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Francesca Marchesini

Limonov – Ian Curtis is dead (undead undead undead)

I N T E R V I S T A


Articolo di Francesca Marchesini

«Praise to the glory of loved ones now gone», così recita il secondo verso di The Eternal, brano dei Joy Division contenuto in Closer. I milanesi Limonov non solo hanno deciso di proporre una loro versione di questa canzone, ma si sono spinti fino alla “riesumazione del corpo” del frontman della band attraverso la tecnica del deepfake. In occasione dell’uscita del videoclip Ian Curtis feat. Limonov, ho parlato con Pietro Lafiandra (voce), Andrea Rossini (tastiera) e Samuele Sala (batteria) a proposito della loro non-appartenenza alla scena post-punk italiana e all’impatto che le tecnologie video hanno avuto sulla produzione creativa dei Limonov.

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Ministri – Un album per far sentire la preziosità della musica

I N T E R V I S T A


Articolo di Francesca Marchesini

Esce il 6 maggio Giuramenti, settimo album della band alt-rock Ministri. In occasione della pubblicazione di questo nuovo lavoro, ho avuto modo di parlare con Davide Autelitano (voce, basso), Federico Dragogna (chitarra) e Michele Esposito (batteria) dell’energia che la musica dal vivo è finalmente tornata a far scaturire e di cosa significhi questa nuova tappa nella loro carriera fatta di cinismo verso l’industria musicale – indimenticabile la moneta da un euro contenuta nella copertina del debutto I Soldi Sono Finiti (2006) –, rottura degli schemi e amore per De André.

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Arcade Fire – WE (Columbia Records / Sony Music, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

Lookout kid, trust your mind
But you can’t trust it everytime
You know it plays tricks on you
(Arcade Fire, Unconditional I, 2022)

WE è la consacrazione dell’incontro con l’altro. WE è l’essenza degli Arcade Fire. In questo LP, il gruppo canadese indie rock con velleità art pop riassume ventuno anni di carriera riproponendo le svariate forme che il sound della band capitanata da Win & Régine ha assunto in tutto questo tempo. Il nuovo lavoro in studio degli Arcade Fire è composto da sette brani divisi in due sezioni, I e WE, che segnano il passaggio tematico dall’oscurità della solitudine allo splendore del contatto.

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Fontaines D. C. – Skinty Fia (Partisan Records, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

Quando un’anima nasce in questo paese le vengono gettate delle reti per impedire che fugga. Tu mi parli di religione, lingua e nazionalità: io cercherò di fuggire da quelle reti. (James Joyce, 1916)

Quest’eroe continua a non morire! I Fontaines D.C. tornano con un nuovo album a due anni dall’ottima seconda uscita A Hero’s Death e dopo un recente live sold out ai Magazzini Generali di Milano; Skinty Fia riconnette la band con il proprio Paese e lo osserva con romantica nostalgia, senza che le radici irlandesi risultino quasi opprimenti come avveniva nell’esordio Dogrel. Fin dal suo debutto, il gruppo originario di Dublino è stato acclamato per l’eccezionale proposta revival post-punk, ma è tempo che ai Fontaines D.C. venga riconosciuto di possedere una forte identità stilistica, al di là dell’influenza di Gang Of Four, The Smiths e irriverenza brit.

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Rancore – Xenoverso (Capitol / Universal, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!
(Giovanni Pascoli, 1896)

Il cronosurfista Tarek Iurcich, in arte Rancore, è tornato dal suo viaggio attraverso i Versi e ci ha portato in dono un’opera magna in diciassette tracce intitolata Xenoverso. Per descrivere questo quinto album del rapper romano, che segue l’uscita di Musica per bambini (2018) e due partecipazioni al Festival di Sanremo, si potrebbe utilizzare un termine ormai scomparso dalla critica musicale: concept album; Xenoverso si presenta come un LP dove tutte le canzoni restituiscono frammenti di un viaggio tra tempo e spazio, in cui personaggi e storie multidimensionali si intrecciano per costruire lo storytelling di questo nuovo lavoro in studio.

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Lazy Queen – Il bubblegum punk che scuote la sobrietà scandinava [Intervista a Henrik García Søberg]

I N T E R V I S T A


Articolo di Francesca Marchesini

I Lazy Queen sono una band norvegese fondata a New York dall’artista Henrik García Søberg. Il primo EP A Sigh So Deep è uscito nel 2019 e da subito la critica ne ha apprezzato l’essenza punk e l’urgenza creativa. Il prossimo lavoro in studio si intitola A Human Interaction e sarà pubblicato il 18 marzo 2022, anticipato dai singoli Bed-Head e Alcohol.
Ho avuto la possibilità di parlare con Søberg a proposito della fondazione della band (creata a New York e poi stabilita a Oslo ndr), della fonte d’ispirazione per il proprio lavoro e del nuovo disco.

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Loop – Sonancy (Cooking Vinyl, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

Sonancy = the characteristic of being sonant [in italiano, sonorità]
(definizione estratta dall’English Collins Dictionary)

Sono passati più di trent’anni dall’uscita di A Gilded Eternity, terzo album degli inglesi Loop; dal 1990 si sono perse le notizie di questi rocker emblemi della scena post-psichedelica e pre-shoegaze, poi nel 2013 la notizia di un reunion tour e l’11 marzo è finalmente uscito Sonancy, quarto lavoro in studio del gruppo composto da Robert Hampson (voce e chitarra), Wayne Maskel (batteria), Hugo Morgan (basso) e Dan Boyd (seconda chitarra). I primi LP della band si intitolano Heaven’s End e Fade Out e vennero pubblicati rispettivamente nel 1987 e 1988 dopo una drastica trasformazione dei Loop; in realtà, a tutti gli album del gruppo inglese ha sempre lavorato una diversa formazione di artisti in cui l’unico elemento fisso resta il fondatore Robert Hampson.

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Ibisco – Nowhere Emilia (V4V Records, 2022)

R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

Con questo Rant voleva dire che nessuno è felice. Da nessuna parte.
(Chuck Palahniuk, 2007)

Nowhere Emilia, pubblicato lo scorso 14 gennaio, è l’album di debutto di Ibisco, pseudonimo di Filippo Giglio, bolognese classe 1995. Ed è proprio Bologna, o per meglio dire la provincia bolognese, ma per essere più precisi la provincia emiliana, ad essere al centro di questo disco; Ibisco racconta la noia e la desolazione di chi resta, di chi sogna il caos della metropoli e si ritrova bloccato nella nebbia padana. La narrazione e il sound di Nowhere Emilia si fondano su una tensione verso l’urbano che emerge mentre il musicista vaga per quel quartiere Bolognina che sa un po’ di Berlino e rivela il suo amore per la dark wave e il cantautorato italiano á la Baustelle, ma lo contamina con l’autotune.

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Miles Kane – Change The Show (BMG, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

The fire goes out as fast as it lights
Now I’m trying to figure out how to get out alive

(Miles Kane, Constantly, 2022)

Con l’album Change The Show, uscito lo scorso 21 gennaio, il “componente mancato” degli Arctic Monkeys raggiunge la pubblicazione del suo quarto disco come artista solista. Il musicista inglese, già collega di Alex Turner come collaboratore della band di Fluorescent Adolescent e membro fondatore del duo baroque pop The Last Shadow Puppets, riconferma in questo nuovo lavoro in studio la sua passione per il Mod e l’R&B.

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