R E C E N S I O N E


Articolo di Cristiano Carenzi

A fine Febbraio è uscito il nuovo disco dei Lowinsky, nel frattempo, rispetto all’Ep precedente ci sono stati dei numerosi e rocamboleschi cambi di formazione nei quali però il nucleo è rimasto invariato. Ciò ha portato ad un album realizzato in tre invece che in quattro ma con l’aggiunta inedita dei violini su un paio di episodi.

È stato un disco molto difficile da capire, già abbastanza anacronistico di per sé lo è stato ancor di più per me: un ragazzo di 19 anni che mastica principalmente il rap, però proprio per questo è stato bello. Non è la prima volta che mi imbatto in dischi da me lontanissimi ed è sempre interessante, anche se come sempre anche in questo caso ha richiesto un numero di ascolti molto ampio, cercare di capire cosa possa dire a me un disco del genere.
Il fattore che ho apprezzato maggiormente, e che in brani come Coltelli e Bandiera risulta chiaro, è la capacità di trovare delle melodie veramente vincenti, chiare e pulite che alleggeriscono l’ascolto. I testi inoltre si vede che rispecchiano perfettamente l’età di Carlo, il che ha potuto farmi riflettere sulla distanza dei testi a cui sono abituato, tant’è che a volte mi sembrava di assistere a qualcosa di unico, ma non avendo necessarie reference riguardo al genere di questo disco in realtà non saprei dire, per me però così è stato.

Un’altra caratteristica che inizialmente non capivo ma che poi ho apprezzato di questo progetto è l’altezza della voce, quest’ultima infatti va perfettamente a mischiarsi con gli strumenti evitando quell’effetto di distacco che spesso c’è tra voce e strumentale tipico del pop italiano; ho apprezzato questo poiché ti obbliga a concentrarti sull’ascolto del disco anche per la semplice necessità di capire le parole del testo.
Gli episodi che ho apprezzato maggiormente sono quelli con uno spirito più graffiante ovvero: Lelaina e Macigno poiché sembrano rispecchiare un animo punk che c’è dietro all’idea di Oggetti smarriti; un disco che se ne frega delle logiche del mercato e viene fatto per necessità e passione degli autori. Di fronte a ciò non possiamo fare altro che congratularci perché dovrebbe bastare questo a rendere un progetto valido. Forse non sarà il disco che entrerà nei miei ascolti quotidiani poiché veramente distante dalle mie abitudini però non si può negare che non sia un ottimo lavoro.

Tracklist:
01. Coltelli
02. Seppuku
03. Vacanza paradiso
04. Bandiera
05. Lelaina (visi alla tv)
06. 2013
07. Vertigine
08. Macigno
09. L’ennemi
10. L.M.R.