R E C E N S I O N E
Recensione di Iris Controluce
Nel tempo, sull’importanza e sul significato del concetto di “ordine” e “disordine”, si sono espressi molti filosofi e scrittori. Personalmente, ho sempre trovato un lato positivo in entrambi e mi sento più vicina al punto di vista del poeta Paul Claudel che vedeva “l’ordine come il piacere della ragione e il disordine come la delizia dell’immaginazione”. Ma al di là del vostro e del mio pensiero, non credo possa esistere una verità univoca per tutti noi. Ordine può significare semplicemente dire la cosa giusta al posto giusto e al momento giusto: esattamente come hanno deciso di fare i Delta V che, dichiarando di aver messo “ordine al disordine” sono ritornati con un nuovo ed intenso lavoro a distanza di 5 anni dall’ultimo.
[versione audio dell’articolo, letto da Iris Controluce]
Il disco, che si intitola In fatti ostili è stato anticipato dai brani Nazisti dell’Illinois e Regole a Milano ed è uscito in digitale, cd e vinile nell’ottobre 2025 per Universal Music. Prodotto da Paolo Gozzetti e da Roberto Vernetti, In fatti ostili è un condensato di elettro-pop e spessore cantautorale, rimodulato grazie alla vocalist Martina Albertini.

Nelle undici canzoni che lo compongono, particolare attenzione è dedicata ai contenuti: profondi, schietti, dei veri “scuoti anima”. Se prima la band era interessata maggiormente alla cura dei suoni e alla ricerca di uno stile musicale, oggi mette in primo piano i testi. L’ostilità che ricorre anche nel titolo dell’album è un sentimento comune a tanti, un “linguaggio”, caratteristico di una società molto diversa da quella in cui il progetto musicale è nato. Con una biografia di tutto rispetto, una formazione risalente al 1995, dall’incontro tra Carlo Bertotti e Flavio Ferri, i nostri hanno attraversato tre decenni evolvendo sia umanamente che musicalmente. Dal Premio Ciampi come miglior debutto discografico, alle indimenticate reinterpretazioni di Se telefonando e Un’estate fa divenute successi radiofonici, hanno affrontato l’avvicendarsi di differenti voci femminili, fino ad arrivare ad una svolta più politica.
Tanti i temi trattati in questo settimo lavoro di inediti, come ad esempio la paura del diverso: un concetto molto semplice, sia da comprendere che da diffondere. E proprio per questo molto pericoloso. Nel corso degli ultimi anni, la progressiva perdita di fiducia nei confronti del prossimo, ha lasciato spazio allo scetticismo, al livore e ad una società poco accogliente, del tutto refrattaria a compassione ed empatia. Se la band si fosse mantenuta flessibile ed aperta al cambiamento delle dinamiche della scena musicale attuale, avrebbe rischiato di smarrire i propri punti di riferimento. Avendo tanti concetti da esprimere, il gruppo si rende conto che sarebbe stato impossibile costringerli nello spazio di una forma canzone “tipica”. Il cantato si è così trasformato in una sorta di recitato con melodie accennate, in modo da poter esternare più liberamente il proprio sentire e assecondare il flusso di pensieri.

Nell’aprile 2025 esce il singolo Nazisti dell’Illinois, il cui titolo prende spunto dal film Blues Brothers e viene utilizzato come metafora per denunciare la situazione attuale (sia musicale che politica). Il testo ha degli espliciti rimandi a Panic degli Smiths, brano del 1986 in cui Morrissey cantava “Hang the dj”: i Delta V suggeriscono più o meno ironicamente di bruciare le classifiche, di non accontentarsi mai e al limite di sparare al dj.
Il brano Provincia meccanica ci racconta della condizione in cui si viene a trovare chi, essendo nato e cresciuto in un unico luogo, che non riconosce come il centro del mondo, non riesce ad appagare il proprio desiderio di appartenenza. Raggiunto un certo grado di insostenibilità, decide di andarsene, imparando a correre più velocemente, rischiando persino di schiantarsi pur di sfuggire alla lentezza e a giornate tutte uguali, capaci di proteggere ma anche di annichilire. In Laika e l’America, il tema è la disillusione di un bambino cresciuto leggendo i racconti su Davy Crockett, Custer e Buffalo Bill, che immagina gli Stati Uniti come un posto magico, potente, dove tutti i sogni siano realizzabili. Divenuto uomo però, le convinzioni di allora si sono via via dissolte e gli ideali sbiaditi per sempre. Nel brano Regole a Milano, l’ubicazione è differente, ma quel bambino arriva alle stesse conclusioni: ama e odia il luogo in cui vive, nota (e subisce) un certo tipo di involuzione dal punto di vista culturale e sociale. In Panico, viene toccato un tema estremamente privato come quello dell’attacco di panico. Questa fragilità viene descritta lucidamente come un “morire ogni volta e regolarmente ritornare”. Attraverso le liriche si manifestano i propri dubbi, si ipotizzano le cause scatenanti, si cerca di sostenere emotivamente la diffidenza degli altri per poi cedere alle paranoie o cedere al terrore di non riuscire a farcela la volta successiva.
Riannodati i pensieri, accettando la distintiva imperfezione del proprio carattere e i limiti insondabili del razionale, con la voglia di fare musica ancora perfettamente intatta, i Delta V rimangono testimoni autentici della vita che scorre loro accanto. E il prossimo autunno questa vita ce la racconteranno, salendo sui principali palchi italiani in occasione de “In Fatti Ostili Tour”, organizzato dall’agenzia Beautiful Days. I concerti consentiranno alla band di presentare dal vivo il proprio disco per mezzo di sonorità elettroniche stavolta utilizzate in maniera più analogica, suonando live, mantenendo eventuali sporcature ed imprecisioni, integrando strumenti e voci registrate nelle proprie abitazioni. Noi non vediamo l’ora di vederli all’opera e speriamo di aver stuzzicato la vostra curiosità.
Tracklist:
01. Essere migliori
02. Regole a Milano
03. La disciplina del nulla
04. Wendy
05. Storti
06. Panico
07. Nazisti Dell’Illinois
08. Provincia meccanica
09. San Babila ore 20(25)
10. Laika e l’America
11. I raggi B
Photo © Marco Olivotto




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