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Manuel Gala

The Black Keys – Let’s Rock (Nonesuch Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Una storia pura, semplice, di quelle classiche da film.
Due amici, una cantina e un registratore a far da cornice a Dan Auerbach e Patrick Carney, nati e cresciuti nella cittadina di Akron, uniti dal destino quasi per caso. Nel 2001 Dan prenota lo studio di registrazione per la sua band, i The Barnburners, ma dei componenti non si presenta nessuno. Così Pat prende la palla al balzo, come quei treni della vita da prendere assolutamente, e scende le scale del suo scantinato, prende due bacchette e inizia una jam session rullando sulla batteria improvvisando e dando vita alla prima canzone targata Black Keys.

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The Racounters – Help Us Stranger (Third Man Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

“Chi lascia la strada vecchia per quella nuova… sa quel che lascia ma non sa quel che trova”. Questo succede atutti i comuni mortali, ma se ti chiami Jack White, può accadere di tutto, anche di ritrovarsi su quel percorso interrotto bruscamente 11 anni fa con i suoi Raconteurs. Il duo terribile di Detroit (White e Benson) si è concessa una lunga pausa, ma la linea diretta, il cordone ombelicale che li ha sempre legati non è stato mai tagliato.
Hanno ritrovato gli amici di vecchia data (Jack Lawrence e Patrick Keleer) con quali avevano fatto fortune nel 2006 all’esordio di Broken Boy Soldier, e hanno ricominciato a scrivere senza sosta come ai bei tempi. In tutto questo, White ha fatto il bello e il cattivo tempo come suo solito; il menestrello del rock ha svestito e rivestito i panni della Rockstar a suo piacimento senza legami e vincoli, calando il sipario sui White Stripes e aggiungendo al suo curriculum il progetto Dead Weather (di cui fa parte anche Jack Lawrence), oltre alla sua maniacale voglia di sbalordire e stupire il circo del rock con i suoi 3 gioielli da solista.

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Thom Yorke – Anima (XL Recordings, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Il colore è un mezzo per esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde” (Vasilij Kandinskij).

Dipinge anime contorte Thom Yorke, come se cadessero da grattacieli, giù verso il vortice della paura, dell’incertezza quotidiana. Dipinge linee frammentate con i suoi loop magistralmente indirizzati verso l’ignoto dal suo fidato amico Nigel Godrich, ispirandosi al consumismo e alle multinazionali, alla dura realtà che pone l’uomo schiavo della tecnologia.

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Giant Rooks – Wild Stare (Virgin Records, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Se andassimo a ripescare indietro nel tempo quello che ha sfornato il mercato discografico tedesco negli ultimi anni, proveremmo un misto fra nostalgia per i nostri primi anni in discoteca, e qualche brivido lungo la schiena per la pochezza e povertà di idee rock, sbocciate a livello mondiale con i Guano Apes e ovviamente i Rammstein (vi prego non tirate in ballo i Tokyo Hotel). Il vento sta cambiando anche nella più spavalda Germania grazie a nuove sonorità più strutturate e più vicine all’immaginario collettivo di band europea piuttosto che classica musica tecno ormai datata (anche se parlando degli Scooter mi scende giusto una lacrima a ricordare la mia tamarra gioventù).

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The Amazons -Future Dust (Fiction Record, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Un aggettivo per descriverli? Esplosivi!!
A quasi tutte le band e gli artisti che non si fermano all’esordio, tocca la fatidica prova della vita, ovvero superare le aspettative dell’album di debutto. Molti crollano e altri rimangono nell’anonimato. Loro non sono tra questi! Gli inglesi The Amazons, di Reading, non si sono fatti trovare impreparati e hanno tramutato il loro essere animali da palcoscenico, in animali da studio discografico, in una sorta di traslazione naturale di crescita interiore fatta di progetti e di idee marchiate a fuoco sul pentagramma.

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Fantastic Negrito – @ Circolo Magnolia – Milano, 12 giugno 2019, [opening Superdownhome]

L I V E – R E P O R T


Articolo di Manuel Gala, immagini sonore di Mairo Cinquetti

Brillano le stelle in questa notte carica di energia e spensieratezza al Circolo Magnolia di Milano. Le prime ad apparire sono Arturo, una delle stelle più luminose del cielo, una gigante arancione che, proseguendo lungo il timone del carro, arriva fino all’Orsa Maggiore, facendo da contorno ad una luna speciale, grande e luminosa come l’attesa che pervade le vene delle persone presenti. È la serata della rinascita blues, del live atteso come aria pura da respirare in una città piena di smog. È la serata di Fantastic Negrito e del suo viaggio nel mondo della black music in tutte le sue sfaccettature. Nato nel 1968 in Massachusetts, Xavier Amin Dphrepaulezz (aka Fantastic Negrito) è l’ottavo di 15 figli cresciuti da un padre molto severo e profondamente religioso. La musica lo ha salvato dalla strada, dalle droghe e dallo spaccio, dalle pistole e dalla rivalità fra gang. Ha imparato a vivere da solo e a cavarsela senza aiuti, studiando musica di nascosto. E credetemi, sul palco sembra tutto fuorché un autodidatta. Ma andiamo con ordine.

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Against The Current – 01/06/19 @Legend Club (Milano)

L I V E – R E P O R T


Articolo di Manuel Gala

La serata al Legend Club di Milano si preannuncia particolarmente calda. L’estate è arrivata e le ventole che girano vorticose sopra i fan accalcati in prima fila non sono sufficienti ad alleviare la totale mancanza di aria, ma nulla potrebbe farci schiodare dal nostro posto, trepidanti e in attesa che la serata abbia finalmente inizio. Alle ore 21 in punto, entrano in scena gli Halflives, band emiliana capitanata dalla frontman e vocalist Linda Battilani, pronti per scaldare il pubblico (qualora ce ne fosse bisogno) e farlo saltare con tanto di birra alla mano, al ritmo delle loro hit made in English. In generale una buona prova per il gruppo nei 40 minuti a loro disposizione, con alcune discrete intuizioni sonore e un’acustica che purtroppo li ha penalizzati notevolmente soprattutto nei giri di basso.

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Jon Bryant – Cult Classic (Nettwerk, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Svegliarsi in paradiso stropicciandosi gli occhi per la lunga dormita, accorgersi di essere circondato da un popolo strano discendente da Woodstock, in attesa che la star entri in scena. Ecco che dall’alto inizia a scendere verso di noi una nuvola, iniziano le prime note e una voce celestiale comincia a cantare. Appare in una luce divina il magico mondo di Jon Bryant, come nella copertina del suo nuovo album Cult Classic; angelico nello sguardo ma con l’animo maledetto, come d’altronde deve essere una star del circuito che si rispetti.
33 anni (ma guarda un po’), nato ad Halifax, la voce più ammaliante e penetrante del Canada fornisce una prova di maturità che non può passare inosservata. Avete presente i brividi lungo la schiena che vi hanno accompagnato nell’ascolto del pluripremiato album di Bon Iver? Si esatto, proprio quello con la meravigliosa Holocene! Ok ora immaginatelo mentre si diletta con testi e musica made in Australia dei Tame Impala in versione zucchero a velo e gocce di malinconia.

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Lucy Spraggan – Today Was A Good Day (Cooking Vinyl Limited, 2019)

R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

Chi di noi non si è svegliato una mattina decidendo che quel giorno sarebbe stato un grande giorno? Qualcosa di speciale e magico sarebbe dovuto accadere, un connubio pieno di emozioni e buone sensazioni.
Questo è lo spirito che vuole incanalare nelle nostre vene la ragazza uscita da X Factor UK 2012, la dolce Lucy Spraggan. Nel 2013 la giovane cantante piazza il suo primo album Join the club al numero 7 nella UK album chart facendosi conoscere in tutto il mondo. Di lì a poco avrebbe suonato sul palco dove ogni artista musicale britannico sogna di poter salire ovvero Glastonbury. Un mix perfetto fra il folk della scozzese Amy Mcdonald e il volto rock femminile dell’ultimo decennio in Inghilterra, KT Tunstall. Ascoltando in rotazione le sue canzoni, Lucy si rivela una vera e propria luce in mezzo a tante tenebre musicali, ossessionate dal mercato discografico, a scalare chart e ad aumentare le visualizzazioni sui Social.

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