Funzionalità di ricerca

Off Topic

Solo contenuti originali

Tag

Francesca Marchesini

Altre di B – Sdeng (Costello’s Records / We Were Never Being Boring 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

The time’s ripe
To fall in love with thoughts

I forcefullyignored.

(Altre di B, Their awesome mixtape, 2021)

Prendete Giacomo, Andrea, Giovanni e Alberto; prendete questi musicisti bolognesi e piazzateli in un granaio in aperta campagna, affidando loro qualche chitarra e un paio di CD di musica indie rock e itpop… ecco che otterrete Sdeng, quarto album della band Altre di B (nome ispirato dalla schedina del Totocalcio). Il nuovo LP, in seguito anche alla collaborazione con Lo Stato Sociale, riporta il quartetto in un contesto più “nostrano” dopo dieci anni di esibizioni sui palchi di Europa e Nord America; rispetto ai precedenti There’s a million better bands, Sport e Miranda!, infatti, il sound e i testi di Sdeng fanno prevalere il lato più pop del gruppo.
La copertina del disco ritrae un pallone da basket che colpisce il ferro di un canestro, senza entrarvi; lo street artist Mannaggia ha voluto così riassumere il focus di Sdeng: l’andare a sbattere contro gli impedimenti della vita. Lo stesso Mannaggia ha creato dei graffiti in rappresentanza delle varie tracce del disco, riproducendoli sui muri di Bologna; è così che fra le strade del capoluogo emiliano si possono vedere l’unione in un cuore e disgiunzione di un diagramma di Venn (Diagram) oppure un bonsai – emotivamente – instabile (Mommy).

Continua a leggere “Altre di B – Sdeng (Costello’s Records / We Were Never Being Boring 2021)”

Motta – Semplice (Sugar Music, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

Via dalla parte di me che distrugge tutto quello che ha creato
Via con te per diventare quello che non sono ancora stato

(Motta, Via della luce, 2021)

Il 30 aprile 2021 è uscito Semplice, terzo album del cantautore toscano Francesco Motta; un disco che, da un lato, rappresenta una significativa evoluzione sonora rispetto a La fine dei vent’anni (2016) e Vivere o morire (2018), e, dall’altro, rivela, grazie a liriche semplici, un Motta riappacificato con la vita, con la città, ridotto all’essenziale. Questa ricerca della serenità si manifesta anche a livello di concept visivo; per la prima volta, la copertina di un suo LP non riporta la fotografia del volto del cantautore, suggerendo che, nel momento in cui la musica riesce a trasmettere tutto ciò che l’autore voleva esprimere, qualunque supporto visivo (e persino lo stesso autore) diventa superfluo.
Motta ha cominciato a lavorare su Semplice già prima della partecipazione a Sanremo 2019, adottando un approccio creativo differente rispetto al secondo album: scrivere senza un tema prefissato, con calma, concentrandosi soprattutto sugli arrangiamenti. L’isolamento del lockdown 2020 ha spinto il musicista ad allontanarsi brevemente dall’arte, ma il ritorno in studio con i collaboratori di sempre ha fatto sì che Motta trovasse, proprio nella musica, quell’essenza di vita di cui racconta in questo nuovo album… situazione che, in conferenza stampa, il musicista ha riassunto con questa frase del gruppo rap Colle der Fomento: «Io faccio il mio e non lo faccio né pe’ loro né pe’ l’oro/Lo faccio solamente perché sinnò me moro».

Continua a leggere “Motta – Semplice (Sugar Music, 2021)”

Ya Tseen – Indian Yard (Sub Pop, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

I remember every scar that’s on your skin
Secret paths to where you start and I begin to want you again

(Ya Tseen ft. Portugal. The Man, Knives, 2021)

Indian Yard è l’album d’esordio della band Ya Tseen, composta da Zak D. Wass, Otis Calvin III e Nicholas Galanin; quest’ultimo, oltre ad essere fondatore del gruppo risulta il membro più attivo non solo musicalmente, ma anche artisticamente. Oltre alla produzione di dischi sotto diversi pseudonimi e la collaborazione con svariati musicisti, Galanin ha messo a frutto la sua creatività spaziando fra generi molto differenti (dai video alla scultura, dalla gioielleria alla fotografia), arrivando nel 2020 ad esporre i suoi lavori alla Biennale d’arte contemporanea di Sidney.
L’elemento che unisce l’arte di Galanin con la musica degli Ya Tseen è il tema della giustizia sociale; attraverso l’inedito Indian Yard, la formazione vuole trasmettere messaggi centrati sull’urgenza climatica e la necessità di istituire nuovi sistemi sociali che riconoscano il potere delle minoranze etniche (lo stesso Galanin è parte della comunità indigena dell’Alaska, USA). Per fare questo gli Ya Tseen sviluppano liriche pregne di desiderio e frustrazione, abbinandole poi a un suono elettronico al confine con il futuristico.

Continua a leggere “Ya Tseen – Indian Yard (Sub Pop, 2021)”

Max Gazzè – La matematica dei rami (Virgin Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

Considerando l’ottimismo quel passaggio necessario a compensare la realtà
Considerando un eufemismo dare un senso di equilibrio a questa non felicità

(Max Gazzè, Considerando, 2021)

Per il musicista romano Max Gazzè, La matematica dei rami, album uscito il 9 aprile 2021, è l’undicesimo lavoro in studio. Questa nuova opera nasce dalla collaborazione dell’artista con la Magical Mystery Band (Daniele Silvestri, Fabio Rondanini, Gabriele Lazzarotti, Duilio Galioto, Daniele Fiaschi e Daniele “il Mafio” Tortora); come mostrano le immagini pubblicate da Gazzè sul suo profilo Instagram, l’album è nato da un continuo confronto fra i diversi musicisti che, nonostante i limiti imposti dalla pandemia, sono riusciti a lavorare tutti insieme al Terminal2Studio. Il titolo di questo LP si ispira a un testo di Leonardo Da Vinci, il Capitolo IV del Trattato della Pittura; Gazzè riprende la tesi che i rami dell’albero crescono seguendo un andamento caotico per resistere al vento e la applica tanto alla vita come al suo modo di far musica: è nella casualità delle relazioni e nella differenza degli obiettivi che si trova la resistenza di cui andare fieri e la forza di proseguire.

Continua a leggere “Max Gazzè – La matematica dei rami (Virgin Records, 2021)”

The Antlers – Green To Gold (Transgressive Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

We can see in the dark with our sunset sigh
We can lay in the dusk and keeping bright, bright, bright

(The Antlers, Solstice, 2021)

L’esperienza umana nella sua più totale veridicità. È questo che la band newyorkese The Antlers vuole rivelare con Green To Gold, il suo sesto lavoro in studio. L’album viene pubblicato dopo una “pausa creativa” di ben sette anni e i fan del gruppo non possono che accoglierlo con gioia… ma anche con tanto stupore. Il polistrumentista Peter Silberman (anche voce e testi) e il batterista Michael Lerner, con questa nuova opera, si allontanano dal concept mitologico e le ritmiche ansiose presenti in tutta la precedente discografia; in questo sesto lavoro, lo stile di composizione – sia lirica che musicale – appare più intimo e sereno.

Continua a leggere “The Antlers – Green To Gold (Transgressive Records, 2021)”

Calvino – Astronave Madre (Nufabric Records, 2021)

R E C E N S I O N E


Recensione di Francesca Marchesini

Anche per chi ha passato tutta la vita in mare c’è un’età in cui si sbarca.
(Italo Calvino, 1957)

Niccolò Lavelli, cantautore milanese dal fascino – e lo pseudonimo – letterario, avvia la sua carriera nel 2011 con l’uscita dell’EP Giuda (PMM, 2011); è con il lavoro successivo, Occhi pieni occhi vuoti (autoproduzione, 2013), che si può cominciare a parlare di un vero progetto musicale, un progetto dal nome Calvino. Astronave Madre è il suo secondo album; questo nuovo lavoro segue l’LP Gli Elefanti (Dischi Mancini, 2015), un debutto full-lenght che conferma il progetto come uno fra i più promettenti della scena emergente e che lo porta a condividere i palchi di tutta Italia con artisti come IOSONOUNCANE, Motta e Colapesce.
Astronave Madre si presenta come un album perfettamente centrato nel progetto musicale di Calvino: il cantautorato inteso come filtro estremamente narrativo della realtà. Il suo omonimo sopraccitato, all’interno del romanzo Il barone rampante, spiegava che tutti nella propria vita, prima o poi, trovano una certezza cui ancorarsi; nella nuova opera di Lavelli, l’Astronave rappresenta quell’angolo di cosmo che chiamiamo casa ed è, al contempo, punto di partenza e arrivo di questo viaggio interstellare. Quando siamo distanti, in realtà, l’Astronave è sempre presente nei nostri pensieri e trasmette una sensazione di pace.

Continua a leggere “Calvino – Astronave Madre (Nufabric Records, 2021)”

La Rappresentante di Lista – My Mamma (Woodworm, 2021)

R E C E N S I O N E


Voglio provare ad esistere
La mia natura è resistere

(La Rappresentante di Lista, Resistere, 2021)

 

Recensione di Francesca Marchesini

My Mamma è il quarto album pubblicato dal duo queer pop La Rappresentante di Lista. Questo nuovo lavoro in studio nasce dalla creatività di Veronica Lucchesi e Dario Mangiaracina; la significativa collaborazione dei musicisti Enrico Lupi, Marta Cannuscio, Erika Lucchesi e Roberto Calabrese, però, fa sì che La Rappresentante di Lista assuma sempre più i tratti di un collettivo artistico con l’obiettivo di promuovere, attraverso la musica, i principi di fluidità e libertà. La copertina del disco (Manuela Di Pisa) si ispira al dipinto L’origine del mondo di Gustave Courbert e vuole richiamare i temi del femminismo contemporaneo che My Mamma racconta, con i suoi arrangiamenti nervosi e le sonorità sempre più elettroniche.
L’album, uscito il 5 marzo, contiene il singolo Amare; un brano che, in un flusso di coscienza á la Virginia Woolf, narra della passione amorosa e la sua idealizzazione. Con Amare, il gruppo ha partecipato al Festival di Sanremo 2021 classificandosi undicesimo; durante la kermesse sanremese, inoltre, La Rappresentante di Lista ha duettato con Donatella Rettore sulle note di Splendido Splendente, ritornando a parlare del rapporto con il proprio corpo come aveva già fatto nel suo terzo album. Quest’ultimo si intitola Go Go Diva (Woodworm, 2018) e, nonostante l’interessante eccentricità di My Mamma, rimane -a oggi- il miglior lavoro in studio della band.

Continua a leggere “La Rappresentante di Lista – My Mamma (Woodworm, 2021)”

Balthazar – Sand (Play It Again Sam, 2021)

R E C E N S I O N E


You were patient, while in the water I hid,
Until I started drowning in it

(Balthazar, You Won’t Come Around, 2021)

 

Recensione di Francesca Marchesini

Attesa ed irrequietezza, ecco cosa rappresenta l’Humunculus Loxodontus (scultura di Margriet Van Breevort) ritratto sulla copertina di Sand, nuovo album dei Balthazar in cui proprio l’incapacità di vivere il momento vuole essere il tema centrale. Si tratta del quinto lavoro in studio della band belga e il secondo LP pubblicato dopo la “pausa creativa” che il gruppo si prese fra il 2015 e il 2018. Con Sand viene riconfermato quel sound alt-pop contaminato da disco e R&B che si era incontrato nell’album precedente Fever; come per l’LP uscito nel 2019, i progetti paralleli di Marteen Devoldere (Warhaus) e Jinte Deprez (J. Bernardt), entrambi voce e testi per la band, risultano particolarmente influenti e Sand si allontana sempre più dal clima indie-rock dei primi lavori.

Continua a leggere “Balthazar – Sand (Play It Again Sam, 2021)”

Balthazar – Ballare su un ritmo R&B per liberarsi dalle sabbie mobili

I N T E R V I S T A


Articolo di Francesca Marchesini

I Balthazar sono un gruppo di origine belga che viene fondato nel 2004 da Maarten Devoldere, Jinte Deprez e Patricia Venneste; ai tre polistrumentisti dall’anima indie rock, si aggiungono Christophe Claeys alla batteria e Simon Casier al basso. Con questa formazione producono i loro primi tre album: Applause, Rats, Thin Walls. Nel 2015, purtroppo, arrivano a uno stallo creativo e i membri della band si prendono una pausa; Venneste e Claeys lasciano il gruppo mentre gli altri si dedicano ai loro progetti solisti. I Balthazar, rinnovati nella composizione e nel sound, ritornano nel 2018 e nel 2019 pubblicano l’album Fever; alla lavorazione di questo disco più pop e ballabile si aggiungono il batterista Michiel Balcaen e il polistrumentista Tijs Delbeke.
Il 26 febbraio 2021 i Balthazar rilasciano il loro quinto album in studio, Sand. Ho avuto l’occasione di parlare dell’LP con Maarten Devoldere (voce e testi); abbiamo discusso della produzione del disco in un così delicato momento storico, del tema centrale dell’album e delle evidenti influenze R&B e jazz sul rinnovato sound del gruppo.

Continua a leggere “Balthazar – Ballare su un ritmo R&B per liberarsi dalle sabbie mobili”

WordPress.com.

Su ↑