T E A T R O
Articolo di Nicola Barin
C’è ancora spazio per il sogno, ha ancora senso sperare in una vita diversa? Pare che la pièce di Alberto Fumagalli voglia sondare questo quesito. Lo spettacolo ha ottenuto diversi riconoscimenti: Premio della Stampa e Premio Fersen per l’innovazione e la ricerca al Roma Fringe Festival 2020, finalista per INBOX2021, di Direction Under 30 2020 e del bando Theatrical Mass Campo Teatrale 2019.
Tre interpreti sul palco e la vita di tutti i giorni in campagna, una vita arcaica legata al lavoro della terra, l’ignoranza e la poca cultura la fanno da padroni, una descrizione che pare riportarci ad una Italia pre-industriale.

Il rapporto tra padre e i due figli è la classica relazione che non concede speranza: il padre ordina e i figli eseguono, nessuna possibilità di scelta nella vita: si nasce contadini e ci si rimane. L’unica nota stonata è Ciccio che ha sogno: danzare, si aggira per il palco con un tutù rosa da ballo che non contiene la sua fisicità prorompente ma quando danza la sua gioia risuona e lui si sente leggero e pare quasi che si possa librare in aria.
Ciccio prova in tutti i modi a mutare la sua situazione ma la famiglia lo riporta al suo posto, al suo destino immutabile, il fratello prova anche lui per un attimo a fra ragionare il padre ma la situazione non cambia.

La giovane compagnia bergamasca costruisce un potente favola nera grazie anche ad un linguaggio arcaico che unisce il latino a echi di spagnolo, una sorta di grammelot, che ricorda quasi una parlata volgare d’altri tempi e che permette alla storia di vivere in un tempo sospeso. La vita è dura e non fa sconti, con molta probabilità Ciccio non concretizzerà i suoi sogni ma almeno la speranza, l’utopia, il sogno rimangono presenti e sono l’unico stimolo che permette al protagonista di guardare avanti.
I corpi dei tre attori saturano il palco con la loro presenza importante ed è la fisicità che si impone e che si offre come marchio attoriale, la recitazione è dotata di energia vigorosa che fluisce in platea fino a coinvolgere in maniera rilevante il pubblico.

La difficilissima storia della vita di Ciccio Speranza.
di Alberto Fumagalli
regia Alberto Fumagalli, Ludovica D’auria
con Damiano Spitaleri, Alberto Gandolfo, Federico Bizzarri
drammaturgia Alberto Fumagalli
assistente alla regia Tommaso Ferreo
costumi Giulio Morini
responsabile organizzativo Pietro Morbelli
produzione Les Moustaches, Accademia Perduta Romagna Teatri, Società Per Attori



Photo © Serena Pea




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