R E C E N S I O N E


Recensione di Alessandro Tacconi

Devi studiare bene le 400 note che si possono suonare,
per poi scegliere le quattro migliori.
(Miles Davis)

Tra i musicisti italiani più spericolati c’è senz’altro Giovanni Falzone. Negli anni ha affrontato con pari sfrontatezza e sapienza alcune delle vette della musica del novecento, e non solo jazz: Jimi Hendrix, Led Zeppelin e David Bowie, oltre ai pilastri della musica afroamericana del Novecento come Duke Ellington con Around Ellington, Charlie Parker con Suite for Bird e Ornette Coleman con Around Ornette. Grazie alla proposta del patron della casa discografica Tŭk, Paolo, Fresu, possiamo ascoltare questo pregevole Suite for Miles. Nel centenario della nascita di Black Magus molti i tributi che stanno vedendo la luce in sala di incisione e dal vivo.

Almeno un giorno all’anno tutti i musicisti
dovrebbero posare gli strumenti e ringraziare Duke Ellington.
(Miles Davis)

Che cosa ha di differente questo album dai molti che vengono licenziati è presto detto: Giovanni Falzone tiene troppo alla propria vena creativa, per questa ragione prima di accettare la proposta di Fresu ha ben ponderato se la propria concezione musicale potesse comminarsi con quella di Miles Davis. L’aspetto pregevole di Suite for Miles è l’aver fatto propria la necessità della ricerca che ha caratterizzato la musica del musicista americano. I nove brani dell’album prendono spunto da vari nuclei tematici dell’ampio repertorio di Miles Davis accanto ad altri composti per l’occasione. In molti casi i primi hanno offerto lo spunto per dare campo “libero” alla propria scrittura. In questo modo ne è risultato un lavoro estremamente articolato, ricco di umori differenti e al contempo omogeneo per quanto riguarda il suono.

Quando la band suona piano, tu suona veloce;
quando la band suona veloce, tu suona piano.
(Miles Davis)

Lo sforzo del trombettista siciliano è stato quello di instaurare un dialogo con uno dei maestri della tromba del Novecento. Ciò è stato possibile anche grazie al contributo determinante dei musicisti scelti per affiancarlo. Libera Band è composta da giovani talenti, ecco un’altra lezione appresa da Miles Davis che negli anni è sempre stato aperto a nuove sonorità grazie al contributo fondamentale dei giovani musicisti. Fiancheggiano quindi Giovanni Falzone Raffaele Fiengo al sax alto, Massimiliano Cameroni al pianoforte, Giuseppe La Grutta al basso elettrico e Riccardo Marchese alla batteria. Il loro contributo è fondamentale nei momenti open, quando il leader lascia ai colleghi la possibilità di cercare e “suonare dall’interno” quanto egli ha composto sulla carta. Si assapora in ogni parte di questa suite una tensione esplorativa analoga a quella degli album più riusciti di Miles Davis.

Questo è ciò che ci si doveva aspettare da Giovanni Falzone e dalla nuova formazione Libera Band e questo è ciò che per fortuna ci ha dato e per questo lo ringraziamo. Il passaggio di testimone è stato raccolto non come pedissequo omaggio ma come rilancio di quanto Miles Davis intendeva semplicemente come “musica”.

Sai perché non suono più le ballad?
Perché adoro suonare le ballad.
(Miles Davis)

Tracklist:
01. Around Four
02. Milestone
03. Andalusia
04. Blue In Green
05. Lo Sciamano
06. Sunrise / Solar
07. So What / Tutu
08. Blue Miles
09. Footprints

Photo ©

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