R E C E N S I O N E


Articolo di Manuel Gala

”Venghino signori, lo spettacolo sta per cominciare e sarà unico, sensazionale, un super gruppo rock senza precedenti che vi lascerà a bocca aperta”.
Onestamente ci speravo ma non credevo potesse accadere realmente: una band composta nell’ordine da Miles Kane (Last Shadow Puppets), Matt Bellamy (Muse), Nic Cester (Jet), Graham Coxon (Blur), Jamie Davies e Sean Payne (The Zutons). Un progetto nato nel più classico dei modi, una mega festa a Los Angeles nel 2018, per riportare in vita i classici soul degli anni 60 e per celebrare l’album più eclettico dei Fab Four (Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band) da cui prende il nome il gruppo.

Nascono così i Jaded Hearts Club, frizzanti come le bollicine di un calice di champagne appena versato, brillanti come la carrozzeria di una Cadillac e stilosi come nemmeno le loro madri avrebbero mai potuto immaginare. Ed allora i ragazzi decidono di dare seguito al loro festoso incontro con una serie di date live e con un album nuovo di pacca, sfornato in studio di registrazione. Prende vita il primo lavoro dei Jaded dal titolo You’ve Been Always Here, perché le radici sono sempre state qui attorno a noi, solo che molte volte non sappiamo apprezzare le origini del panorama musicale che hanno dato vita a ciò che abbiamo oggi.

Su queste basi, il super gruppo prodotto dal leader dei Muse, ha voluto rendere omaggio al passato con un album di cover rivisitate, cercando di avvicinare la generazione del nostro presente, e quella futura, alle emozioni primordiali del soul e del rock. L’intro dell’album è fugace, brillante come il binomio Bellamy/pianoforte visto in molti live, dove il suono classico abbraccia la sua voce sibillina in stile Feelin’ Good, e fa da traino al vero e proprio cuore pulsante del lavoro in studio.

Si passa ad un sound quasi western dal sapore Django Unchained, sulle note introduttive di Reach Out I’ll Be There dei Four Tops, per arrivare poi al suono graffiante della voce di Nic Cester in versione frontman dei Jet come ai bei tempi di Are You Gonna Be My Girl?, con annesso tamburello a sonagli a scandire il ritmo. Si cambia pezzo e si cambia voce nel brano successivo dal titolo Have Love Will Travel dei The Sonics, dove troviamo l’eclettico Miles Kane a celebrare una della tracce più cool dell’intero lavoro, dal ritmo incalzante e dal riff che ricorda molto i Kinks in You Really Got Me.

Uno dei singoli estratti dall’album è Nobody but Me, cover dei The Human Beinz, cantata sempre da Kane, dove ritroviamo le atmosfere di Happy Days, dei magnifici anni 60, dei balli alla Grease e quella voglia di celebrare l’origine del rock che nasce da Elvis e passa per Jerry Lee Lewis. Come non citare il più classico dei classici di Nina Simone, I Put A Spell On You, magistralmente interpretato da Cester, impeccabile alla voce e nella recitazione nell’omonimo video.

Il disco presenta altre chicche di spessore come Money, una pennellata rock che riporta alla mente i 4 di Liverpool, e prosegue con Why When the Love Is Gone, altro brano rock cantato da Cester e arrangiato alla perfezione. La chiusura non poteva che essere affidata a Bellamy, con Fever di Peggie Lee, senza far rimpiangere mai l’originale. Un album divertente ed esilarante, perché in fondo i ragazzi hanno fatto quello per cui vale la pena vivere… festeggiare a suon di champagne le gemme rock del passato.

TRACKLIST
01. We’ll Meet Again (feat. Matt Bellamy)
02. Reach Out I’ll Be There
03. Have Love Will Travel
04. This Love Starved Heart of Mine (It’s Killing Me)
05. Nobody but Me
06. Long and Lonesome Road
07. I Put a Spell on You
08. Money (That’s What I Want)
09. Why When the Love Is Gone
10. Love’s Gone Bad
11. Fever