S T O R I E


Articolo e fotografie di Rossana Ghigo

Se chiedessimo a cento italiani chi abbia scritto la musica Jesahel, chi abbia collaborato alla nascita di Pensiero stupendo o chi abbia contribuito a trasformare in emozione il brano degli storici spot Barilla, probabilmente pochi saprebbero rispondere. Eppure, milioni di persone hanno cantato quelle canzoni, le hanno ascoltate alla radio, le hanno associate a momenti della propria vita, ai ricordi dell’infanzia, alle domeniche in famiglia, ai primi amori. Dietro quelle melodie c’è un uomo che non ha mai inseguito la celebrità a tutti i costi; un musicista che ha preferito lasciare parlare le sue note, i suoi arrangiamenti, le sue intuizioni. Quell’uomo è Oscar Prudente.

La sua storia comincia il 9 gennaio 1944 a Rossiglione, piccolo paese dell’entroterra ligure stretto tra montagne e torrenti. L’Italia è ancora immersa negli ultimi mesi della guerra e nessuno può immaginare che quel bambino diventerà uno dei protagonisti più discreti e influenti della musica italiana. La musica entra nella sua vita molto presto, quasi come una chiamata del destino. A otto anni si trova al mercato di Genova con la mamma. Tra le bancarelle, i richiami dei venditori e il vociare della gente, il suo sguardo viene catturato da una piccola armonica a bocca del marchio “Piccolo”; La osserva a lungo, incapace di staccarsene. Il venditore si accorge di quell’interesse quasi magnetico e, colpito da quel bambino dagli occhi pieni di meraviglia, decide di regalargliela. Molti anni dopo racconterà ancora quell’episodio come uno dei momenti più importanti della sua vita. Quell’armonica, conservata ancora oggi, rappresenta il simbolo di un percorso iniziato per caso e diventato straordinario.

La Genova della sua giovinezza è una città speciale. È la città dei porti, dei marinai, delle lingue straniere che si mescolano nei vicoli. È anche la città che sta dando vita a una delle più importanti scuole cantautorali europee. Mentre Oscar studia pianoforte, chitarra e batteria, nei locali del centro si esibiscono giovani artisti destinati a diventare leggende: Luigi Tenco, Gino Paoli, Umberto Bindi, Bruno Lauzi, Fabrizio De André. Respirare quell’atmosfera significa crescere dentro una rivoluzione culturale. Nel 1959 arriva la prima occasione professionale. Non ha ancora sedici anni quando diventa batterista del gruppo di Colin Hicks, fratello della star britannica Tommy Steele. Per il giovane ligure è come aprire una finestra sul mondo del rock internazionale. La batteria diventa il suo linguaggio principale e ben presto viene chiamato a collaborare con Luigi Tenco. Di Tenco lo colpiscono soprattutto l’onestà e la profondità. Non è un artista disposto a compromessi. Cerca la verità nelle parole e nella musica. Prudente conserva per lui un ricordo pieno di affetto e ammirazione.

Lo spirito d’avventura che gli scorre nelle vene porta Oscar, a metà degli anni Sessanta, a bordo delle navi da crociera Costa. Quella che inizialmente sembra un’esperienza temporanea si trasforma in una lunga stagione della sua vita. Per quasi dieci anni naviga attraverso il Mediterraneo, l’Atlantico, i Caraibi, il Sud America e il Medio Oriente. È una vera università musicale. In Brasile ascolta i ritmi della samba e della bossa nova. Nei Caraibi scopre la forza della musica afroamericana. In Grecia rimane affascinato dalle melodie popolari. In Africa entra in contatto con ritmi ancestrali che sembrano parlare direttamente al cuore. Ogni porto lascia un segno. Ogni viaggio aggiunge un colore nuovo alla sua tavolozza musicale. Molti anni dopo dirà che la sua vera scuola non è stata soltanto il conservatorio, ma il mondo intero.

Nel 1966 il suo talento viene notato da Nanni Ricordi, figura fondamentale della discografia italiana. Ricordi aveva già intuito il valore di artisti come Gaber, Paoli e De André. Quando incontra Prudente comprende subito di avere davanti un musicista fuori dal comune. Nasce così il contratto con la Jolly. Sono anni di grande fermento creativo. In questo periodo Oscar conosce Dario Fo. L’incontro tra i due è sorprendente. Fo possiede una fantasia incontenibile, un’energia creativa inesauribile. Prudente scrive le musiche per gli spettacoli La signora è da buttare e La passeggiata della domenica, imparando che la musica può raccontare storie, emozioni e persino provocazioni politiche.

Nel 1968 partecipa al Cantagiro. Tra artisti, produttori e giornalisti avviene un incontro destinato a cambiare il corso della sua carriera, quello con Lucio Battisti. Battisti è già considerato un innovatore, Oscar rimane colpito dalla sua curiosità musicale e dalla sua attenzione per i dettagli sonori. Tra i due nasce una sincera amicizia professionale. Quando nel 1970 entra nella Numero Uno, la casa discografica fondata da Mogol e Battisti, si ritrova nel cuore pulsante della musica italiana. Gli studi della Numero Uno assomigliano a un laboratorio artistico permanente. Si sperimenta continuamente. Si ascoltano dischi americani e inglesi, si provano nuove sonorità, si discute di musica fino a notte fonda.

In quell’ambiente incontra un altro protagonista del suo destino: Ivano Fossati. Tra i due nasce immediatamente una straordinaria sintonia. Le idee musicali di Prudente si sposano perfettamente con la sensibilità poetica di Fossati. Da quel sodalizio nasce Jesahel. La leggenda racconta che l’ispirazione arriva dopo che Prudente vede un filmato di Joe Cocker immerso in una comunità hippy, sostenuto da un grande coro collettivo. L’immagine lo colpisce profondamente. Comincia a ipotizzare una canzone costruita come una sorta di rito musicale, con una voce principale sostenuta da una comunità di voci. Quando Fossati scrive il testo, la magia si completa. Nel 1972 Jesahel arriva al Festival di Sanremo interpretata dai Delirium. È qualcosa di completamente diverso da ciò che il pubblico italiano è abituato ad ascoltare. La forza del coro, il ritmo coinvolgente, le atmosfere spirituali e quasi mistiche rendono il brano immediatamente riconoscibile. Il successo è travolgente. Ancora oggi, a oltre cinquant’anni dalla sua pubblicazione, Jesahel continua a essere uno degli inni più amati della musica italiana.

Ma il capolavoro più celebre della coppia Fossati-Prudente deve ancora arrivare. Una sera, in un appartamento genovese di Carignano, nasce una melodia destinata a entrare nella leggenda. Si chiama Pensiero stupendo. Inizialmente il brano sembra destinato a Loredana Bertè, per varie ragioni il progetto non va in porto. La canzone arriva allora nelle mani di Patty Pravo. La cantante comprende immediatamente di avere davanti qualcosa di speciale. Quando il disco esce nel 1978 il pubblico rimane affascinato. La sensualità del testo, l’ambiguità elegante della narrazione e la raffinatezza musicale trasformano il brano in uno dei più grandi capolavori della canzone italiana. Ancora oggi viene considerato uno dei testi più moderni e coraggiosi mai scritti.

Gli anni Ottanta si aprono con un’altra collaborazione storica. Fabrizio De André sta lavorando a quello che diventerà il celebre album L’Indiano. Oscar Prudente viene coinvolto insieme a Mark Harris negli arrangiamenti. De André è un perfezionista assoluto. Ogni suono viene discusso, provato, modificato. Le sedute in studio diventano lunghi confronti artistici nei quali Prudente mette a disposizione tutta la propria esperienza. Nascono così atmosfere sonore che contribuiranno a rendere quel disco uno dei più importanti della carriera di Faber.

Negli stessi anni lavora anche con Massimo Bubola, altra figura fondamentale della canzone d’autore italiana. Ma proprio negli anni Ottanta arriva il progetto che lo renderà inconsapevolmente familiare a milioni di italiani, quello per l’azienda Barilla. Il colosso sta preparando una campagna pubblicitaria destinata a rivoluzionare il modo di comunicare. L’idea è semplice e geniale: non vendere pasta, ma emozioni. Non mostrare soltanto un prodotto, ma raccontare il significato della casa, della famiglia e degli affetti. Per accompagnare quelle immagini viene scelta una composizione di Vangelis, Hymne. Oscar Prudente viene incaricato di realizzarne gli arrangiamenti e gli adattamenti televisivi. Il risultato supera ogni aspettativa. Quelle note diventano la colonna sonora dell’Italia degli anni Ottanta e Novanta. Le immagini mostrano bambini che tornano a casa sotto la pioggia, famiglie che si ritrovano, viaggiatori che rientrano dopo lunghe assenze, tavole apparecchiate e sorrisi sinceri. La musica amplifica ogni emozione. Per molti italiani quella non è più la melodia di Vangelis. Diventa semplicemente “la musica della Barilla”. Ancora oggi basta ascoltare poche note per essere catapultati indietro nel tempo. È uno dei rarissimi casi in cui pubblicità e musica si fondono fino a diventare parte della memoria collettiva di un intero Paese. Molte sequenze della campagna vengono girate nella splendida villa toscana di Gianna Nannini e in altre location accuratamente selezionate per evocare un senso di bellezza, calore e familiarità. La campagna diventa un fenomeno culturale. Studiosi di marketing e comunicazione la considerano uno degli esempi più riusciti della pubblicità italiana.

Nel frattempo, Prudente continua a scrivere, produrre e sperimentare. Compone la celebre sigla Stadium per Domenica Sprint, destinata a diventare un simbolo della televisione sportiva italiana. Dirige la scuola musicale fondata da Mogol, formando giovani artisti e trasmettendo la propria esperienza. Nel 2012 torna a collaborare con Mogol per l’inno ufficiale della Lega Pro. Grande amante del calcio, veste anche la maglia della Nazionale Italiana Cantanti, partecipando a numerosi eventi benefici.

Nel 2014 il destino lo riporta definitivamente in Liguria. Gino Paoli, allora presidente della SIAE, lo coinvolge nel progetto della scuola di musica ospitata nella storica villa di Francesco Cilea a Varazze. È qui che incontra Antonella. Da quell’incontro nasce una nuova stagione della sua vita. Dopo decenni trascorsi tra studi di registrazione, palcoscenici, tournée e viaggi internazionali, Oscar riscopre il valore delle radici, degli affetti e della tranquillità della sua terra.

Nel 2025 pubblica Pensieri Stupendi, un libro autobiografico nel quale racconta con ironia, tenerezza e sincerità una vita vissuta accanto ai più grandi protagonisti della musica italiana. Pagina dopo pagina emerge il ritratto di un uomo che ha attraversato un’epoca irripetibile senza mai perdere la semplicità delle proprie origini. Forse è proprio questo il segreto di Oscar Prudente. Non aver mai considerato la musica un mestiere, ma un viaggio. Un viaggio iniziato con una piccola armonica ricevuta in dono tra le bancarelle di un mercato genovese e diventato, nel tempo, la colonna sonora dei ricordi di milioni di italiani.

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