T E A T R O


Articolo di Nicola Barin ed Alessandra Isalberti

Al Teatro Nuovo di Verona è andata in scena la commedia Il Malloppo, con un ottimo riscontro di pubblico, all’interno della rassegna “Divertiamoci a Teatro”, iniziata a Novembre 2023 e che proseguirà con Quasi amici, Chi è Io, per concludersi a marzo con Vicini di Casa.
Joe Orton è stato uno dei più interessanti drammaturghi inglesi che ci ha regalato ottime black comedy nel più classico stile dello humor britannico, non a caso il termine “Ortonesque” è stato coniato per indicare la caratteristica impronta del tragediografo d’oltremanica.

La sagace e grottesca piece, raramente rappresentata fuori dai confini inglesi, si compone di tutta una serie di ingredienti utili allo svolgimento narratologico: amori non corrisposti, gag da slapstick comedy, finzioni, tradimenti, menzogne. Un attacco in piena regola a idee e istituzioni come la morte, la religione e la giustizia. Il testo, scritto negli anni ’60, ha avuto un grande successo di pubblico, ed è valso a Orton il premio miglior commedia dell’anno, lanciando il suo autore come nuova stella del panorama teatrale londinese.

Dopo aver rapinato una banca, Hal (Giuseppe Brunetti) e Dennis (Davide Cirri) nascondono il malloppo nella bara della madre di Hal appena morta. Questa incauta decisione darà avvio a una serie di rocambolesche scene che coinvolgeranno anche il signor McLeavy, padre di Hal, che piange la defunta moglie, e soprattutto l’infermiera Fay McMahon che vuole farsi sposare dal ricco neo-vedovo. A creare ancora più scompiglio interverrà l’ispettore Truscott che, dotato di un fiuto infallibile, svolgerà le sue indagini in modo non del tutto convenzionale.

La regia di Saponaro è misurata e dotata di un’estrema agilità nella messinscena, grazie anche a una scenografia essenziale ma in grado di restituire la dinamicità degli eventi.
L’unica figura femminile in scena, l’infermiera-vedova nera, è una Marina Massironi in piena forma, che dona brio a una piece costruita su battute fulminee premiate dal pubblico con risate a scena aperta in più riprese.
Anche il cast maschile ci regala delle interpretazioni godibili, in particolare Valerio Santoro (Mister LcLeavy) e Gianfelice Imparato, che riesce ad arricchire un personaggio sopra le righe come quello dell’ispettore Truscott con note di colore inaspettate.
Nonostante abbia superato il mezzo secolo, questa commedia riesce ancora a sorprendere per la modernità dei suoi personaggi, sessualmente disinibiti, e i dialoghi espliciti e anticonvenzionali, senza mai dimenticare di farci ridere.

Photo © su gentile concessione dell’ufficio stampa del Teatro Stabile di Verona

Rispondi

In evidenza

Scopri di più da Off Topic Magazine

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere