R E C E N S I O N E


Recensione di Iris Controluce

Ananke è una figura della mitologia greca, dea del Destino e della Necessità, che rappresenta la forza, sovrastando la volontà. Chiunque abbia tentato di sfidarla, eroi compresi, è caduto nell’illusione di poterla sopraffare e questo vano desiderio di controllo si frantuma di fronte ad un ordine più grande, che rimane purtroppo immodificabile.
Ananke è anche il 5° album di Nicolò Carnesi, uscito il 30 maggio 2025 per Manita Dischi in cui il cantautore siciliano affronta il tema del mito, dando voce ad un’esigenza profonda: entrare in contatto con dimensioni che, pur estranee al nostro tempo, lo attraversano, svelandone crepe e sfaccettature.

[versione audio dell’articolo, letto da Iris Controluce]

Ritratto di un uomo con occhiali da sole e capelli ricci, seduto a gambe incrociate su un prato, con espressione pensierosa e braccia appoggiate sulle ginocchia. Lo sfondo presenta effetti di movimento e colori sfocati.

Il brano di apertura, dal titolo Prometeo, è molto intenso ed in grado di cullare l’ascoltatore, traghettandolo all’interno delle sonorità elettroacustiche che faranno da cornice all’intero disco. (Sento si perde nell’aria La nostra memoria, Distratti dagli usi e i consumi che il tempo divora. Ricorda le cose non tornano più e scopri il tuo fuoco. Prometeo sei tu).
Orfeo, singolo che ha anticipato l’uscita del lavoro discografico, viene utilizzato come metafora dell’artista che cerca di andare controcorrente quasi a sfidare la morte. Nonostante il tentativo di riuscirci si riveli fallimentare, il protagonista della canzone ci insegna che l’unico modo per sconfiggere la morte, è dimenticarsene attraverso l’arte. Dedicarsi totalmente a diverse forme di creatività diventa quindi l’unico sistema per riuscire a non pensare alla finitezza delle cose.
I riferimenti a Lucio Battisti sono palpabili e i riff di synth fungono da vero e proprio inciso del brano, e svuoti e crescendo si alternano continuamente (La musica non ha occhi, non serve carne per sentirla. La trama dei tuoi anni è un filo rotto, il mio ago è una corda per ricucirli).
In Monte Olimpo, le linee di voce del cantautore si avvicinano sorprendentemente a quelle di Franco Battiato, che immaginiamo essere tra le sue principali influenze (Vorrei che durasse durasse per sempre, per tornare in profondità, nell’oceano in cui tutti nasciamo per restare in contatto col mio universo, per fissare un momento, diretto all’eterno).
Amore e Psiche è una canzone rarefatta, caratterizzata da un intro con forti richiami alle indimenticate chitarre di Disintegration dei Cure e un testo incentrato sulla favola dell’invisibile: un amore che esiste solo nell’assenza, che si alimenta della distanza e si spegne nel momento in cui tenta di svelarsi (Fuma con me, spezza la voce, brucia con me, con me, nell’ora del sonno, con me).

Ricchi di sfumature e tessiture di synth anni ‘70/’80, con rimandi ai Pink Floyd e citazioni di passaggi armonici di A day in the life dei Beatles, i brani trovano la propria dimora ideale nella notte. La voce di Nicolò ci fa respirare l’oriente, le sue liriche l’antica Grecia e grazie alla ciclicità delle sonorità distese, chiudendo gli occhi, riusciamo a cavalcare piacevolmente gli orizzonti, superando i confini dell’immaginario. L’elettronica sa farsi ora lieve ora più dominante, espande il suono, dilata gli spazi, le cui delimitazioni si fanno sempre meno definite.
Sul piano emozionale, così come avviene nei sogni, le canzoni fluiscono in maniera del tutto naturale e si susseguono accompagnandoci in un viaggio flemmatico, catapultandoci in un vortice ipnotico che assume l’andamento perpetuo delle onde dell’oceano, che invitano a lasciar andare controllo, aspettative, ego, comfort zone per riuscire infine ad elevarsi spiritualmente.

Ritratto di un uomo con occhiali scuri e capelli ricci, appoggiato a una parete di un ambiente dalla superficie in rovina, con un'atmosfera nostalgica e artistica.

Ananke è una tappa importante per l’artista palermitano che finalmente abbraccia la propria spontaneità con fiducia, decidendo di lavorare sui propri brani in totale autonomia, occupandosi di tutto (scrittura, registrazione, missaggio e persino artwork).
Il risultato è una coerenza in ogni singola canzone, che non cede mai il passo alla monotonia, ma al contrario sa rinnovarsi esattamente come fanno i pensieri quando trascendono i limiti che noi stessi ci poniamo di fronte. Soltanto così riusciremo a ritornare alla fonte, nel “qui ed ora”.
Le splendide aperture armoniche e le melodie vocali che caratterizzano l’intero lavoro sono di una  delicatezza commovente.

Dopo essere stato scoperto sin da giovanissimo dalla Warner, nel corso degli anni il cantautore ha costruito un percorso ricco di collaborazioni, con importanti artisti del panorama indipendente e non.
Nel 2023 pubblica due singoli inediti, “Dinamite” e “Tormentone”, e nello stesso anno entra nella band di Colapesce/Dimartino come chitarrista, prendendo parte ad un tour di grande successo proseguito anche nel 2024. 
Fin dal suo esordio, Nicolò Carnesi non si è mai accontentato di ripetere formule consolidate: con una buona dose di coraggio ha preferito proporre all’ascoltatore temi e sonorità indubbiamente originali, sapendo di poter contare su una poetica personale e su una scrittura imprevedibile, disincantata e di spessore. 

Nonostante di album in album le aspettative di quanti lo seguono diventino sempre maggiori, anche con il suo ultimo lavoro l’artista è riuscito ad incantare, stimolare e stupire, confermando la profondità della propria ricerca artistica e spirituale, dissolvendo i confini di tempo e spazio, esplorando l’universo elettronico di ieri e di domani.

Tracklist:
01. Prometeo
02. Orfeo
03. Narciso
04. Eco
05. Motel Olimpo
06. Zeus si arrabbia!
07. Amore e Psiche
08. Stavamo così bene sdraiati dentro l’uragano


Photo ©
Marianna Fornaro

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