T E A T R O


Articolo di Nicola Barin,

Al teatro Nuovo di Verona va in scena lo spettacolo conclusivo della rassegna Il Grande Teatro con l’adattamento di un classico della tragedia teatrale francese di Edmond Rostand. Il protagonista e regista Arturo Cirillo adatta il Cyrano de Bergerac introducendone novità e un sapore tutto particolare alla pièce.
Luci brillanti, colori accesi, costumi da avanspettacolo, e la rilettura in chiave musical certamente incuriosisce la platea. Nelle note di regia lo stesso Cirilllo segnala come:”il ricordo di un musical da me visto da ragazzino, nell’ancora esistente Teatro Politeama di Napoli, è stato il primo moto di questo nuovo spettacolo. Il musical in questione era il Cyrano…”

Lo spettacolo, che almeno trentacinque anni dopo porta in scena, non è ovviamente la riproposizione di quel musical, ma una continua contaminazione della vicenda di Cyrano di Bergerac, accentuandone più il lato poetico e visionario e meno quello di un uomo di spada ed eroe della retorica, con delle rielaborazioni di quelle musiche, ma anche di altre, da Edith Piaf a Fiorenzo Carpi.
Il lato più giocoso e nascosto di Cyrano si evidenzia in tutto il suo splendore con costumi sgargianti, riferimenti al varietà. I richiami culturali sono multiformi e il regista campano si diverte anche a proporre letture differenti e inusuali come il Cyrano/Pinocchio. Lo spettacolo è disseminato da acuti indizi che portano verso questa direzione, dalle musiche ai riferimenti di personaggi Collodiani.
Un Cyrano che ci commuove, che possiede la vitalità di un ragazzo, la critica letteraria Daniela Marcheschi, nell’introduzione Mondadoriana del capolavoro di Collodi ricorda come: ”Pinocchio fa vivere il sentimento dinamico e possente della Natura […] un aspetto importante e moderno di Pinocchio è il suo vitale e sfaccettato dinamismo. Ci sono in questo personaggio un inesauribile desiderio di asserire la propria individualità…”.

Cirillo esprime questa sua intensa vitalità e felicità di vivere muovendosi e correndo implacabilmente sul palco: il suo personaggio è dotato di un dinamismo interiore che gli permette di affrontare con scaltrezza e una sana dose di ingenuità fanciullesca tutti gli eventi della sua vita. Un Cyrano felliniano in alcuni momenti, con una compagine di attori che sostiene il protagonista e si offre in molteplici e scatenate parti. Ci si commuove, ci si diverte, il labile confine tra tragedia e commedia viene reso ancor più sottile. Una stupenda emozione poter assistere a questo spettacolo.

Photo © Achille Le Pera

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