R E C E N S I O N E
Recensione di Alessandro Tacconi
Cinquant’anni sono ben oltre il mezzo del cammin di nostra vita.
Cinque decadi in cui si son percorsi migliaia di kilometri, suonando in piazze, teatri, sagre e feste paesane in Italia e all’estero. Il Canzoniere Grecanico Salentino giustamente si autocelebra con un disco, il ventunesimo della carriera, dal titolo quanto mai emblematico Il Mito. A dare man forte alla produzione dell’album ci ha pensato Ponderosa Music Records. Nei decenni sono stati davvero tantissimi gli incontri significativi umanamente e musicalmente per questa formazione, che sarebbe stato impossibile portarli tutti su disco. È stato necessario fare delle scelte, anche dolorose, per selezionare e presentare un percorso musicale organico e omogeneo, che raccontasse di come si è evoluto il gruppo, senza rinunciare alle proprie origini.

L’album offre quindi un viaggio tra memoria e contemporaneità in cui tradizione e nuovi linguaggi si trovano a suonare e a danzare sullo stesso palco.
Il nonno di mio padre era brigante
come Carmine Crocco e Ninco Nanco
è sua la testa mozza che financo
sopra i libri di storia hanno stampato
rubava ai ricchi per dare ai cafoni
per questo gli tagliarono i coglioni.
Per lui la Quistione meridionale
non è stata certo un buon affare.
(Rina Durante, La Quistione Meridionale)
Il titolo dell’album, Il Mito, fa riferimento al brano scritto nel 1975 da Rina Durante, cofondatrice della formazione insieme al cugino Daniele Durante. Il figlio di Daniele, Mauro Durante è subentrato alla guida del gruppo nel 2007, che oggi comprende Giulio Bianco, Emanuele Licci, Massimiliano Morabito, Giancarlo Paglialunga, Alessia Tondo e Silvia Perrone. Tra gli strumenti che vengono suonati vi sono flauto, organetto, bouzouki, tamburo, violino, chitarra, basso, clarinetto, synth bass, pianoforte…
Ogni brano racconta un pezzo di vita significativo della vicenda umana e artistica del Canzoniere Grecanico Salentino. Tre tracce vedono inoltre la presenza di altrettante special guest: Roberto Licci in Kali Nifta, Rossella Pinto, madre di Mauro e cantante del gruppo per oltre trent’anni, in Lu Rusciu de lu Mare e Ludovico Einaudi in Taranta.
Durante 50 anni di concerti il gruppo ha raccolto ogni volta il plauso e la commossa partecipazione del pubblico, che ha ballato e ha perfino pianto sentendo o riascoltando melodie che sono diventate quelle del proprio passato. Ogni canzone è una fotografia non solo di una regione, la Puglia, ma di un intero Paese, l’Italia. Questa ovviamente è la nostra interpretazione e non necessariamente l’intenzione dell’autrice dei testi e dei musicisti del gruppo.
Conosco invece un tizio un professore
che studiando con cura la Quistione
del Mezzogiorno in breve è diventato
un grosso personaggio, un deputato
dirige enti corsi e scuole d’arte
e gli entrano quattrini da ogni parte
per lui la Quistione meridionale
è stata certamente un buon affare.
(Rina Durante, La Quistione Meridionale)
Rispetto a questo album Mauro Durante afferma: “Immagino il Canzoniere come la palma dipinta da Luca Coclite (che compare sul fronte del booklet, n.d.a.), simbolo che rappresenta perfettamente quest’album. Una palma che affonda, salde le sue radici in questa terra, nutrita dalla cura e dal lavoro, nostro e di chi ci ha preceduto; e che si solleva alto verso il cielo. Da un po’ di anni tocca a noi: con Giulio, Emanuele, Alessia, Silvia, Giancarlo e Massimiliano proviamo a intrecciare nuovi rami, a creare trame inedite.”
La musica popolare di questo è fatta: radici forti che si radicano fortemente e saldamente in un terreno che pare inesauribile. Dall’altra parte, sempre utilizzando la metafora della palma, uno sguardo al cielo circostante per sorprendere lembi di territori mai prima esplorati.
Tracklist:
01. A Mmera A Lecce (03:19)
02. Kali Nifta (feat. Roberto Licci)(03:56)
03. Dumenica Matina (04:20)
04. Lu Rusciu De Lu Mare (feat. Rossella Pinto)(03:17)
05. Quistione Meridionale (04:45)
06. Il Mito (01:57)
07. Pizzica Di Cosimino (05:06)
08. Fimmene Fimmene (01:46)
09. Beddhu Stanotte (06:18)
10. Aremu (02:48)
11. Taranta (feat. Ludovico Einaudi)(03:04)
Photo © Ashli Linkous





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