R E C E N S I O N E
Recensione di Mimmo Stolfi
Da molti anni Steven Bernstein occupa una posizione singolare nel jazz americano. Figura centrale della scena Downtown newyorkese, musicista instancabile, anima dei Sex Mob, ha sempre attraversato i linguaggi con una libertà che tiene insieme l’ironia di Lester Bowie, la curiosità inesauribile di Don Cherry e quella capacità tutta personale di trasformare qualsiasi repertorio in una festa dell’immaginazione e dell’esuberanza. Eppure, il nuovo lavoro, ResoNation Trio / Ultra Resonance, sorprende perché prende forma attraverso una scelta di essenzialità.
Il primo dei due album è affidato a una formazione scarna, quasi ascetica: Scott Colley al contrabbasso, Nasheet Waits alla batteria e Bernstein che, abbandonata per una volta la celebre slide trumpet, si concentra sulla tromba tradizionale e sul flicorno. L’assenza di uno strumento armonico lascia ampi spazi fra le note. Ogni suono sembra avere il peso e la responsabilità di un gesto necessario.

Fin dalle prime battute di Turf emerge un’atmosfera sospesa. Colley costruisce una linea profonda, densa, dalla quale Waits ricava un movimento circolare più suggerito che imposto. Bernstein entra con frasi brevi, quasi esitanti, preferendo disegnare aperture e ombre piuttosto che affermare temi compiuti. Il trio procede per addensamenti e rarefazioni, come se ogni brano fosse una piccola scena teatrale improvvisata.
È una musica che vive di dettagli. In Question la tromba esprime una dolcezza malinconica, mentre il contrabbasso vibra con una sonorità legnosa e la batteria di Waits dissemina colpi secchi e risonanze che sembrano nascere dal silenzio stesso. West, più nervosa e mobile, rivela invece la componente blues che attraversa tutto il progetto, senza mai trasformarsi in citazione o manierismo. E quando si ascolta Woodstock, con il suo andamento quasi funky e la sua energia improvvisativa, riappare per un momento il Bernstein più giocoso, quello che conosciamo dai Sex Mob, anche se qui la vitalità viene trattenuta e distillata in una forma più sobria.
La qualità più affascinante di questo trio consiste nella sua instabilità controllata. Colley e Waits, due musicisti che condividono una sensibilità affine maturata in anni di frequentazioni con Andrew Hill e altri esploratori del jazz contemporaneo, evitano qualsiasi funzione di semplice accompagnamento. Il basso racconta e commenta, prendendo volentieri vie traverse; la batteria agisce come una forza atmosferica, trasformando le pause in elementi espressivi.

Se ResoNation Trio possiede qualcosa della musica folk, filtrata attraverso un linguaggio astratto e urbano, Ultra Resonance rappresenta il suo doppio fantascientifico. Affidando le registrazioni al produttore Scotty Hard, Bernstein realizza un’idea che lo accompagna da decenni: sottoporre l’improvvisazione jazz a un trattamento dub ed elettronico, trasformando la registrazione stessa in materiale compositivo.
Hard non si limita a remixare. I suoni vengono rallentati, deformati e fatti girare al contrario. Emergono tastiere, Moog, frammenti ritmici, echi ambientali e suggestioni trip hop. In qualche punto riaffiora la memoria del Miles elettrico degli anni Settanta, ma filtrata attraverso una sensibilità contemporanea che guarda tanto alla cultura del dub quanto all’elettronica sperimentale.
Il risultato non è una semplice seconda versione del disco precedente. È piuttosto la sua ombra, il suo sogno. I due album finiscono così per raccontare la stessa storia da prospettive diverse. Da una parte tre musicisti chiusi in una stanza, impegnati a costruire un linguaggio fatto di pause, respiri e improvvise accensioni. Dall’altra, un materiale che viene proiettato in uno spazio immaginario, quasi alieno.
Più che un doppio album, ResoNation Trio / Ultra Resonance assomiglia a una conversazione con il proprio riflesso. Bernstein continua a inseguire quella frontiera mobile da cui è sempre stato attratto, dove le idee non cercano una dimora definitiva e la curiosità resta il motore creativo più fedele.
Tracklist:
CD1 – ResoNation Trio
01. Turf (3:09)
02. Pettiford (3:11)
03. Two Shakes (5:39)
04. Woodstock (3:58)
05. August 3 (4:06)
06. West (5:10)
07. Mammoth (3:31)
08. Question (3:59)
09. South (3:42)
10. Sitting on Top of the World (3:19)
CD2 – Ultra Resonance
01. Argon (5:19)
02. Erbium (4:52)
03. Chromium (3:59)
04. Vibranium (6:27)
05. Rubidium (4:27)
06. Titano (5:18)
07. Radon (2:02)
08. Niobium (5:31)





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