lo studio di registrazione per la sua band, i The Barnburners, ma dei componenti non si presenta nessuno. Così Pat prende la palla al balzo, come quei treni della vita da prendere assolutamente, e scende le scale del suo scantinato, prende due bacchette e inizia una jam session rullando sulla batteria improvvisando e dando vita alla prima canzone targata Black Keys.

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The Racounters – Help Us Stranger (Third Man Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

“Chi lascia la strada vecchia per quella nuova… sa quel che lascia ma non sa quel che trova”. Questo succede atutti i comuni mortali, ma se ti chiami Jack White, può accadere di tutto, anche di ritrovarsi su quel percorso interrotto bruscamente 11 anni fa con i suoi Raconteurs. Il duo terribile di Detroit (White e Benson) si è concessa una lunga pausa, ma la linea diretta, il cordone ombelicale che li ha sempre legati non è stato mai tagliato.
Hanno ritrovato gli amici di vecchia data (Jack Lawrence e Patrick Keleer) con quali avevano fatto fortune nel 2006 all’esordio di Broken Boy Soldier, e hanno ricominciato a scrivere senza sosta come ai bei tempi. In tutto questo, White ha fatto il bello e il cattivo tempo come suo solito; il menestrello del rock ha svestito e rivestito i panni della Rockstar a suo piacimento senza legami e vincoli, calando il sipario sui White Stripes e aggiungendo al suo curriculum il progetto Dead Weather (di cui fa parte anche Jack Lawrence), oltre alla sua maniacale voglia di sbalordire e stupire il circo del rock con i suoi 3 gioielli da solista.

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Thom Yorke – Anima (XL Recordings, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Il colore è un mezzo per esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde” (Vasilij Kandinskij).

Dipinge anime contorte Thom Yorke, come se cadessero da grattacieli, giù verso il vortice della paura, dell’incertezza quotidiana. Dipinge linee frammentate con i suoi loop magistralmente indirizzati verso l’ignoto dal suo fidato amico Nigel Godrich, ispirandosi al consumismo e alle multinazionali, alla dura realtà che pone l’uomo schiavo della tecnologia.

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Giant Rooks – Wild Stare (Virgin Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Se andassimo a ripescare indietro nel tempo quello che ha sfornato il mercato discografico tedesco negli ultimi anni, proveremmo un misto fra nostalgia per i nostri primi anni in discoteca, e qualche brivido lungo la schiena per la pochezza e povertà di idee rock, sbocciate a livello mondiale con i Guano Apes e ovviamente i Rammstein (vi prego non tirate in ballo i Tokyo Hotel). Il vento sta cambiando anche nella più spavalda Germania grazie a nuove sonorità più strutturate e più vicine all’immaginario collettivo di band europea piuttosto che classica musica tecno ormai datata (anche se parlando degli Scooter mi scende giusto una lacrima a ricordare la mia tamarra gioventù).

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The Amazons -Future Dust (Fiction Record, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Un aggettivo per descriverli? Esplosivi!!
A quasi tutte le band e gli artisti che non si fermano all’esordio, tocca la fatidica prova della vita, ovvero superare le aspettative dell’album di debutto. Molti crollano e altri rimangono nell’anonimato. Loro non sono tra questi! Gli inglesi The Amazons, di Reading, non si sono fatti trovare impreparati e hanno tramutato il loro essere animali da palcoscenico, in animali da studio discografico, in una sorta di traslazione naturale di crescita interiore fatta di progetti e di idee marchiate a fuoco sul pentagramma.

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Fantastic Negrito – @ Circolo Magnolia – Milano, 12 giugno 2019, [opening Superdownhome]

L I V E – R E P O R T


Articolo di Manuel Gala, immagini sonore di Mairo Cinquetti

Brillano le stelle in questa notte carica di energia e spensieratezza al Circolo Magnolia di Milano. Le prime ad apparire sono Arturo, una delle stelle più luminose del cielo, una gigante arancione che, proseguendo lungo il timone del carro, arriva fino all’Orsa Maggiore, facendo da contorno ad una luna speciale, grande e luminosa come l’attesa che pervade le vene delle persone presenti. È la serata della rinascita blues, del live atteso come aria pura da respirare in una città piena di smog. È la serata di Fantastic Negrito e del suo viaggio nel mondo della black music in tutte le sue sfaccettature. Nato nel 1968 in Massachusetts, Xavier Amin Dphrepaulezz (aka Fantastic Negrito) è l’ottavo di 15 figli cresciuti da un padre molto severo e profondamente religioso. La musica lo ha salvato dalla strada, dalle droghe e dallo spaccio, dalle pistole e dalla rivalità fra gang. Ha imparato a vivere da solo e a cavarsela senza aiuti, studiando musica di nascosto. E credetemi, sul palco sembra tutto fuorché un autodidatta. Ma andiamo con ordine.

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