R E C E N S I O N E


Articolo di Antonio Spanò Greco

Quarta prova discografica in sette anni del progetto Alice Tambourine Lover, il duo, unito sia nella musica che nella vita, formato da Alice Albertazzi, voce, chitarra e tambourine, e da Gianfranco Romanelli, dobro e chitarra, provenienti dalla città di Bologna e originariamente facenti parte del complesso Alix, gruppo di punta della scena stoner rock italiana che ha raccolto molti consensi soprattutto all’estero, vantando collaborazioni di riguardo.

Dal 2012 ad oggi gli ATL hanno intrapreso un viaggio che partendo dal blues e dal folk li ha portati a forme sempre più oniriche e psichedeliche facendo accostare le loro liriche a generi musicali quali il desert blues e il Paisley Underground richiamando alla mente artisti quali Cowboy Junkies, Mark Lanegan e Rain Parade. Vedendo la formazione, mi sono tornati in mente i Timbuk 3, gruppo post-punk americano che sulla fine degli anni 80 e inizi 90 proposero una versione casereccia e energica del rock contaminato con drum machine e overdub. Negli ATL invece la splendida voce di Alice e l’eterea chitarra di Gianfranco danno vita atmosfere surreali e magiche sfornando otto tracce per poco più di trenta minuti ricche di melodie che gravitano sospese sopra ampie distese, disegnando cerchi concentrici e portando l’ascoltatore a liberarsi di ogni zavorra per intraprendere un viaggio immaginario dove la pace e l’armonia regna sovrana.

Down Below apre le danze, ballata impreziosita oltre che dalla voce sognante di Alice dal giro armonico incessante e dalla slide surreale. La seguente Dance Away ipnotizza e scalda per la semplicità e la bellezza, Blow Away cadenza il ritmo, fa perdere l’orientamento e poi ci riporta sulla terra mentre Follow riesce a riportare alla mente suoni dei Jefferson Airplane quando Grace Slick e Paul Kantner volavano in ballate acid folk. Into The Maze ha sentori di west-coast quando la California era al centro del mondo, mentre Rubber Land ha sentori più rock stile Steve Wynn e soci. Train è il brano per certi versi più oscuro ed introverso, quasi da brividi, riesce a tenerci fermi e sospesi ad un filo, forse il mio brano preferito. La conclusiva Surround You non fa che confermare quanto i leggendari Jefferson Airplane e i mitici Cowboy Junkies siano presenti tra le loro note senza però sovrapporsi l’uno all’altro anzi creando un marchio di fabbrica ATL che riesce a scolpire gioiellini musicali di puro valore. Nell’ album sono presenti come ospiti Dandy Brown voce in Dance Away, Sergio Altamura chitarra preparata in Train e Andrea Albertazzi armonica in Rubber Land.

Tracklist:

1. Down Below

2. Dance Away

3. Blow Away

4. Follow

5. Into The Maze

6. Rubber Land

7. Train

8. Surround You