T E A T R O


Articolo di Daniela Pontello, immagini sonore © Natascia Caronte

La parola poetica di William Shakespeare abbandona la pagina scritta per farsi carne, gesto e musica nello spettacolo Quel che amore in silenzio ha scritto, presentato nella cornice intima e contemporanea del Teatro Out Off. Prendendo il titolo da un verso celebre del Sonetto 23 (O impara a leggere quel che amore in silenzio ha scritto), la produzione propone una rilettura drammaturgica intensa e viscerale dell’universo lirico del Bardo. Lo spettacolo non segue un intreccio narrativo tradizionale, ma si struttura come un mosaico emotivo incentrato sui temi cardine dei Sonetti: il desiderio, l’ossessione, la fragilità dell’esistenza e la ricerca di protezione.

La vera intuizione drammaturgica sta nel far dialogare i versi del Seicento con una colonna sonora popolare e profonda, capace di attraversare generi ed epoche. La poesia shakespeariana si intreccia così con l’invocazione d’amore assoluta de La cura di Franco Battiato, la devozione di Tu non mi basti mai di Lucio Dalla e le atmosfere intime di Elton John. A sigillare il percorso, lo spettacolo si chiude nell’ abbraccio di Into My Arms di Nick Cave. La regia sfrutta la dimensione intima dell’Out Off con un’estetica essenziale: tagli di luce netti e una scenografia spoglia che lascia spazio assoluto ai corpi e ai testi. Gli innesti musicali italiani e internazionali diventano veri e propri controcanti drammaturgici. Il silenzio, evocato dal titolo, si alterna alle note per misurare l’assenza di tempo e la continuità dei sentimenti umani. Gli attori abitano la scena con un’adesione fisica forte, capaci di passare dal lirismo della metrica classica alla ruvidezza delle passioni umane. Il contrasto tra la parola antica e le note d’autore valorizza l’universalità dei sentimenti messi in scena.

L’accostamento tra i versi di Shakespeare e pietre miliari della musica come Battiato, Dalla, Elton John e Nick Cave regala una rivelazione al pubblico: a distanza di oltre quattro secoli, in fondo poco o nulla è cambiato. Le parole d’amore, di protezione e di struggimento di oggi sono le stesse di ieri. Uno spettacolo intenso ed emozionante, capace di dimostrare l’eternità dell’animo umano attraverso l’unione tra teatro e canzone. Un’operazione teatrale delicata ed efficace, capace di dimostrare quanto la grande poesia sia un linguaggio senza tempo.

drammaturgia e regia Andrea Piazza
con Greta Petronillo ed Enrico Brusi
disegno luci Martino Minzoni
arrangiamenti e canzoni originali Enrico Brusi
scene e costumi Andrea Piazza
assistente a scene e costumi Elena Vecchietti
assistente alla regia Ludovica Aprile
produzione Teatro Out Off

Dal 13 al 30 maggio 2027

Immagini sonore © Natascia Caronte

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