T E A T R O
Articolo di Nicola Barin ed Alessandra Isalberti
Venerdì 20 Settembre si è conclusa la stagione teatrale veronese 2024 al Teatro Romano con l’ultima delle due rappresentazioni dell’Elettra nella versione del 1903 di Hugo von Hofmannsthal, che richiama esplicitamente l’omonima tragedia di Sofocle.
L’atto unico, diretto da Serena Sinigaglia, si apre con una scenografia di un bianco e nero essenziale, un palco sul palco decorato da un meandro greco popolato da personaggi che, nella cornice storica della Vienna tra fine ‘800 e inizio ‘900, si schierano e anticipano l’antagonismo tra Clitennestra (Arianna Scommegna), moglie di Agamennone e sua assassina, ed Elettra (Federica Rosellini), loro figlia, che incarna un puro desiderio di punire la madre per l’uccisione del padre.

Il mito viene riletto da Hofmannsthal in chiave psicanalitica, in linea con l’influenza che a inizio ‘900 ebbero gli studi di Freud, che definì il complesso di Elettra come l’analogo femminile del complesso di Edipo; anche Clitennestra, pur rimuovendo la coscienza dell’atto uxoricida, non è risparmiata dal trauma inconscio ed è tormentata da incubi ricorrenti di morte che la sfiniscono nell’anima.
Prigioniera nella sua stessa casa, percossa e ridotta a una condizione quasi animalesca, Elettra è una donna distrutta. A differenza della dolce sorella Crisotemide, che vorrebbe lasciarsi alle spalle i torti subiti e cerca per sé un destino da donna, sposa e madre, Elettra è compagna solo del proprio odio e, in questa versione, dopo un macabro ballo morirà partorendo la vendetta tanto agognata.
Ma questo dramma offre anche lo spunto per un discorso politico: su quale legge si fonda l’equilibrio sociale? Clitennestra sceglie di autodeterminarsi colpendo a morte il marito Agamennone, che l’aveva rapita, costretta al matrimonio, e ne aveva ucciso la figlia Ifigenia; Elettra vuole invece ripristinare la legge del Padre, del maschile, e si affida al fratello Oreste per compierla. Atena emanerà la sua sentenza sancendo l’ordine patriarcale.
Le scelte della regia convincono e coinvolgono: a partire dal prologo che racconta la genesi degli odi e delle vendette che, di generazione in generazione, giungono fino a Elettra fino a distruggerla e superarla.

L’ambientazione, i costumi, nella loro essenzialità, non distraggono dal pathos della tragedia che si dispiega principalmente nei contrappunti tra le due nemiche: da un lato Rosellini plasma la sua Elettra attraverso un’interpretazione intima, carnale, fisicamente aggressiva, contrapposta a una Scommegna/Clitennestra che si trascina stremata, sommessa, cerca pace ma trova solo altro spavento e ancora morte.
Lo spettacolo si inserisce nel progetto della Compagnia Giovani, parte dell’Accordo di Programma tra Regione Veneto e Teatro Stabile del Veneto per la realizzazione del Progetto Te.S.eO. Veneto – Teatro Scuola e Occupazione.
L’Elettra di Hugo von Hofmannsthal
Diretta da Serena Sinigaglia
Con Federica Rosellini, Arianna Scommegna, Aldo Ottobrino, Giulia Briata, Cosimo Grilli, Elena Antonello, Emilia Piz, Arianna Verzeletti

Photo © Serena Serrani.


![Sonia Spinello con Sonia Candellone – Time don’t move [anteprima video + intervista]](https://offtopicmagazine.net/wp-content/uploads/2026/04/Spinello_Candellone_ETEREA-©Riccardo-Botta.jpg)



Rispondi