I N T E R V I S T A


Alessandro Errico rappresenta un momento molto importante della mia vita. È apparso sugli schermi più o meno nello stesso periodo in cui io iniziavo a scrivere poesie – e in quell’età fatta di innocenza e vulnerabilità, avere come punto di riferimento un ragazzo che riusciva coraggiosamente a mettersi a nudo, portando negli spazi televisivi la sua musica fatta di fragilità, prime esperienze, rabbia e serietà, è stato molto impattante. Ho portato quel ricordo con me per trent’anni, ed è stato sempre un ricordo d’amore e di custodia. Quando ho saputo dei due concerti organizzati a Roma per il trentesimo anniversario de Il mondo dentro me, non ho potuto tirarmi indietro.
Quella che segue è un’intervista a cui sono estremamente grata.

A 22 anni ti sei trovato dentro un successo molto grande, con Il mondo dentro di me, Sanremo e una forte esposizione mediatica. Immagino ci sia qualcosa di quel periodo che oggi rileggi in maniera completamente diversa rispetto ad allora.
Rileggo tutto in maniera diversa – e grazie al cielo direi!
Gli occhi con cui vivevo in quel periodo erano fatti di cuore e sangue. Tutto era vita o morte per me, non c’erano vie di mezzo. Ad oggi provo tanta tenerezza. Anche oggi, l’idea di celebrare il compleanno di Il mondo dentro me nasce dal desiderio di recuperare quel momento e i ricordi relativi a quel disco – al di là degli aspetti estetici, al di là dell’innocenza e dell’incoscienza di quel tempo, l’intento era riconnettermi a quella dimensione di purezza. Le canzoni de Il Mondo Dentro Me e di Esiste che sono nate fuori dal mondo della musica. Sono canzoni scritte quando ancora si va al parchetto con gli amici – non avevano la velleità di uscire su un disco. Erano il mio modo di voler conoscere il mondo. Ricantarle dopo trent’anni è per me un’emozione incredibile – ricantarle ora, con occhi estremamente diversi.

Sono polvere che danza in un raggio di luce
una foglia che vibra su un ramo
Io non ho geometrie
(A. Errico, Il Grido del Silenzio)


Sabrina Tolve è con Off Topic dagli esordi, ha scritto di libri e teatro. Oggi si occupa di musica, prediligendo quella politica e sociale. Vive in Irlanda.

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