R E C E N S I O N E


Recensione di Alessandro Tacconi

“Ho iniziato a fare registrazioni ambientali e a interessarmi al comportamento del suono quando ero un ragazzino. Il mio passatempo preferito era rallentare le registrazioni nella speranza di scoprire cosa si celasse all’interno di quei suoni.” (T.T.)

Seguitemi nella notte scura e profonda. Ascoltate i miei passi, il loro rumore soffice. Non abbiate timore, si tratta di scoperta, si tratta di quel che si trova davanti al prossimo passo. Forse è un mostro feroce come la propria anima, oppure la dolcezza che ti squarcia il petto come solo lei sa fare. Notte riflesso. Notte specchiata nel crepitare senza suono delle lucciole. Tutto questo a nostro avviso è contenuto nell’album del polistrumentista Teho Teardo Plays Twin Peaks and Other Infinitives

Lo start di questo lavoro, per come è stato concepito, è la serie TV sconquassante di David Lynch Twin Peaks, che tanto inquietò mamme e babbi e venne vietata ai giovani figliuoli dai genitori apprensivi. In verità Teho Teardo è stato suggestionato, e infettato, dalle musiche composte da Barbara StrozziHenry Purcell, J.S. Bach e ovviamente Badalamenti, Angelo non Gaetano, che quello lo conoscevano a Cinisi come Zu Tano, un mafioso doc! Inquietanti entrambi ma per ragioni assai differenti.  Le due note iniziali del tema di Twin Peaks, subito così riconoscibili, ci piombano in mezzo ai bricchi della cittadina americana deno nord-ovest.

“Da qualche anno ho ripreso le registrazioni ambientali notturne nei boschi al confine tra Italia e Slovenia. Il motivo è lo stupore che l’ascolto di quei luoghi misteriosi produce in me. Prima di essere un compositore sono un ascoltatore e il suono che fluttua nell’aria continua a sorprendermi.” (T.T.)

Negli anni Teho Teardo ha collaborato con un gran numero di musicisti, attori e registi teatrali. L’album Plays Twin Peaks and Other Infinitives raccoglie composizioni realizzate anche per alcune di quelle pièce. Il musicista in questo lavoro suona giusto “un paio” di strumenti: chitarra baritono, lapsteel, marimba, piano preparato, Rhodes piano, celesta, violoncello a due corde, electronics, synths, basso, spinetta, campane, teishokoto (uno strumento a corda giapponese), registrazioni ambientali, hydrofono e un contagocce. Hanno collaborato alla realizzazione delle nove tracce Stefano Bollani al pianoforte, Vito Bondanese, Susanna Buffa, Keeley Forsyth e Abel Ferrara alla voce, David Coulter alla sega, Gabriele Coen al sax e clarinetto basso, Igor Legari al contrabbasso, Laura Bisceglia al violoncello e alla voce, Flavia Massimo al violoncello e alla voce, Giovanna Famulari al violoncello, Federica Furlani, Ambra Chiara Michelangeli e Yoko Morimyo alla viola, Erica Scherl ed Elena De Stabile al violino.

Mi sono chiesto se mentre ero lì immerso nel buio del bosco mi stessi innamorando di qualcosa, senza sapere di cosa si trattasse. Ho ritrovato quella domanda in una canzone, Falling, che per questo motivo apre il disco. E così la melodia del tema di Twin Peaks mi pare arrivata fino a me attraverso i canti degli uccelli.” (T.T.)

Album immersivo. Musica cardiopalmatica. Nove tracce per la durata di poco meno di quaranta minuti per un album prodotto da Specula Records. Perché mai così poco tempo, accidenti?
Proprio quando ci stiamo adattando alla vista limitata di questo viaggio sonoro, si giunge troppo presto al capolinea. Non siamo a casa ma in un luogo molto vicino alla nostra parte notturna, ma non siamo così sicuri di volerla incontrare. Eppure ci affascina. Ci blandisce perché ci conosce troppo bene.

Tracklist:
01. Falling [2:54]
02. Eravamo senza saperlo [3:07]
03. Fuochi alleati [3:30]
04. Laura Palmer’s Theme [3:35]
05. Twin Peaks Theme [5:23]
06. L’insonnia delle rondini [6:34]
07. L’unico confine è la pelle [4:34]
08. The Ghost of Piacenza [3:40]
09. And the Birds Will Have Their Say [6:36]

Photo © Simone Franzolini

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