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Giovanni Tamburino

Elephant Brain – Canzoni da Odiare (Libellula/Believe In, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Giovanni Tamburino

Che un gruppo rock come gli Elephant Brain tiri fuori un disco che mette al centro del mirino la fragilità, l’insicurezza dei millennials italiani, in un momento in cui questa è l’unica forma di rivendicazione rimasta a questa generazione fantasma non sembra una novità. Ciò che invece era meno scontato era che riuscissero a raccontarlo senza scadere nel banale, dando nuova consistenza ad una bandiera che, pur fatta a pezzi, continua a battere.
In uscita l’11 novembre per Libellula/Believe in, Canzoni di odiare è il secondo disco della band perugina, fratelli minori di quei Fast Animals and Slow Kids che li hanno presi sotto la propria ala, sostenendoli anche nella realizzazione dell’album, registrato e mixato dal bassista Jacopo Gigliotti, col master di Giovanni Versari.

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Yungblud – Yungblud (Locomotion/Geffen Records, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Giovanni Tamburino

Sono passati già quattro anni da quando Dominic Harrison ha lanciato la nuova grande epoca del rock per la Gen Z. Dall’esplosione di quel 21st Century Liability nel 2018, l’inarrestabile avanzata dell’eclettico talento britannico ha fatto diventare YUNGBLUD l’ariete con cui, ancora una volta – nel più puro spirito del sacro rock’n’roll – gli ultimi, gli strambi, i freaks, hanno fatto irruzione e reclamato ad altissima voce il loro diritto ad esistere, non perde slancio. Un’evidenza che ha ricevuto l’approvazione delle bestie sacre della chitarra distorta, da Ozzy Osbourne a Dave Grohl, passando per Mick Jagger e Steve Jones.
Piuttosto muta, si trasforma, evolve, raccoglie e rielabora, per poi lanciare lo stendardo ancora più avanti, non fuggendo, ma riplasmando il concetto di identità. Fluidità è un concetto che non rimane ancorato alle questioni di genere, ma diventa un fatto culturale, che permea la nuova generazione che si sta facendo avanti nel mercato musicale e non solo. 

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Qualunque – Shonen (Costello’s Records, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Giovanni Tamburino

Il contrasto tra la voce rauca e il primo verso di Bacino potrebbe già riassumere il concept di Shonen, il nuovo disco di Luca Milani aka Qualunque, uscito per Costello’s il 24 maggio scorso. Dopo l’esordio col botto di Mafalda, il meteo e tutto il resto.
A cavallo tra romanzo di formazione e confessione diaristica, si svolgono episodi, ricordi, pensieri di un novello Holden Caulfield che attinge a piene mani dalla cultura della provincia, tra Umbreon e Attack on Titan. Ad essere imprigionato in un immaginario da cameretta, di sere solitarie sotto il cielo di Legnano, di cuori spezzati, di maratone di anime – per i non addetti ai lavori, lo shonen è un genere di manga destinato ad un pubblico di giovani ragazzi – non rimane più semplicemente lo stereotipato adolescente brufoloso e solipsistico. A parlare è una generazione che ormai sfiora i trent’anni senza che lei, o chi per essa, se ne sia reso conto.

“E dimmi qual è il nostro posto,
che ho quasi trent’anni e non lo trovo”

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Tutti Fenomeni – Privilegio Raro (42 Records / Epic Records Italy, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Giovanni Tamburino

Anche solo partorire l’idea di recensire, spiegare o persino comprendere la produzione di Giorgio Quarzo Guarascio, al secolo Tutti Fenomeni, richiede quella nemmeno troppo velata ironia verso il mondo e – forse soprattutto – se stessi che si potrebbe definire l’unica e sola cifra stilistica della produzione del celebre affiliato della Tauro Gang.
Scostante, annoiato, eccentrico, eclettico. Tutte e nessuna di queste definizioni si possono affibbiare al nuovo prodigio della musica italiana, sotto la bandiera dell’iconica 42 Records e la guida di un altro grande rivoluzionario del pop nostrano: Niccolò Contessa, aka I Cani.
Questo lungo preambolo ha probabilmente come principale scopo quello di una candida ammissione: non si può fare. Non si può pretendere di esaurire in una spiegazione qualcosa che ha come scopo proprio quello di fuggire da qualsivoglia classificazione o etichetta.
Ancora una volta, dopo l’incredibile successo di Merce Funebre, Tutti Fenomeni si prende gioco delle definizioni con Privilegio Raro, uscito per 42 Records e Epic Records Italy il 6 maggio scorso.

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Carlo Corallo – Quando le canzoni finiscono (Osa Lab, 2022)

Articolo di Giovanni Tamburino

Carlo Corallo è un artigiano della parola. È giovane e ha lo sguardo del mastro siciliano, che nella ruvidezza spoglia del tronco e della pietra sta già tracciando architetture e forme che passano da ieri a oggi con la semplicità di un bambino che cresce giorno dopo giorno.
È quasi possibile, col tocco del polpastrello, sentire la levigatura, gli angoli, come ogni parola sia presa, piegata dolcemente e adattata alla forma, al compito che ha all’interno dell’opera.

Le impressioni che già nel 2019 avevano accompagnato il suo primo album Cant’Autorato diventano certezza con l’uscita del suo secondo progetto. Quando le canzoni finiscono è la risposta di Carlo alle sue esigenze personali di narrazione, ma anche una presa di posizione al mondo che lo circonda. In un contesto musicale in cui a cambiare è prima di tutto la modalità di ascolto, la premura di Carlo non è il successo mainstream, ma anzi impone di sedersi con lui. Rallenta, esplora, assapora il gusto di ogni brano, scoprendo livelli di narrazione sempre nuovi, in cui la riflessione, il vissuto, l’onirico e l’istinto coesistono e mutano all’unisono.

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Murubutu – Storie d’amore con pioggia e altri racconti di rovesci e temporali (Glory Hole Records, 2022)

Articolo di Giovanni Tamburino

Il 2022 è – si spera – l’anno definitivo del ritorno alla quotidianità, dei rientri. Tra questi, sicuramente quello scolastico è tra i più attesi. Sembrerebbe quasi di buon auspicio che tale occasione coincida con il ritorno del Professor Mariani, aka Murubutu, che torna sulla cattedra con il suo settimo disco.
Storie d’amore con pioggia e altri racconti di rovesci e temporali palesa già se e come questo nuovo album – sempre con Glory Hole Records – si configuri rispetto ai suoi predecessori. Un nuovo capitolo della sua saga di antologie musicali, del dialogo tra hip hop e letteratura che vede come concept, protagonista, prima spettatrice, narratrice, la pioggia stessa, in grado di incupire, punire, purificare le forze della storia.

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Cara Calma – Gossip! (Piuma Dischi, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Giovanni Tamburino

Il 14 gennaio 2022 tornano i Cara Calma con Gossip!, il loro terzo album in uscita con Piuma Dischi, con cui si confermano ancora una volta come unicum nel panorama musicale italiano. I quattro ragazzi del bresciano restano araldi di quella genuina e lacerante emo attitude che non appartiene più solo allo strano periodo dell’adolescenza di cui ogni millennial porta i segni come medaglie al valore.
Tra abbandono, delusioni e denti stretti, Gossip! è il disco della presa di consapevolezza, della presa di coscienza del proprio lavoro come band e del mondo che li circonda.

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Musica e riscatto: l’intervista ai Cara Calma per l’uscita di GOSSIP!

I N T E R V I S T A


Articolo di Giovanni Tamburino

Il 14 gennaio uscirà per Piuma Dischi GOSSIP!, il terzo lavoro in studio dei Cara Calma. Un disco che ai lividi e ai denti stretti, che da sempre accompagnano il sound della band, affianca lo sguardo di chi è cresciuto. Lo smalto è intatto e il cuore in pezzi, aperto così che tutti possano vederlo attraverso le chitarre distorte e le lyrics graffiate.
La consapevolezza di sé e del mondo che li circonda, in particolare del marketing ormai endemico nella scena musicale, diventa una riflessione matura e per nulla distaccata, con cui questi ragazzi bresciani dipingono ancora una volta un cosmo vivido e crudo, in cui il riscatto è per chi non annega nel cinismo, ma anzi accetta i propri demoni e ci cammina accanto.
A pochi giorni dall’uscita del disco, i Cara Calma hanno risposto ad alcune delle nostre domande.

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Jesse the Faccio – Le cose che ho (Dischi Sotterranei, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Giovanni Tamburino

Il 26 novembre 2021, dopo I soldi per New York e Verde, è uscito per Dischi Sotterranei Le cose che ho, il terzo lavoro del cantautore padovano Jesse the Faccio.
Dopo i testi e le sonorità tra lo scanzonato e il punk delle precedenti produzioni, la cifra costante adesso è l’intimità, in una dimensione nuova e completamente inedita.
Il disco diventa la porta per un ambiente fin troppo familiare a chiunque abbia vissuto gli ultimi due anni. Riconosciamo sensazioni che preferiremmo non avere mai scoperto che ritornano e si riassumono senza nemmeno troppa sintesi nei quattro pezzi dell’EP, raccontando l’animo di Jesse in un momento così essenziale come quello del lockdown.

Concepite e incise durante e immediatamente nel corso del 2020, le quattro perle di questa collana di brani danno perfettamente l’idea di come siano state realizzate. La gestazione di ogni pezzo è stata rapida, fedele all’impulso che ne ha determinato la creazione. Quella stessa malinconica sincerità trova la realizzazione perfetta nei testi. Monologhi detti ad alta voce, ma forse più dialoghi con qualcuno che non è presente, eppure ancora fin troppo ingombrante.

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